domenica 19 settembre 2021

IL PASSO DELL'UBRIACO di Frederik Pohl

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Il romanzo è ambientato nel 2200 circa in un mondo contrassegnato dalla sovrappopolazione, avendo raggiunto i 12 miliardi di abitanti. Il protagonista principale è un professore universitario di matematica, il professor Cornut, e quasi tutta l'opera è ambientata all'interno della sua università. L'Università è una istituzione immensa con enormi spazi dove professori e studenti vivono completamente isolati dal mondo esterno; mondo esterno sul quale abbiamo pochi indizi ma che viene implicitamente descritto come ormai quasi invivibile a causa dell'affollamento e del chaos.
I corsi universitari sono destinati ai pochi privilegiati in presenza ma non solo; sono videotrasmessi, infatti, in tutto il mondo, e chiunque può sperare di superare i difficilissimi test per entrare nell'Eldorado dell'Università. I professori sono una vera e propria casta privilegiata, vestono in maniera da essere inequivocabilmente identificati, possono muoversi all'interno o all'esterno dell'Università senza restrizioni, cosa vietata agli studenti; studenti che devono ottemperare anche a mansioni di servizio come cuochi, camerieri, inservienti, custodi etc... Non è chiaro se limitata alla branchia della matematica ma appare diffuso l'uso di filastrocche come espedienti memonici per i concetti più disparati, una delle trovate satiriche più divertenti del romanzo.
L'intreccio si basa su un mistero: le pulsioni suicide del professor Cornut, inspiegabili. Tanto inspiegabili che viene convinto dai colleghi a prendere moglie per dare maggiore stabilità alla propria vita e la prescelta, casualmente già innamorata di lui, è una studentessa di nome Locille. Proprio dalla visita alla famiglia di lei che vive in un texas, una sorta di struttura posta al largo della costa allo scopo di raccolta e sfruttamento delle risorse marine, apprendiamo molto della vita al di fuori della torre d'avorio universitaria. I tentativi di suicidio del professore non si fermano però neanche con le gioie della vita coniugale; anzi il mistero si infittisce quando si scopre come il suo non è un caso isolato tra la comunità accademica, semplicemente nessuno ha resistito tanto a lungo come lui, sopravvivendo ostinatamente a più episodi di tentato suicidio. Dietro questo fenomeno si cela, in realtà, un complotto insospettabile...
Il lato migliore dell'opera consiste sicuramente negli elementi di descrizione sociologica di questa estrema visione dell'Università del futuro, il tutto coniugato con passi satirici ben riusciti che riescono perfettamente a mantenere il lettore attento e divertito. La trama è lineare, semplice nella sua impostazione quasi di puzzle investigativo, e si mantiene interessante, nonostante un finale dal tono, diremmo oggigiorno, "complottista".
Nel complesso, romanzo quindi consigliato in particolare agli amanti del genere e dell'autore, maestro di questi affreschi sociologici, vere e proprie visioni di possibili presenti e futuri dell'umanità.

