domenica 17 ottobre 2021

Antologia QUANDO IL SOLE SI FERMO'

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"E per un giorno e una notte la Terra non si mosse intorno al Sole, nè girò su se stessa. E le leggi dell'energia cinetica furono sconvolte. Poi la Terra riprese il proprio movimento prestabilito. E nient'altro cambiò.": questo lo spunto geniale fornito da Lester Del Rey e sviluppato da tre grandi autori nei romanzi brevi che compongono l'antologia.
Entrambi ben riusciti e per certi versi simili i lavori di Paul Anderson e Robert Silverberg: tutti e due si focalizzano principalmente sulla figura del protagonista, il "profeta" che ha chiesto e ottenuto il miracolo, sul travaglio interiore che deve attraversare e sulla reazione, spesso inaspettata, del mondo. Differente, di lettura più difficoltosa, l'opera di Dickson in cui il "profeta" compare solo sullo fondo, come una nota di contorno, per focalizzarsi sulla relazione tra alcuni dei pellegrini in attesa del miracolo.

domenica 3 ottobre 2021

VERTICE DI IMMORTALI di Robert Silverberg

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Il romanzo è ambientato in un futuro imprecisato ma non troppo lontano. L'elemento centrale dell'intera opera consiste in una rivoluzionaria conquista tecnologica: la possibilità di registrare l'intera personalità di un essere umano, completa della gamma di tutte le sue esperienze, le sue capacità intellettuali, il suo carattere, su un supporto durevole, creando così le cosiddette imago. E' dunque possibile ottenere una seconda vita quando la propria imago viene scelta per il trapianto da un vivente; imago aggiuntive, infatti, portano in dote capacità analitiche maggiori, conferiscono esperienze e memorie aggiuntive, che conferiscono vantaggi ad esempio sul mondo del lavoro. Ragion per cui il trapianto di una o più imago è desiderato da tutti ed è segno di status sociale, visti gli elevati costi della procedura. L'intero ciclo di vita delle imago, dal loro "stoccaggio", ai trapianti e alle registrazioni periodiche (occorre infatti "salvare" periodicamente la propria imago registrata in modo che sia aggiornata con le ultime esperienze vissute) è gestita dall'Istituto Scheffing, descritto come un organismo in parte controllato dallo stato.
In questo scenario, due magnati senza scrupoli combattono un'aspra lotta per ottenere una imago particolare, quella del grande investitore Paul Kaufmann. A contenderla ci sono da un lato John Roditis, un cosiddetto self-made man di origini greche; dall'altro il nipote del defunto, Mark Kaufmann, intenzionato a impedire a tutti i costi a Roditis di entrare all'interno del clan. La lotta tra questi due titani coinvolge anche altri personaggi di questa elite di "super-ricchi", la cui caratteristica comune è il cinismo: ogni azione è infatti diretta solo e soltanto all'ottenimento di un vantaggio personale, sia esso di natura economica o di altro tipo. Abbiamo Elena Volterra, il prototipo della donna fatale assetata di potere, Risa Kaufman, figlia di Mark, la giovane ma già determinata rampolla desiderosa di bruciare le tappe e ottenere autorità negli affari di famiglia. Totalmente inadatto a questo mondo spietato è invece Charles Noyes, discendente di una famiglia altolocata, finito a recitare il ruolo di galoppino di Roditis. La sua personalità debole lo costringe ad una lotta estenuante anche con l'imago che ospita, quella dell'aggressivo Kravchenko, che tenterà a più riprese di ottenere il controllo del corpo del suo ospite. Tale eventualità è possibile e costituisce ovviamente un abominio, che passa sotto il nome di dybbuk, e se scoperto, l'imago colpevole è passibile di immediata cancellazione.
L'idea di base del romanzo non costituisce una novità assoluta ma l'autore la elabora in maniera originale e intelligente. Oltre alla già descritta immagine del dybbuk, ben riusciti sono i dialoghi interni dei personaggi con le loro imago, che mantengono i propri connotati di personalità e carattere. Questo nuovo ciclo di "reincarnazioni" ha dato linfa alle dottrine orientali che hanno così attecchito anche in occidente con una specie di nuova forma di buddismo; in diverse occasioni viene così citato da più personaggi il tibetano Libro dei Morti, una sorta di guida per l'anima dopo il trapasso. Come già accennato, tutti i protagonisti appartengono all'elite; pochissimi sono i passi dell'opera in cui prendono la parola o solo compaiono sulla scena persone comuni recitando fin dal principio il ruolo di pecore destinate al macello, in maniera forse troppo scontata.
L'intreccio è ben costruito, con una giusta dose di complessità che non appesantisce la lettura e un finale ben congegnato e sorprendente; la trama, a tratti quasi una spy-story, mantiene vivo l'interesse del lettore, aiutato anche dal ritmo narrativo elevato senza pause didascaliche. Anzi, forse, qualche passaggio più descrittivo su questa società immaginaria del futuro dove la morte è stata, almeno parzialmente, sconfitta avrebbe forse rappresentato un valore aggiunto: innumerevoli ovviamente sarebbero gli impatti sulla sfera sociale, politica, economica, religiosa che avrebbe potuto valer la pena descrivere.
Concludendo, un'opera sicuramente interessante, una buona lettura, ma che lascia un certo senso di incompiutezza, di occasione mancata per un vero capolavoro all'altezza di altre opere del medesimo autore. Consigliata in particolare agli amanti del genere sociologico, senza eccessive complessità.

