lunedì 3 gennaio 2022

Antologia AAA ASSO DECONTAMINAZIONI INTERPLANETARIE E ALTRI RACCONTI

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Bella raccolta di racconti di Scheckley, numerosi brevi, in maggior parte di stampo umoristico. Si segnalano in particolare Il Magazzino dei Mondi e la simpatica serie dei racconti della AAA Asso: Servizio interplanetario di decontaminazione all'inizio del volume.

mercoledì 22 dicembre 2021

LA TRILOGIA TOMORROW'S KIN di Nancy Kress

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Il ciclo è basato sull'esistenza e sull'evoluzione di una branca parallela dell'uomo, dovuta al trasferimento decine di migliaia di anni fa ad opera di una specie aliena sconosciuta di un gruppo di umani su un altro pianeta, orbitante intorno alla stella Deneb. La società umana che si sviluppa su Mondo, questo il nome della "Terra parallela", assume connotati radicalmente diversi, portando alla formazione di una società quasi utopica governata dalla cooperazione tra gli individui e il rispetto dell'ecosistema. L'organizzazione di Mondo, più piccolo della Terra e molto meno densamente popolato, è basata su un modello matriarcale in cui ogni individuo è fortemente legato al clan famigliare, il lahk, a capo del quale vi è una "madre", di cui fa parte; un legame che afferisce anche alla sfera giudirica, il clan nella sua interezza è in qualche misura responsabile del comportamento e delle eventuali mancanze di ogni suo membro, ed economica, con forme di periodica ridistribuzione del reddito tra i membri del medesimo clan. Non esiste un matrimonio vero e proprio: uomo e donna si possono legare con delle specie di contratti a tempo ma continuano a vivere con i rispettivi lahk e i figli della coppia spetteranno al lahk materno. Un consiglio formato da tutte le Madri regola lo sviluppo di Mondo, uno sviluppo che oggi definiremmo "sostenibile" in cui modernizzazione, nuove tecnologie, attività economiche devono sempre sottostare al bene comune e alla salute dell'ecosistema nel suo complesso, una dottrina o meglio un principio etico indicato nella lingua di Mondo da tre sillabe: bu ka tel.
Il primo volume del ciclo si apre con l'arrivo sulla Terra di un gruppo proveniente da Mondo. Il viaggio è reso possibile da alcune astronavi della misteriosa razza aliena, la cui tecnologia avanzata i Mondisti sono in grado in qualche caso di utilizzare i frutti seppur senza realmente comprenderla. La visita dei Mondisti sulla Terra non è dovuta al desiderio di esplorazione o di contatto con i "cugini", di cui in realtà diffidono perchè consci della natura totalmente differente dei rispettivi modelli etici e sociali, ma ad una mera necessità di sopravvivenza: l'avanzata di una nube di spore, portatrice di un virus, che entrerà in contatto con la Terra ma anche e soprattutto con Mondo. La natura di questo virus ma soprattutto il suo impatto sia sulla passata evoluzione dell'uomo che sull'attuale sviluppo della società terrestre costituiscono il secondo tema portante dell'intreccio. Il virus non sarà letale per l'uomo ma l'ecosistema della Terra, e di conseguenza la società e l'economia umane, ne saranno radicalmente impattate in quella che è una riflessione sulla fragilità di fondo del mondo che ci circonda e che diamo per scontato.
Il secondo volume è invece interamente ambientato su Mondo che i Terrestri riescono a raggiungere alcuni anni dopo gli eventi del primo episodio. Il terzo volume riporta l'azione sulla Terra, che i reduci del viaggio ed alcuni Mondisti imbarcatisi raggiungono circa trent'anni dopo la partenza iniziale, trovando un pianeta totalmente sconvolto da conflitti scoppiati in seguito a disastri economici, sociali e ambientali ed esacerbati da un movimento ecologista fanatico e radicale.
Protagonista di tutti tre i volumi è la dottoressa Marianne Jenner, una genetista destinata ad intuire per prima il ruolo del virus nella storia e nell'evoluzione umana. Le vicende sue e della sua famiglia viaggiano in parallelo all'evoluzione del virus, ai disastri ambientali della Terra, alla vicende di Mondo in un doppio ben congegnato doppio binario di drammi interiori ed esteriori. L'intreccio narrativo è ben costruito, con un buon bilanciamento di scene d'azione e passaggi di riflessione, nel primo volume, decisamente il migliore del ciclo. Il secondo episodio offre interessanti spunti nella ricostruzione del modello sociale di Mondo ma l'intreccio risulta appesantito, lento, claustrofobico, con situazioni e scene che sembrano ripetersi uguali per un numero indefinito di pagine. L'episodio finale riporta sicuramente più azione ma gli eventi che hanno portato alla distopia descritta, con un sostanzialmente totale annichilimento della società e della popolazione umana, sono ricostruiti solo parzialmente e in maniera non del tutto convincente.
Sono numerosi in tutti e tre i libri scene, discussioni, riferimenti, dialoghi che hanno per oggetto la scienza e la pratica scientifica soprattutto in ambito biologico e genetico, per esempio per lo studio e la preparazione di vaccini. L'altro tema portante dell'opera, che abbiamo già accennato, è la riflessione di stampo ecologista, che vuole porre l'attenzione sul fragile equilibrio su cui poggia l'intero sistema in cui viviamo e sugli immani disastri che anche piccole perturbazioni possono generare. Nel complesso ci sentiamo di consigliare l'opera principalmente al lettore interessato a questi argomenti; gli ultimi due volumi, in particolare, potrebbero risultare altrimenti poco appetibili.