sabato 11 settembre 2021

CREATORI DI DEI di Frank Herbert

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Il romanzo è in realtà formato da quattro racconti indipendenti che hanno in comune il personaggio principale e lo scenario. Le storie sono ambientate in un lontano, non precisato, futuro che ha visto l'uomo espandersi nello spazio, colonizzando diversi pianeti. Le Guerre dell'Orlo hanno però distrutto quello che doveva essere una sorta di impero o governo unitaro facendo sì che numerosi insediamenti rimanessero isolati o addirittura che di molti di essi se ne perdessero completamente le tracce. Il protagonista principale è Lewis Orne che, agli inizi dell'opera, è un agente novizio della Riscoperta, una sorta di agenzia governativa che si occupa di ristabilire il contatto con pianeti andati "persi", verificare la loro attitudine "pacifica" e reinserirli sia in termini sociali che economici. Nel caso si sospetti che la società del pianeta sia invece dominata da una attitudine bellicosa o comunque potenzialmente pericolosa, subentra il Servizio Investigazioni e Interventi il cui obiettivo finale è quello di scongiurare nuovi catastrofici conflitti interstellari.
Alla sua prima missione, Orne riconosce correttamente, seppur in maniera più intuitiva che razionale, la pericolosità di una società apparentemente agraria e pacifica e viene quindi promosso ad agente del Servizio Investigazioni e Interventi direttamente dal suo ispettore capo, Stetson. Orne viene quindi coinvolto in ulteriori missioni, dalla complessità sempre più crescente, che lo vedono sventare il complotto ordito da una sorta di ordine segreto femminile (inevitabile il riferimeno al Bene Gesserit del ciclo di Dune del medesimo autore) fino a dover infiltrarsi Amel. Amel è una sorta di pianeta interamente dedicato alla Religione, dove vivono in armonia e collaborazione membri del clero seguaci dei culti più disparati, alcuni apparentemente eredi diretti di religioni dei nostri giorni, grazie alla Tregua Ecumenica. Essi non si limitano però alla preghiera o alla contemplazione, i loro scritti e le loro azioni hanno un rapporto ben più diretto con gli dei, e non solo...
La vicenda finale ambientata su Amel è la parte preponderante dell'opera, che dà anche il titolo all'intero fix up, e sicuramente la più controversa. Qui infatti l'autore si abbandona a lunghe riflessioni sul ruolo della religione, la sua essenza filosofica, la relazione con energie spirituali dell'uomo e misteriosi poteri psi; riflessioni realizzate spesso in lunghi dialoghi dove i personaggi perdono quasi ogni altra funzione al di fuori dall'essere i portavoci di tali elucubrazioni. Quasi inutile dire che, inevitabilmente, l'intreccio diventi in quest'ultimo capitolo abbastanza contorto, con sviluppi che spesso sfidano la razionalità se non sembrare quasi totalmente privi di senso logico. I capitoli relativi ai primi tre episodi hanno invece un impianto decisamente più tradizionale ed è lì che si può apprezzare maggiormente il talento dell'autore nella costruzione di trame solide, costruite su un impianto di concetti sociologici e di riflessione filosofica.
In conclusione, volendo fornire un giudizio complessivo, pensiamo di poter consigliare la lettura dell'opera principalmente agli amanti della Fantascienza Speculativa, che apprezzano lunghi passaggi di riflessioni filosofiche, metafisiche; chi invece predilige opere dall'intreccio lineare, con un chiaro sviluppo della trama potrebbe rimanere deluso, anche a causa del già citato carattere non unitario della medesima.