domenica 19 settembre 2021

IL PASSO DELL'UBRIACO di Frederik Pohl

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Il romanzo è ambientato nel 2200 circa in un mondo contrassegnato dalla sovrappopolazione, avendo raggiunto i 12 miliardi di abitanti. Il protagonista principale è un professore universitario di matematica, il professor Cornut, e quasi tutta l'opera è ambientata all'interno della sua università. L'Università è una istituzione immensa con enormi spazi dove professori e studenti vivono completamente isolati dal mondo esterno; mondo esterno sul quale abbiamo pochi indizi ma che viene implicitamente descritto come ormai quasi invivibile a causa dell'affollamento e del chaos.
I corsi universitari sono destinati ai pochi privilegiati in presenza ma non solo; sono videotrasmessi, infatti, in tutto il mondo, e chiunque può sperare di superare i difficilissimi test per entrare nell'Eldorado dell'Università. I professori sono una vera e propria casta privilegiata, vestono in maniera da essere inequivocabilmente identificati, possono muoversi all'interno o all'esterno dell'Università senza restrizioni, cosa vietata agli studenti; studenti che devono ottemperare anche a mansioni di servizio come cuochi, camerieri, inservienti, custodi etc... Non è chiaro se limitata alla branchia della matematica ma appare diffuso l'uso di filastrocche come espedienti memonici per i concetti più disparati, una delle trovate satiriche più divertenti del romanzo.
L'intreccio si basa su un mistero: le pulsioni suicide del professor Cornut, inspiegabili. Tanto inspiegabili che viene convinto dai colleghi a prendere moglie per dare maggiore stabilità alla propria vita e la prescelta, casualmente già innamorata di lui, è una studentessa di nome Locille. Proprio dalla visita alla famiglia di lei che vive in un texas, una sorta di struttura posta al largo della costa allo scopo di raccolta e sfruttamento delle risorse marine, apprendiamo molto della vita al di fuori della torre d'avorio universitaria. I tentativi di suicidio del professore non si fermano però neanche con le gioie della vita coniugale; anzi il mistero si infittisce quando si scopre come il suo non è un caso isolato tra la comunità accademica, semplicemente nessuno ha resistito tanto a lungo come lui, sopravvivendo ostinatamente a più episodi di tentato suicidio. Dietro questo fenomeno si cela, in realtà, un complotto insospettabile...
Il lato migliore dell'opera consiste sicuramente negli elementi di descrizione sociologica di questa estrema visione dell'Università del futuro, il tutto coniugato con passi satirici ben riusciti che riescono perfettamente a mantenere il lettore attento e divertito. La trama è lineare, semplice nella sua impostazione quasi di puzzle investigativo, e si mantiene interessante, nonostante un finale dal tono, diremmo oggigiorno, "complottista".
Nel complesso, romanzo quindi consigliato in particolare agli amanti del genere e dell'autore, maestro di questi affreschi sociologici, vere e proprie visioni di possibili presenti e futuri dell'umanità.