lunedì 6 dicembre 2021

IL TALLONE DI FERRO di Jack London

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Il romanzo è costruito su due piani di narrazione. L'opera vera e propria è costituita da un manoscritto di Avis Everhard, moglie di Ernest Everhard, uno dei maggiori leader della resistenza popolare al regime del Tallone di Ferro, l'Oligarchia che si impossessa del potere negli Stati Uniti della prima metà del '900. L'autore inserisce un secondo livello narrativo, immaginando che tale manoscritto venga ritrovato secoli dopo, in un nuova età dell'oro in cui la società umana è guidata dalla Fratellanza dell'Uomo; uno studioso dell'epoca, Anthony Meredith, ne scrive quindi una introduzione e inserisce diverse note a pie' pagina, dove i giudizi o i pensieri di Avis vengono paternalmente corretti o commentati dalla visuale dello storico del futuro.
Ernest Everhard è un sociologo e politico di umili origini che dedica tutto sè stesso al movimento socialista, con cui viene anche eletto nelle file del Congresso. L'opera narra la deriva degli Stati Uniti verso una plutocrazia autoritaria, in cui i grandi capitali, i Trust, dopo aver oppresso il movimento operaio e la stessa piccola e media borghesia, si impadroniscono di ogni forma di potere reale dando vita al regime dell'Oligarchia. Avis descrive con passione e partecipazione gli sforzi di opposizione del movimento socialista ma il lettore sa già dal principio, grazie all'introduzione di Meredith, che essi saranno vani: l'Oligarchia è destinata a trionfare, cristallizzando la società in una massa di derelitti, il Popolo dell'Abisso, nuovi schiavi sottoposti completamene alle volontà della classe dominante; soltanto una ristretta cerchia di lavoratori specializzati e i militari riescono a mantenere dei benefici e dei diritti giacchè funzionali alla stessa.
L'opera è naturalmente figlia del suo tempo; i discorsi e le teorie di Everhard richiamano in maniera lampante gli scritti di Marx, così come le dinamiche delle organizzazioni e lotte sindacali, la categorizzazione del mondo del lavoro, l'utilizzo stesso di alcune terminologie (come i già citati Trust per esempio) possono risultare poco famigliari, obsolete al lettore. I grandi temi della giustizia sociale, della concentrazione della ricchezza, dello svuotamento di democrazia reale nelle istituzioni sono però assolutamente attuali adesso così come lo erano, seppur in forme diverse, un centinaio di anni fa.
Avis nasce in una famiglia privilegiata, il padre è un famoso scienziato con la passione della sociologia ed è proprio ad una cena organizzata dal padre che la donna conosce per la prima volta Ernest. L'uomo le fa prendere coscienza dell'ingiustizia del suo tempo, del sangue di cui sono macchiate le sue ricchezze e comodità: Avis, e con lei il lettore, si immerge negli orrori e nelle storture dello sfruttamento operaio e del sopruso padronale. Mano a mano che Avis e con lei suo padre prendono le parti della giustizia, iniziano a essere vittime del potere fino a perdere ogni cosa, dedicandosi così interamente alla causa, alla quale la donna si lega indissolubilmente anche tramite il matrimonio con Ernest.
L'opera alterna passaggi didascalici, discorsi di teoria sociologica di Ernest soprattutto, a scene di forte impatto emotivo come la cronaca della repressione nel sangue della rivolta di Chicago. Soprattutto nei capitoli conclusivi, una volta che l'Oligarchia si è affermata definitivamente, la narrazione si fa ancora più cruenta con il movimento socialista che deve per forza ricorrere a metodi ancora più efferati: atti di terrorismo divengono all'ordine del giorno, sorgono nuclei di combattimento segreti al limite del fanatismo, che si tingono di connotati di estremismo se non fondamentalismo quasi religioso, mentre giochi di spionaggio e controspionaggio rendono chiunque sospetto di doppio se non triplo gioco.
L'intreccio risulta nel complesso piuttosto banale ma la sua linearità, il ritmo sempre elevato e l'alta tensione morale della narrazione mantengono la lettura viva fino alla fine. Nel complesso quindi un romanzo che, al di là dell'indubbio valore storico, può ancora interessare il lettore odierno, specialmente se amante di una fantascienza di indagine e denuncia sociale.