sabato 14 agosto 2021

IL MIO MONDO BRUCIATO di Brian W. Aldiss

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Il romanzo è ambientato in una Terra futura devastata dalla sovrappopolazione e dall'inquinamento. La necessità di coltivare cibo a sufficienza ha costretto l'uomo ad utilizzare fino allo sfinimento ogni forma di terreno col risultato finale che la terra stessa è ormai un veleno e il cibo da essa generato deve essere trattato per alleviarne, almeno in parte, i suoi effetti mortali. La produzione è comunque insufficiente e la fame è una condizione ormai cronica per ogni individuo. Il lavoro nei campi è talmente duro e pericoloso per la salute che viene praticato soltanto da prigionieri, radunate in comunità guidate da un agricoltore; prigionieri la cui vita vale meno di quella di macchine o robot e vengono usati proprio in lavori dove questi ultimi potrebbero essere danneggiati.
L'Occidente è allo sfascio; le nazioni più potenti sono quelle africane che per decenni si sono combattutte tra loro ma ora apparentemente unite in una sorta di confederazione, retta però più dal carisma di un politico eccezionale che dà una vera e propria struttura stabile. Le città sono staccate dal suolo e dai suoi miasmi; comunità di criminali indipendenti che rifiutano di sottomettersi al nuovo ordine oppressivo, i viaggiatori, vagano per le zone coltivate, proprietà degli agricoltori, mentre il clima di follia generalizzata ha riprecipitato la maggior parte della popolazione in strani culti animisti; tra le fasce più abbienti invece c'è chi predica l'astensione dalle attività riproduttive al fine di riuscire finalmente a ridurre la popolazione.
Lo scenario del romanzo è un classico del genere distopico ma la realizzazione ha caratteri originali e unici nel genere. L'attenzione alla terra, ormai velenosa, e sul cibo, doppiamente maledetto sia per la sua assenza, che provoca una onnipresente fame, che per la sua presenza, in quanto ormai vettore dei veleni del suolo, permea l'intera opera in maniera quasi soffocante. Pochi dettagli sono forniti sul passato, su come si è giunti a questa terribile condizione; anche la vita del protagonista dell'opera viene ricostruita solo a tratti tramite alcuni flash back.
La sensazione di trovarsi davanti ad una sorta di nebbia mentale, un velo di follia che permea il mondo intero, è esacerbata dalle allucinazioni vissute dal protagonista; allucinazioni che talvolta, in maniera crediamo volutamente equivoca, sembrano essere condivise da altri personaggi e quindi essere parte della realtà, non fantasie della mente, ma della cui natura nulla viene spiegato.
La prima parte dell'opera trascina il lettore in una sequela di scene apparentemente isolate come un susseguirsi di sogni folli del protagonista; un certo filone narrativo più o meno coerente emerge nella seconda metà del romanzo, che si conclude però in maniera piutosto scontata, banale. Nel complesso, quindi, consigliamo la lettura principalmente agli amanti del genere distopico, più per una certa originalità nella presentazione del tema, nelle suggestioni evocate, che nella sua effettiva realizzazione.

martedì 10 agosto 2021

Antologia LE CITTA' CHE CI ASPETTANO

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Discreta antologia che contiene diversi racconti, quasi tutti brevi ovvero al massimo una decina di pagine l'uno, sul tema dell'evoluzione futura delle città. Tale argomento è talvolta usato soltanto come spunto, con racconti che finiscono a trattare di tutt'altro; in altri casi invece è effettivamente al cuore dell'opera e rilevante nell'intreccio. Quasi tutti i racconti hanno in comunque, comunque, un approccio tendenzialmente distopico con temi ricorrenti quali la sovrappopolazione o l'inquinamento; la limitata lunghezza di ciascuno impone chiaramente dei limiti all'impianto concettuale e, spesso, il contesto è descritto soltanto da qualche riferimento o da un numero limitato di indizi.
Tra tutti i racconti presenti, ci sentiamo di raccomandare in particolare Il Burocrate, o la Città Programmata di Robert Silverberg, una ben riuscita variazione sul genere del mondo-città di Trantoriana memoria.