sabato 11 settembre 2021

CREATORI DI DEI di Frank Herbert

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Il romanzo è in realtà formato da quattro racconti indipendenti che hanno in comune il personaggio principale e lo scenario. Le storie sono ambientate in un lontano, non precisato, futuro che ha visto l'uomo espandersi nello spazio, colonizzando diversi pianeti. Le Guerre dell'Orlo hanno però distrutto quello che doveva essere una sorta di impero o governo unitaro facendo sì che numerosi insediamenti rimanessero isolati o addirittura che di molti di essi se ne perdessero completamente le tracce. Il protagonista principale è Lewis Orne che, agli inizi dell'opera, è un agente novizio della Riscoperta, una sorta di agenzia governativa che si occupa di ristabilire il contatto con pianeti andati "persi", verificare la loro attitudine "pacifica" e reinserirli sia in termini sociali che economici. Nel caso si sospetti che la società del pianeta sia invece dominata da una attitudine bellicosa o comunque potenzialmente pericolosa, subentra il Servizio Investigazioni e Interventi il cui obiettivo finale è quello di scongiurare nuovi catastrofici conflitti interstellari.
Alla sua prima missione, Orne riconosce correttamente, seppur in maniera più intuitiva che razionale, la pericolosità di una società apparentemente agraria e pacifica e viene quindi promosso ad agente del Servizio Investigazioni e Interventi direttamente dal suo ispettore capo, Stetson. Orne viene quindi coinvolto in ulteriori missioni, dalla complessità sempre più crescente, che lo vedono sventare il complotto ordito da una sorta di ordine segreto femminile (inevitabile il riferimeno al Bene Gesserit del ciclo di Dune del medesimo autore) fino a dover infiltrarsi Amel. Amel è una sorta di pianeta interamente dedicato alla Religione, dove vivono in armonia e collaborazione membri del clero seguaci dei culti più disparati, alcuni apparentemente eredi diretti di religioni dei nostri giorni, grazie alla Tregua Ecumenica. Essi non si limitano però alla preghiera o alla contemplazione, i loro scritti e le loro azioni hanno un rapporto ben più diretto con gli dei, e non solo...
La vicenda finale ambientata su Amel è la parte preponderante dell'opera, che dà anche il titolo all'intero fix up, e sicuramente la più controversa. Qui infatti l'autore si abbandona a lunghe riflessioni sul ruolo della religione, la sua essenza filosofica, la relazione con energie spirituali dell'uomo e misteriosi poteri psi; riflessioni realizzate spesso in lunghi dialoghi dove i personaggi perdono quasi ogni altra funzione al di fuori dall'essere i portavoci di tali elucubrazioni. Quasi inutile dire che, inevitabilmente, l'intreccio diventi in quest'ultimo capitolo abbastanza contorto, con sviluppi che spesso sfidano la razionalità se non sembrare quasi totalmente privi di senso logico. I capitoli relativi ai primi tre episodi hanno invece un impianto decisamente più tradizionale ed è lì che si può apprezzare maggiormente il talento dell'autore nella costruzione di trame solide, costruite su un impianto di concetti sociologici e di riflessione filosofica.
In conclusione, volendo fornire un giudizio complessivo, pensiamo di poter consigliare la lettura dell'opera principalmente agli amanti della Fantascienza Speculativa, che apprezzano lunghi passaggi di riflessioni filosofiche, metafisiche; chi invece predilige opere dall'intreccio lineare, con un chiaro sviluppo della trama potrebbe rimanere deluso, anche a causa del già citato carattere non unitario della medesima.