domenica 28 novembre 2021

IL PUGNO DELL'UOMO di Davide Del Popolo Riolo


vai alla scheda completa Il romanzo è ambientato in un pianeta imprecisato, in cui la "Città" sembra essere l'unico agglomerato urbano del pianeta, edificata sul luogo dell'atterraggio degli Antichi, i mitici viaggiatori spaziali che in un tempo ormai dimenticato hanno colonizzato il mondo. La Città non è popolata solo da umani, in essa convivono, infatti, esponenti di altre tre razze: i Pallidi, i Sabbiosi e gli Uomini-Pesce, di cui però non vengono forniti elementi circa la loro origine e/o la loro provenienza. Le ultime due categorie degli inumani sono sostanzialmente irrilevanti nell'intreccio; appartiene invece ai Pallidi uno dei personaggi principali e per questo motivo la razza in questione viene descritta con dovizia di particolari.
Essi, detti anche succhiatori o più spregiativamente semplicemente succhia, non sono altro che vampiri: umanoidi dal colorito pallido, calvi, sensibili ai raggi solari e soprattutto che si cibano del sangue umano. Alcuni indizi disseminati lungo il romanzo accennano ad un passato in cui la brama di sangue li portava ad agire con violenza nei confronti degli umani mentre nel presente dell'opera l'assunzione di sangue avviene in modo assolutamente pacifico: molto prosaicamente il prezioso fluido viene acquistato. I Pallidi venerano anche una propria divinità, la Dea Rossa, culto nell'ambito del quale ogni violenza per l'appropriazione di sangue umano sembra costituire ormai un tabù.
La Città è governata fin dagli albori da esponenti di una sola famiglia, gli Anderson-Brown, in quella che appare una sorta di matriarcato: la carica di Sindaco, la massima magistratura della città, infatti, sembra venir conferita alla donna di famiglia più anziana, per un mandato a vita. Alla morte di una Sindaca, avvengono delle elezioni ma sembrano soltanto dei plebisciti pro-forma, atti a sancire una successione dinastica consuetudinaria. Accanto al Sindaco agisce una sorta di consiglio il cui esponente principale, una sorta di primo ministro, è il Cancelliere; questi è invece eletto fattivamente dalla cittadinanza.
Appena al di sotto degli organi di governo esiste una aristocrazia formata dai cosiddetti Patrizi, organizzati in casate nobiliari ciascuna delle quali risiede in una delle ricche abitazioni note come le Torri (scenario che ricorda i comuni italiani medievali). Se la nobiltà è appannaggio esclusivo degli umani, folte schiere di Pallidi invece popolano la ricca borghesia, ricoprendo in particolare professioni come avvocato, banchiere, commerciante. La descrizione della razza vampira e della miscela di xenofobia ed invidia sociale che la circondano richiamano in maniera ovvia e trasparente la storia degli ebrei: si allude chiaramente perfino alla leggenda delle uccisioni rituali di bambini cristiani quando l'autore descrive la calunnia che vuole i Pallidi responsabili delle sparizioni di bambini umani. La parte più povera della popolazione, cui appartengono anche la maggior parte di Sabbiosi e di Uomini-Pesce, vive invece in bassifondi noti col nome di Fosse che sono sostanzialmente lasciati in mano alla malavita.