domenica 18 luglio 2021

LA TRILOGIA EVERNESS di Ian McDonald

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Il ciclo è basato su un tema classico della fantascienza, l'esistenza di un un certo numero (in taluni casi infinito) di realtà parallele, piani alternativi dell'esistenza, che possono differire dal nostro soltanto per minuziosi dettagli o essere totalmente estranei. L'opera riprende il concetto di Multiverso, proposto anche in forma rigorosa dalla fisica moderna nella cosiddetta "interpretazione a molti mondi" della meccanica quantistica, dando possibilità ai suoi personaggi di viaggiare al suo interno, muovendosi da un universo all'altro; ma, in realtà, il viaggio si compie sempre sul pianeta, ovvero tra versioni differenti della Terra. Alcune di queste terre parallele sono popolate dall'uomo e differiscono in alcuni ma sensibili dettagli: un mondo dove l'isola della Gran Bretagna è posta al largo dello stretto di Gibilterra ed è oggi un paese musulmano, un'altra Terra che è stata visitata e raggiunta da emissari di una civiltà aliena, un'altra ancora dove la tecnologia non si basa sullo sfruttamento degli idrocarburi ma sul carbone e l'elettricità. Altri mondi invece non conoscono neanche l'uomo, con gli eredi dei dinosauri che hanno colonizzato l'intero pianeta solare e raggiunto un livello tecnologico avanzatissimo; in altri ancora invece l'umanità sta morendo, come su T1, dove una forma aggressiva di nanotecnologia ha finito per impadronirsi di ogni cosa. T1 sta per Terra 1, il pianeta fondatore del Plenum dei Mondi Conosciuti, una organizzazione che assicura, o dovrebbe assicurare, la comunicazione e la collobarazione tra le diverse Terre parallele popolate dall'uomo.
La "nostra" Terra è T10, la decima, ed è da essa che proviene il protagonista principale dell'opera, Everett Singh, figlio di Tejendra Singh, il grande fisico, dalle evidenti origine indiane, che è il principale contributore allo sviluppo dei portali di Heisenberg (così sono chiamate le porte che connettono i mondi paralleli) nel nostro mondo. Tejendra Singh non si è però limitato a questo, egli ha infatti realizzato qualcosa in cui nessun altro è riuscito prima nel Plenum, e questo attira l'attenzione di strani personaggi, appartenenti a quello che pare una sorta di maligno consesso segreto dagli obiettivi poco chiari al di là della immediata sete di potere e assenza di qualsiasi ombra di scrupolo morale. Tejendra viene rapito e sarà Everett a ricevere il suo segreto, un segreto che gli permette di spostarsi all'interno degli universi paralleli alla ricerca di suo padre, anche grazie all'aiuto di nuovi amici, conosciuti su quello strano mondo senza petrolio, solcato da grandi aeronavi come nel nostro non siamo abituati a vedere dai primi decenni del secolo scorso.
Occorre precisare subito che siamo di fronte ad un'opera di sostanziale pura Fantascienza Avventurosa, in possesso di una trama semplice, lineare, un intreccio condito da inseguimenti, battaglie, lotte. I concetti "scientifici" legati alla natura del Multiverso sono usati soltanto come contorno ma non hanno la benchè minima influenza sul corso degli eventi, la tecnologia che permette il salto tra i mondi paralleli è descritta in maniera oscura se non confusa e alla fine dà l'impressione di una sorta di artefatto magico invocato dal protagonista nel momento di necessità. I personaggi sono manichei. Il protagonista principale Everett, permetteteci il paragone, è un piccolo Harry Potter: solo quattordicenne, già in grado di comprendere la fisica quantistica e i suoi sviluppi più avanzati, un nerd capace di scrivere interi sofisticatissimi programmi informatici in pochi minuti e in condizioni ambientali avverse, ma allo stesso tempo un grande portiere di calcio dai riflessi sovrumani e, tanto per non farci mancare nulla, anche un eccellente cuoco. Ovviamente, tra un'impresa e l'altra, riesce pure a far innamorare di sè Sen, la figlia adottiva della capitana dell'aeronave di T3, l'Everness, che lo accoglierà nell'equipaggio, anche grazie alle sue già citate qualità di cuoco. A bordo dell'aeronave troviamo altri personaggi particolari, tra i quali spicca la figura di un esule Confederato (sì, su T3 gli Stati Confederati d'America esistono ancora) che ad ogni occasione cita un versetto della Bibbia.
In conclusione, riteniamo il ciclo non più (ma non di meno) che un sano esempio di Fantascienza Avventurosa, in grado sicuramente di intrattenere e divertire il lettore, ma senza idee veramente originali o particulari spunti creativi. Una particolare avvertenza però dobbiamo darla: la trilogia non è conclusiva, il terzo volume infatti termina senza dare un vero e proprio finale al ciclo, con Everett ancora in piena lotta con i suoi nemici.