sabato 14 agosto 2021

IL MIO MONDO BRUCIATO di Brian W. Aldiss

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Il romanzo è ambientato in una Terra futura devastata dalla sovrappopolazione e dall'inquinamento. La necessità di coltivare cibo a sufficienza ha costretto l'uomo ad utilizzare fino allo sfinimento ogni forma di terreno col risultato finale che la terra stessa è ormai un veleno e il cibo da essa generato deve essere trattato per alleviarne, almeno in parte, i suoi effetti mortali. La produzione è comunque insufficiente e la fame è una condizione ormai cronica per ogni individuo. Il lavoro nei campi è talmente duro e pericoloso per la salute che viene praticato soltanto da prigionieri, radunate in comunità guidate da un agricoltore; prigionieri la cui vita vale meno di quella di macchine o robot e vengono usati proprio in lavori dove questi ultimi potrebbero essere danneggiati.
L'Occidente è allo sfascio; le nazioni più potenti sono quelle africane che per decenni si sono combattutte tra loro ma ora apparentemente unite in una sorta di confederazione, retta però più dal carisma di un politico eccezionale che dà una vera e propria struttura stabile. Le città sono staccate dal suolo e dai suoi miasmi; comunità di criminali indipendenti che rifiutano di sottomettersi al nuovo ordine oppressivo, i viaggiatori, vagano per le zone coltivate, proprietà degli agricoltori, mentre il clima di follia generalizzata ha riprecipitato la maggior parte della popolazione in strani culti animisti; tra le fasce più abbienti invece c'è chi predica l'astensione dalle attività riproduttive al fine di riuscire finalmente a ridurre la popolazione.
Lo scenario del romanzo è un classico del genere distopico ma la realizzazione ha caratteri originali e unici nel genere. L'attenzione alla terra, ormai velenosa, e sul cibo, doppiamente maledetto sia per la sua assenza, che provoca una onnipresente fame, che per la sua presenza, in quanto ormai vettore dei veleni del suolo, permea l'intera opera in maniera quasi soffocante. Pochi dettagli sono forniti sul passato, su come si è giunti a questa terribile condizione; anche la vita del protagonista dell'opera viene ricostruita solo a tratti tramite alcuni flash back.
La sensazione di trovarsi davanti ad una sorta di nebbia mentale, un velo di follia che permea il mondo intero, è esacerbata dalle allucinazioni vissute dal protagonista; allucinazioni che talvolta, in maniera crediamo volutamente equivoca, sembrano essere condivise da altri personaggi e quindi essere parte della realtà, non fantasie della mente, ma della cui natura nulla viene spiegato.
La prima parte dell'opera trascina il lettore in una sequela di scene apparentemente isolate come un susseguirsi di sogni folli del protagonista; un certo filone narrativo più o meno coerente emerge nella seconda metà del romanzo, che si conclude però in maniera piutosto scontata, banale. Nel complesso, quindi, consigliamo la lettura principalmente agli amanti del genere distopico, più per una certa originalità nella presentazione del tema, nelle suggestioni evocate, che nella sua effettiva realizzazione.

martedì 10 agosto 2021

Antologia LE CITTA' CHE CI ASPETTANO

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Discreta antologia che contiene diversi racconti, quasi tutti brevi ovvero al massimo una decina di pagine l'uno, sul tema dell'evoluzione futura delle città. Tale argomento è talvolta usato soltanto come spunto, con racconti che finiscono a trattare di tutt'altro; in altri casi invece è effettivamente al cuore dell'opera e rilevante nell'intreccio. Quasi tutti i racconti hanno in comunque, comunque, un approccio tendenzialmente distopico con temi ricorrenti quali la sovrappopolazione o l'inquinamento; la limitata lunghezza di ciascuno impone chiaramente dei limiti all'impianto concettuale e, spesso, il contesto è descritto soltanto da qualche riferimento o da un numero limitato di indizi.
Tra tutti i racconti presenti, ci sentiamo di raccomandare in particolare Il Burocrate, o la Città Programmata di Robert Silverberg, una ben riuscita variazione sul genere del mondo-città di Trantoriana memoria.