La tecnologia degli Antichi che verosimilmente doveva essere talmente avanzata da consentire il volo interstellare è andata persa; la città si trova in uno stadio di sviluppo che appare analogo agli anni a cavallo tra XIX e XX secolo: motori a vapore, carbone, prime radio, ferrovie. Non mancano però elementi che stonano in questo parallelo: in corso d'opera infatti il lettore verrà a conoscenza di macchine artificiali autocoscienti così come dell'esistenza di cibridi, creati dal connubbio tra uomo e macchina. Al di fuori della città, il resto del pianeta sembra essere abbandonato; enormi spazi aperti, l'Oceano Verde, sono popolati da tribù nomadi inter-specie dette Costellazioni, della cui storia però non è dato sapere alcunchè.
Il romanzo si apre con la morte della Sindaca in carica che ha governato per decine di anni cui succede Donna Alessandra, una governante onesta quanto risoluta che deve subito affrontare una emergenza senza pari, lo scoppio di una epidemia mortale che dilaga nella città mietendo vittime a ritmo crescente. L'epidemia mette le ali ad un movimento xenofobo, il "Pugno dell'Uomo", che incolpa gli inumani, e soprattutto i Pallidi, della sua nascita e diffusione. Il suo fondatore, Ian Derrick, è un mostruoso demagogo e viene aiutato dalla sua ascesa da un vecchio artista ormai in declino, portato anch'egli a odiare i Pallidi per rancori personali. Donna Alessandra riesce a tenere in pugno la situazione e a contenere il pericoloso movimento; quando però la malattia la colpisce, la Città dovrà andare incontro ad un triste destino. Il parallelo storico prosegue e qualsiasi lettore non può non riconoscere, cosi come nei Pallidi l'equivalente degli ebrei, nel "Pugno dell'Uomo" e nel suo leader la metafora dell'ascesa del Nazionalsocialismo e di Hitler.
L'opera ci ha ricordato da vicino Perdido Street Station di China Mieville per l'impostazione di fondo, l'ambientazione e lo stile narrativo. Abbiamo una commistione di temi e generi letterari sulla falsa riga dello science-fantasy; la trama è narrata dal punto di vista di più personaggi, ciascuno dei quali è costruito e reso vividamente con la propria personalità e la propria storia di vita, seguendo filoni narrativi differenti che vengono poi a intrecciarsi tra di loro, in quello che rappresenta ormai una consuetudine del genere.
L'opera è divisa in tre parti: nelle prime due l'autore racconta lo scoppio della pandemia e l'ascesa del "Pugno dell'Uomo" mentre la terza è ambientata una ventina di anni dopo e conduce al finale. Se le prime parti brillano per una narrazione coinvolgente, un ritmo sempre sostenuto che trascina il lettore pagina dopo pagina, un colpo di scena dopo l'altro, senza soffrire di pause didascaliche, così non è per la conclusione. L'ultimo capitolo, infatti, appare un corpo estraneo, un veloce tentativo di dare una conclusione all'opera; tentativo però raffazzonato nel suo susseguirsi di eventi senza un vero filo logico conduttore, perdendo quella coerenza complessiva che aveva così bene caratterizzato le parti iniziali. Ugualmente raffazzonato troviamo l'espediente narrativo di usare la corrispondenza di uno dei personaggi principali per ricostruire gli accadimenti dei venti anni che intercorrono tra l'inizio e il capitolo conclusivo dell'opera.
Detto questo, l'unica altra pecca che ci sentiamo di individuare consiste forse nell'eccessiva ovvietà dei paralleli storici così come li abbiamo descritti in precedenza. Concludendo, un'opera interessante, in cui l'autore brilla nella costruzione di un universo-città complesso ma consistente e coerente, di cui consigliamo la lettura a chiunque apprezzi una Fantascienza di indagine sociologica, la commistione di sottogeneri differenti, il tutto abbinato ad un intreccio e personaggi ben costruiti e avvincenti.

