domenica 17 giugno 2012

GRAFFITI NELLA BIBLIOTECA DI BABELE

Traduzione dell'antologia The Year's Best SF n.16 con i migliori racconti del 2010. Nessun capolavoro, ma ricordiamo in particolare Petopia di Benjamin Crowell, La Casa di un Uomo è il suo Castello di Michael Swanwick e Il Ragazzo di Jackie di Steven Popkes. vai alla scheda completa di Graffiti nella Biblioteca di Babele

lunedì 14 maggio 2012

LE CITTA' NELLE NUVOLE di Landis

vai alla scheda completa di Le città nelle Nuvole Il romanzo breve è ambientato in un futuro imprecisato, due forse tre secoli davanti a noi, in cui il Sistema Solare è in stato di colonizzazione avanzata. L'esplorazione spaziale si era rivelata troppo costosa però per i governi e l'iniziativa fu quindi lascia nelle mani dei privati. Gruppi religiosi perseguitati, dissidenti, ribelli, piccoli dittatori cercarono la fuga nello spazio, indebitandosi con quel piccolo gruppo di corporazioni, potentati industriali che finirono per ereditare sostanzialmente quasi tutto il Sistema Solare. I protagonisti sono Leah Hamawaka, un'esperta di ecologia marziana, e il suo assistente David Tinkerman, che è anche follemente innamorato di lei. Leah viene invitata su Venere dal Satrapo e Sultano delle Nuvole di Venere, l'ultimo erede del grande Impero industriale Nordwald-Gruenbaum nelle cui mani sono la maggior parte delle città galleggianti che popolano l'atmosfera del pianeta. Arrivati su Venere, i due si ritroveranno immischiati in un complicato gioco di potere, all'interno di un contesto sociale particolare e bizzarro. L'opera è sicuramente ben scritta e contiene spunti interessanti (le teorie sulla colonizzazione del sistema solare, le città galleggianti, il sistema matrimoniale a treccia). L'intreccio è però piatto, senza emozioni, con un finale che rivela troppo frettolosamente la soluzione del mistero che fa da sfondo alla vicenda. Il giudizio quindi non può essere particolarmente positivo. vai alla scheda completa di Le città nelle Nuvole

lunedì 7 maggio 2012

LE GRANDI STORIE DELLA FANTASCIENZA 15

vai alla scheda completa di Le Grandi Storie della Fantascienza 15 Raccolta dei migliori racconti del 1953. Spicca tra tutti Quattro in uno di Damon Knight. Racconti Presenti: LA GRANDE VACANZA di Fritz Leiber CRUCIFIXUS ETIAM di Walter Miller Jr. QUATTRO IN UNO di Damon Knight DISCO DI SOLITUDINE di Theodore Sturgeon LA LIBERAZIONE DELLA TERRA di Philip Klass LOT di Ward Moore I NOVE MILIARDI DI NOMI DI DIO di Arthur C. Clarke CALORE di Robert Sheckley IMPOSTORE di Philip K. Dick UN MONDO DAVVERO PERDUTO di Theodore Sturgeon AFFARI: GIORNATA INFAME di Fritz Leiber TEMPO COMUNE di James Blish IL TEMPO E' TRADITORE di Alfred Bester IL MURO INTORNO AL MONDO di Theodore R. Cogswell UN GIUDICE MODELLO di Joseph Samachson GALLERIA DI SPECCHI di Fredric Brown UNA VITA SPLENDIDA di Jerome Bixby vai alla scheda completa

giovedì 26 aprile 2012

LE GRANDI STORIE DELLA FANTASCIENZA 14

Online le recensioni dei racconti di questa ottima antologia: Vai alla scheda completa di Le Grandi Storie della Fantascienza 14 IL PEDONE di Ray Bradbury LA LUNA E' VERDE di Fritz Leiber MEMORIA PERDUTA di Peter Phillips COSA HO FATTO? di Mark Clifton RAPIDA SCENDE LA SERA di Erik Frank Russell AFFARI, COME AL SOLITO di Mack Reynolds UN RUMORE DI TUONO di Ray Bradbury LA SCELTA DI HOBSON di Alfred A. Bester LA CASA DI IERI di Fritz Leiber EFFETTO VALANGA di Katherine MacLean RITARDO NEL TRANSITO di F. L. Wallace GIOCO PER BIONDE di John D. MacDonald L'ALTARE A MEZZANOTTE di C. M. Kornbluth COMMAND PERFORMANCE di Walter Miller Jr. LA VIA MARZIANA di Isaac Asimov L'UOMO INCASTRATO di Robert Sheckley COM'E' LA' FUORI? di Edmond Hamilton SALPA! SALPA! di Philip J. Farmer IL COSTO DELLA VITA di Robert Sheckley