domenica 18 luglio 2021

LA TRILOGIA EVERNESS di Ian McDonald

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Il ciclo è basato su un tema classico della fantascienza, l'esistenza di un un certo numero (in taluni casi infinito) di realtà parallele, piani alternativi dell'esistenza, che possono differire dal nostro soltanto per minuziosi dettagli o essere totalmente estranei. L'opera riprende il concetto di Multiverso, proposto anche in forma rigorosa dalla fisica moderna nella cosiddetta "interpretazione a molti mondi" della meccanica quantistica, dando possibilità ai suoi personaggi di viaggiare al suo interno, muovendosi da un universo all'altro; ma, in realtà, il viaggio si compie sempre sul pianeta, ovvero tra versioni differenti della Terra. Alcune di queste terre parallele sono popolate dall'uomo e differiscono in alcuni ma sensibili dettagli: un mondo dove l'isola della Gran Bretagna è posta al largo dello stretto di Gibilterra ed è oggi un paese musulmano, un'altra Terra che è stata visitata e raggiunta da emissari di una civiltà aliena, un'altra ancora dove la tecnologia non si basa sullo sfruttamento degli idrocarburi ma sul carbone e l'elettricità. Altri mondi invece non conoscono neanche l'uomo, con gli eredi dei dinosauri che hanno colonizzato l'intero pianeta solare e raggiunto un livello tecnologico avanzatissimo; in altri ancora invece l'umanità sta morendo, come su T1, dove una forma aggressiva di nanotecnologia ha finito per impadronirsi di ogni cosa. T1 sta per Terra 1, il pianeta fondatore del Plenum dei Mondi Conosciuti, una organizzazione che assicura, o dovrebbe assicurare, la comunicazione e la collobarazione tra le diverse Terre parallele popolate dall'uomo.
La "nostra" Terra è T10, la decima, ed è da essa che proviene il protagonista principale dell'opera, Everett Singh, figlio di Tejendra Singh, il grande fisico, dalle evidenti origine indiane, che è il principale contributore allo sviluppo dei portali di Heisenberg (così sono chiamate le porte che connettono i mondi paralleli) nel nostro mondo. Tejendra Singh non si è però limitato a questo, egli ha infatti realizzato qualcosa in cui nessun altro è riuscito prima nel Plenum, e questo attira l'attenzione di strani personaggi, appartenenti a quello che pare una sorta di maligno consesso segreto dagli obiettivi poco chiari al di là della immediata sete di potere e assenza di qualsiasi ombra di scrupolo morale. Tejendra viene rapito e sarà Everett a ricevere il suo segreto, un segreto che gli permette di spostarsi all'interno degli universi paralleli alla ricerca di suo padre, anche grazie all'aiuto di nuovi amici, conosciuti su quello strano mondo senza petrolio, solcato da grandi aeronavi come nel nostro non siamo abituati a vedere dai primi decenni del secolo scorso.
Occorre precisare subito che siamo di fronte ad un'opera di sostanziale pura Fantascienza Avventurosa, in possesso di una trama semplice, lineare, un intreccio condito da inseguimenti, battaglie, lotte. I concetti "scientifici" legati alla natura del Multiverso sono usati soltanto come contorno ma non hanno la benchè minima influenza sul corso degli eventi, la tecnologia che permette il salto tra i mondi paralleli è descritta in maniera oscura se non confusa e alla fine dà l'impressione di una sorta di artefatto magico invocato dal protagonista nel momento di necessità. I personaggi sono manichei. Il protagonista principale Everett, permetteteci il paragone, è un piccolo Harry Potter: solo quattordicenne, già in grado di comprendere la fisica quantistica e i suoi sviluppi più avanzati, un nerd capace di scrivere interi sofisticatissimi programmi informatici in pochi minuti e in condizioni ambientali avverse, ma allo stesso tempo un grande portiere di calcio dai riflessi sovrumani e, tanto per non farci mancare nulla, anche un eccellente cuoco. Ovviamente, tra un'impresa e l'altra, riesce pure a far innamorare di sè Sen, la figlia adottiva della capitana dell'aeronave di T3, l'Everness, che lo accoglierà nell'equipaggio, anche grazie alle sue già citate qualità di cuoco. A bordo dell'aeronave troviamo altri personaggi particolari, tra i quali spicca la figura di un esule Confederato (sì, su T3 gli Stati Confederati d'America esistono ancora) che ad ogni occasione cita un versetto della Bibbia.
In conclusione, riteniamo il ciclo non più (ma non di meno) che un sano esempio di Fantascienza Avventurosa, in grado sicuramente di intrattenere e divertire il lettore, ma senza idee veramente originali o particulari spunti creativi. Una particolare avvertenza però dobbiamo darla: la trilogia non è conclusiva, il terzo volume infatti termina senza dare un vero e proprio finale al ciclo, con Everett ancora in piena lotta con i suoi nemici.