venerdì 19 novembre 2021

Antologia FANTASCIENZA: GUERRA SOCIALE?

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Validissima raccolta di racconti scritti tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60, interessante anche per la presenza di autori non appartenenti alla Anglosfera, tradizionale bacino del genere. Tra tutti i racconti presenti vogliamo segnalare in particolare Chi può sostituire un uomo? di Brian W. Aldiss, divertente ritratto di una società robotica di un mondo pronto per fare a meno dell'Uomo, Le Strade di Ashkalon di Harry Harrison, dove fede e ragione lottano nuovamente su un pianeta alieno, Un'Altra Parola per Uomo di Robert Presslie, in cui la commovente storia di un extraterrestre giunto sul nostro pianeta si mischia con una riflessione di matrice religiosa, ed infine Elise, angoscioso racconto breve di matrice Post Apocalittica, di Jacques Ferron.

domenica 17 ottobre 2021

Antologia QUANDO IL SOLE SI FERMO'

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"E per un giorno e una notte la Terra non si mosse intorno al Sole, nè girò su se stessa. E le leggi dell'energia cinetica furono sconvolte. Poi la Terra riprese il proprio movimento prestabilito. E nient'altro cambiò.": questo lo spunto geniale fornito da Lester Del Rey e sviluppato da tre grandi autori nei romanzi brevi che compongono l'antologia.
Entrambi ben riusciti e per certi versi simili i lavori di Paul Anderson e Robert Silverberg: tutti e due si focalizzano principalmente sulla figura del protagonista, il "profeta" che ha chiesto e ottenuto il miracolo, sul travaglio interiore che deve attraversare e sulla reazione, spesso inaspettata, del mondo. Differente, di lettura più difficoltosa, l'opera di Dickson in cui il "profeta" compare solo sullo fondo, come una nota di contorno, per focalizzarsi sulla relazione tra alcuni dei pellegrini in attesa del miracolo.