venerdì 2 luglio 2021

CICLO DI ILIUM di Dan Simmons

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Thomas Hockenberry è un professore americano del '900 che ha passato la sua vita a studiare ed insegnare letteratura, in particolare l'Iliade. Egli vive ora una seconda esistenza, assistendo allo svolgimento della guerra di Troia: è infatti uno degl scoliasti, studiosi che devono monitorare l'andamento del conflitto assicurandosi che segua esattamente quanto descritto da Omero, facendo rapporto agli dei, in particolare alla Musa. Così si apre uno dei cicli fantascientifici recenti più originali, ricchi di immaginazione e spunti davvero geniali. Il lettore è inizialmente spaesato, incapace di capire cosa stia realmente accadendo: E' la vera guerra di Troia quella cui sta assistendo, forse visitata da viaggiatori nel tempo? Chi sono questi Dei che, come quelli ritratti da Omero, intervengono nelle battaglie, giocano con gli umani come bambini con le loro bambole e sono dotati di poteri tanto straordinari quanto infantile è l'utilizzo che ne fanno?
La risposta a queste come a molte altre domande che sorgeranno in seguito tarda ad arrivare, obbligando il lettore ad accumulare pazientemente indizio su indizio e collegando a poco a poco i fatti, i riferimenti incrociati, i misteri di questa storia futura che l'autore semina nel percorso. Come si capisce in realtà abbastanza velocemente, infatti, Hockenberry non sta assistendo ad uno spettacolo del passato; anzi, la narrazione è ambientata diversi secoli, circa due millenni, nel futuro. Un futuro che vede la Terra popolata da poche migliaia di individui, gli umani vecchio stile, che vivono una esistenza all'insegna del puro edonismo, ignoranti del passato come di ogni dettaglio di funzionamento della tecnologia avanzatissima che permette il loro sostentamento come di teletrasportarsi in una frazione di secondo da un capo all'altro del pianeta, grazie al fax. Strani macchinari, i Voynix, sono loro servitori e li difendono dalle feroci creature che popolano il pianeta: dinousari, uccelli terrore e altre amenità partorite dagli esperimenti folli del passato dell'uomo. La durata della vita di ognuno è fissata, pari a 100 anni, divise in 5 ventine, al termina di ciascuna delle quali l'uomo, o la donna, vengono faxati allo Spedale, posto in anelli orbitanti che circondano il pianeta, dove ogni segno di malattia o vecchiaia viene rimediato. E' credenza comune, dopo la quinta ventina, di essere ammessi finalmente alla presenza dei Post-Umani, esseri più o meno mitologici che dovrebbero abitare sempre negli anelli orbitali, in quella che suona come una nuova vita eterna.
Nei protagonisti principali tra gli umani vecchio stile c'è Harman, ormai già novantanovenne ma unico al mondo ad aver riscoperto la lettura, uno dei pochissimi ad avere una mente curiosa che si ostina cercare di capire il perchè delle cose. Sua amica è Hannah, una giovane artista che, dopo millenni, ripete per la prima volta una grezza procedura di fusione dei metalli. Assieme alla giovane e bellissima Ada e al suo spasimante e cugino (inutile dire come in questo mondo futuro ogni vecchio tabù è ormai pressochè estinto), Daeman, formeranno un gruppetto che rintraccia Savi, la mitica "Ebrea Errante" (senza avere il minimo indizio di cosa sia un "Ebreo"), l'unica sopravvissuta al fax finale avvenuto 1400 anni prima, col quale le coscienze di tutti gli esseri umani allora viventi furono trasferite all'interno di raggi di neutrini che da quel momento orbitano perennemente intorno al pianeta. Ma questo ritrovamento è soltanto l'inizio di una infinita catena di eventi che li vedrà protagonisti e che cambierà per sempre la vita loro e di tutti gli altri esseri umani ancora presenti sulla Terra (e non solo...).