domenica 3 ottobre 2021

VERTICE DI IMMORTALI di Robert Silverberg

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Il romanzo è ambientato in un futuro imprecisato ma non troppo lontano. L'elemento centrale dell'intera opera consiste in una rivoluzionaria conquista tecnologica: la possibilità di registrare l'intera personalità di un essere umano, completa della gamma di tutte le sue esperienze, le sue capacità intellettuali, il suo carattere, su un supporto durevole, creando così le cosiddette imago. E' dunque possibile ottenere una seconda vita quando la propria imago viene scelta per il trapianto da un vivente; imago aggiuntive, infatti, portano in dote capacità analitiche maggiori, conferiscono esperienze e memorie aggiuntive, che conferiscono vantaggi ad esempio sul mondo del lavoro. Ragion per cui il trapianto di una o più imago è desiderato da tutti ed è segno di status sociale, visti gli elevati costi della procedura. L'intero ciclo di vita delle imago, dal loro "stoccaggio", ai trapianti e alle registrazioni periodiche (occorre infatti "salvare" periodicamente la propria imago registrata in modo che sia aggiornata con le ultime esperienze vissute) è gestita dall'Istituto Scheffing, descritto come un organismo in parte controllato dallo stato.
In questo scenario, due magnati senza scrupoli combattono un'aspra lotta per ottenere una imago particolare, quella del grande investitore Paul Kaufmann. A contenderla ci sono da un lato John Roditis, un cosiddetto self-made man di origini greche; dall'altro il nipote del defunto, Mark Kaufmann, intenzionato a impedire a tutti i costi a Roditis di entrare all'interno del clan. La lotta tra questi due titani coinvolge anche altri personaggi di questa elite di "super-ricchi", la cui caratteristica comune è il cinismo: ogni azione è infatti diretta solo e soltanto all'ottenimento di un vantaggio personale, sia esso di natura economica o di altro tipo. Abbiamo Elena Volterra, il prototipo della donna fatale assetata di potere, Risa Kaufman, figlia di Mark, la giovane ma già determinata rampolla desiderosa di bruciare le tappe e ottenere autorità negli affari di famiglia. Totalmente inadatto a questo mondo spietato è invece Charles Noyes, discendente di una famiglia altolocata, finito a recitare il ruolo di galoppino di Roditis. La sua personalità debole lo costringe ad una lotta estenuante anche con l'imago che ospita, quella dell'aggressivo Kravchenko, che tenterà a più riprese di ottenere il controllo del corpo del suo ospite. Tale eventualità è possibile e costituisce ovviamente un abominio, che passa sotto il nome di dybbuk, e se scoperto, l'imago colpevole è passibile di immediata cancellazione.
L'idea di base del romanzo non costituisce una novità assoluta ma l'autore la elabora in maniera originale e intelligente. Oltre alla già descritta immagine del dybbuk, ben riusciti sono i dialoghi interni dei personaggi con le loro imago, che mantengono i propri connotati di personalità e carattere. Questo nuovo ciclo di "reincarnazioni" ha dato linfa alle dottrine orientali che hanno così attecchito anche in occidente con una specie di nuova forma di buddismo; in diverse occasioni viene così citato da più personaggi il tibetano Libro dei Morti, una sorta di guida per l'anima dopo il trapasso. Come già accennato, tutti i protagonisti appartengono all'elite; pochissimi sono i passi dell'opera in cui prendono la parola o solo compaiono sulla scena persone comuni recitando fin dal principio il ruolo di pecore destinate al macello, in maniera forse troppo scontata.
L'intreccio è ben costruito, con una giusta dose di complessità che non appesantisce la lettura e un finale ben congegnato e sorprendente; la trama, a tratti quasi una spy-story, mantiene vivo l'interesse del lettore, aiutato anche dal ritmo narrativo elevato senza pause didascaliche. Anzi, forse, qualche passaggio più descrittivo su questa società immaginaria del futuro dove la morte è stata, almeno parzialmente, sconfitta avrebbe forse rappresentato un valore aggiunto: innumerevoli ovviamente sarebbero gli impatti sulla sfera sociale, politica, economica, religiosa che avrebbe potuto valer la pena descrivere.
Concludendo, un'opera sicuramente interessante, una buona lettura, ma che lascia un certo senso di incompiutezza, di occasione mancata per un vero capolavoro all'altezza di altre opere del medesimo autore. Consigliata in particolare agli amanti del genere sociologico, senza eccessive complessità.