Nei pianeti esterni del Sistema Solare vivono infine i Moravec, macchine coscienti creati dall'uomo per arrivare là dove non era concesso alla natura umana. Mahnmut, ad esempio, vive da anni a bordo del suo fidato sommergibile esplorando gli oceani di Europa mentre il suo amico Orphu è abituato agli strati esterni dell'atmosfera di Io. I Moravec furono creati con una predisposta curiosità verso gli umani e la loro cultura. Mahnmut è così un appassionato di Shakespeare, in particolare dei suoi Sonetti e discorre amabilmente con il suo amico Orphu, agguerrito "tifoso", invece, di Proust e della sua Ricerca. I due faranno parte di un piccolo gruppo inviato in missione verso Marte per indagare su misteriose ma pericolosissime perturbazioni quantistiche che sembrano sconvolgere continuamente il continuum nei pressi del pianeta Marte.
Le azioni di Thomas Hochkenberry faranno divergere gli eventi di questa replica dell'Iliade dall'originale, portando Achille ed Ettore addirittura a combattere fianco a fianco verso un nuovo ed impensabile nemico. La commistione di un'immortale opera classica, come quella rappresentata dal poema Omerico, e di un intreccio fantascientifico è un azzardo che rischiava di risultare pacchiano ma che, invece, dosato e realizzato con saggezza come in questo caso conferisce all'opera un tratto di originalità eccezionale. L'autore dà nuova vita a tutti gli eroi e gli dei di Omero, mescolandone le carte all'interno di un nuovo intreccio in una maniera che può risultare magari dissacrante ma sicuramente geniale; infiniti sono i combattenti che vengono citati, spesse volte i versi esatti dell'Iliade vengono riportati o parafrasati creando una magnifica alternanza nella mente del lettore tra il romantico passato eroico dell'umanità e un mirabolante futuro dove pazzesche tecnologie la fanno da padrone. Ma, come già accennato in precedenza, non è con l'Iliade che si esaurisce la vena di riferimenti letterari presenti nell'opera. Le creature di Shakespeare, Setebo, Prospero, Calibano, Sicorace prendono vita come se la mente umana medesima fosse in grado di creare e plasmare nuove e affascinanti realtà. Le peregrinazioni di Odisseo che già conosciamo quasi impallidiscono di fronte alle avventure nello spazio e nel tempo che egli deve sperimentare in questo lontano futuro, un futuro che troverà però ad attenderlo sempre ancora un'altra Circe...
Non tutti i misteri vengono infine risolti dall'autore, talune questioni rimango aperte a più di una interpretazione, se non irrisolte. Certamente non si è di fronte ad un'opera di hard science fiction. Non viene fornita, infatti, alcuna spiegazione più o meno rigorosa della natura degli universi e delle realtà parallele che nella seconda metà dell'opera emergono chiaramente; le meraviglie delle tecnologie basate sulle nuove frontiere raggiunte dalla fisica quantistica recitano, in fondo, il ruolo di una magia alternativa e sembrano proprio tali ai Greci e ai Troiani quando sono usate dagli "Dei" e, del resto, come diceva qualcuno, "Qualunque tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia". L'intreccio si mantiene costantemente vivo, il ritmo narrativo elevato, davvero pochissime sono le pause narrative, principalmente concentrate nei passaggi più densi di riferimenti letterari, come gli imperdibili dialoghi tra i già citati Moravec fan di Shakespeare e Proust. Se vogliamo trovare una pecca, forse nelle fasi finali abbiamo quasi una esagerazione di personaggi, futuri e storici, nuovi di zecca e richiami letterari, con taluni sviluppi di trama che sembrano creati ad arte per ritagliare il giusto posto ad ognuno di loro. Ma questo non deve e non può intaccare il giudizio complessivo che non può che essere estremamente positivo; un'opera che raccomandiamo a qualsiasi amante della Fantascienza e che pensiamo possa essere apprezzata da un pubblico davvero ampio, data la grande varietà di temi, stili, approcci che il ciclo propone.

martedì 29 giugno 2021

IL TRENO DEGLI DEI di China Mieville

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Il romanzo è il terzo episodio della serie del Bas-Lag, seguito di Perdido Street Station e La Città delle Navi; come il precedente, è però una storia autonoma che può essere letta indipendentemente anche senza per forza conoscere i due volumi che lo precedono. La parte iniziale del romanzo ci riporta nella città-stato di New Cobruzon, la più potente del mondo del Bas-Lag. La città è in guerra contro i misteriosi nemici di Tesh, una guerra che nonostante le premesse sembra star svoltando verso un esito infausto. In realtà nessuna notizia certa viene fornita sul confronto bellico, le uniche informazioni sono le terribili esperienze (non si sa quanto reali) dei reduci tornati in città che alimentano l'idea di un nemico subdolo che fa ricorso alle arte magiche più orrifiche e misteriose.
I problemi del conflitto si ripercuotono sull'economia della città, che vive principalmente sul commercio, innescando una spirale di disordine sociale, malcontento verso l'elite governante che, combinati con le tensioni razziali già esistenti, porteranno infine alla rivolta armata. Il protagonista di questa fase del romanzo è un ragazzo di nome Ori; frequentatore delle riunioni di un movimento di protesta, Ori finirà per stancarsi dell'approccio apparentemente solo teorico del gruppo per entrare nella banda del Toro, non intimidito ma bensì imbaldanzito dai metodi chiaramenti violenti se non criminali in toto della gang, desideroso di poter finalmente agire nel concreto per combattere le ingiustizie e il malaffare che dominano New Cobruzon. Ad aiutarlo nei suoi intenti è Spiral Jack, quello che sembra un vecchietto innocuo anzi un po' fuori di testa, seguace di un vecchio eroe della ribellione, il Rifatto Jack Mezzapreghiera.
Il secondo grande filone del romanzo è costituito dal lungo flashback che racconta la storia del Concilio di Ferro. Anni prima, il colossale progetto di una ferrovia che unisse New Cobruzon alle città di Cobsea e Myrshock, alcuni dei suoi principali partner commerciali, era naufragato in una aperta rivolta di operai e schiavi Rifatti che, impossessatisi del treno, hanno poi resistito ad ogni attacco delle truppe di New Cobruzon, fuggendo verso terre sconosciute, con la strada ferrata perennemente costruita e rimossa come unica garanzia della libertà. Ha partecipato a questa impresa Judah Low, un grande golemista (l'arte di creare essere animati a partire da materia inanimata) poi tornato a New Cobruzon e ora deciso a ritrovare i ribelli del Concilio di Ferro, sicuro che un loro rientro in città permetterebbe di dare la spallata finale al regime vacillante.
Il pensiero politico dell'autore permea l'intero romanzo. Le dinamiche di riunione e lotta sindacale di New Cobruzon, il lessico e il linguaggio stesso dei leader dei movimenti di protesta, riportano istantaneamente alla lotta operaia del XIX secolo e all'organizzazione dei movimenti socialisti. La seconda grande protagonista, la ferrovia che esplora lande sconosciute e desolate, richiama anch'essa immediatamente l'epopea della conquista dell'Ovest vissuta nel medesimo secolo nel Nord America, quella frontiera soggetta al libero arbitrio dei potenti, in cui i magnati della strada ferrata accumulavano immense fortune.
Tale caratterizzazione politica così palese ed evidente può risultare a tratti eccessiva, forzata; stessa sensazione di malcelata propaganda viene generata da una certa esasperata attenzione descrittiva ai rapporti omosessuali vissuti da alcuni dei protagonisti. Dal punto di vista narrativo, rispetto ai volumi precedenti, più numerose sono le scene di pura azione come le descrizione delle battaglie combattute in città o dal Concilio di Ferro durante il suo viaggio di ritorno; passaggi narrativi che non sono evidentemente il punto forte dell'autore, peccando a volte di ripetitivà o monotonia.
Nel complesso, il romanzo risulta inferiore ai due precedenti volumi del Bas-Lag. Per questo motivo, seppur il romanzo rappresenti comunque una lettura molto interessante e non manchino idee geniali anche in questo episodio, consigliamo a chiunque approcci questo autore il volume iniziale della serie Perdido Street Station o il suo seguito La Città delle Navi.