martedì 17 aprile 2012

JOHN CARTER

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Il romanzo è uno dei precursori di quel genere fantascientifico d'avventura noto col nome di planetary romance. Il protagonista, John Carter, è un reduce di guerra della Virginia che, inseguito da un gruppo indiani e in pericolo di vita, si ritrova, in maniera misteriosa e improvvisa, teletrasportato sul pianeta Marte. Il pianeta rosso è un mondo in declino, popolato da una grande varietà di specie indigene, alcune praticamente uguali all'uomo, altre con tratti umanoidi. In comune sembrano possedere soltanto l'amore per la guerra, il combattimento e la crudeltà verso i nemici e, in certi casi, anche verso i propri simili.
John Carter è il classico eroe senza macchia e senza paura. Uomo cortese e dal cuore gentile ma al tempo stesso grande combattente, le cui doti sono moltiplicate dalla gravità marziana che, essendo inferiore a quella terrestre, ne fa un guerriero invincibile per tutti gli indigeni. Nonostante possa ambire al potere e riesca conquistare titoli e onori in abbondanza, John Carter dedica ogni sforzo alla salvezza della sua amata: una principessa marziana di cui il protagonista si innamora a prima vista e con cui, inevitabilmente, convoglia a felici nozze.
Anni dopo, però, di nuovo in pericolo di morte per un guasto ai misteriosi macchinari che mantengono in vita l'atmosfera di Marte, John Carter si ritroverà trasportato sulla Terra. Nuovamente sul pianeta natale, scriverà il diario che costituisce la quasi totalità della presente opera.
Il romanzo è quindi narrato in prima persona dal protagonista, che ci trascina nelle sue avventure e che descrive, con tutti i suoi (ovvero dell'autore) pregiudizi, le usanze di tutti i popoli marziani, presentati spesso come dei selvaggi e paragonati agli Indiani d'America. L'opera non è certo originale ma l'autore ha il grosso merito di non tentare di camuffarla, di darle alcun tono o velleità fuori dalla sua portata. Il romanzo nasce come un racconto d'avventura e tale impostazione viene costantemente assecondata; uno stile semplice, diretto ma efficace, un ritmo veloce, contrassegnato dal rapido susseguirsi di duelli, inseguimenti, scontri a fuoco, fughe, una trama lineare ed immediata catturano il lettore senza mai annoiarlo. In conclusione, una buona lettura di svago, ideale per distrarre la mente senza troppo impegno.

lunedì 9 aprile 2012

EFFETTO VALANGA

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L'opera è un divertente romanzo di fantascienza socio-economica in cui l'autore ritrae ironicamente i perversi meccanismi del sistema capitalistico e consumistico senza risparmiare neanche i dirimpettai d'oltre cortina.
Tutto inizia dal mancato acquisto di un frigorifero da parte di Marvin Sellers, un modesto muratore dell'Arizona; questo evento, apparentemente senza significato, si ripercuote per tutta la filiera commerciale/produttiva del paese trascinando gli interi Stati Uniti in una nuova gigantesca depressione.
Dopo diverse idee fallimentari, verrà infine trovata la soluzione per risollevare l'economia nazionale... una soluzione che sembra predire in anticipo di quarant'anni gli eventi attuali, ennesima dimostrazione della potenza del genere fantascientifico. Parallela è l'arguta critica del sistema consumista con cui vengono inconsciamente imposte a milioni di persone mode e desideri.
Oltre cortina il problema è invece diverso, l'economia sembra andare a gonfie vele ma rimangono alcune sacche di inefficienza che il leader maximo di turno del Blocco Sovietico vuole eliminare... rovinandosi così con le proprie stesse mani.
Una lettura apparentemente leggera ma che in realtà fornisce diversi spunti di riflessione, condita dal magistrale humor di Reynolds. Le vicende progrediscono con una carrellata di situazioni comiche o paradossali e personaggi grotteschi o bizzarri, dai tratti appositamente esagerati. Senza nessuna pretesa di realismo, l'autore mette volutamente in risalto gli aspetti più illogici, innaturali della realtà che lo circonda che la routine quotidiana mette in secondo piano, offuscati dalla contingenza. Romanzo quindi decisamente consigliato; un intreccio un po' più elaborato gli avrebbe forse permesso di essere annoverato tra i grandi classici del genere.

domenica 1 aprile 2012

PARADOSSO COSMICO

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XXII secolo: la Terra è ancora sull'orlo di una guerra nucleare dalle conseguenze potenzialmente catastrofiche, i duellanti sono sempre loro, Ovest contro Est, ora America Imperiale e Federazione Orientale. Gli Stati Uniti sono sotto la dittatura del tirannico Cancelliere Haze-Gaunt; la scienza ha fatto grandi progressi in avanti ma, allo stesso tempo, è tornata la schiavitù. Gli uomini liberi vivono in superficie mentre gli schiavi popolano livelli sottoterra, più lontani dal livello del suolo all'aggravarsi della loro condizione sociale.
A combattere questo stato di cose v'è solo la Società dei Ladri, una misteriosa organizzazione fondata dal grande scienziato Muir. Organizzata come una società segreta, i suoi appartenenti sono vincolati da un preciso giuramento, i loro proventi vengono spesi nella liberazione di persone ridotte in schiavitù. I ladri, inoltre, indossano uno speciale schermo, creato dallo stesso Muir, capace di frenare proiettili e ogni altro tipo di oggetto ad alta velocità; per questo sono tornate in auge armi da taglio come spade e sciabole e duelli all'ultimo sangue.
Il protagonista principale del romanzo è un ladro di nome Alar, dalle origini misteriose. Dotato di misteriosi poteri, sarà lui la molla che innescherà cambiamenti radicali nell'intera storia della razza umana.
L'ambientazione del romanzo è, almeno in parte, interessante: uno scenario distopico che ritrae il ritorno di una società schiavista. Colpisce in particolare, seppur solo accennata, l'inquietante visione infernale di livelli abitativi sempre più distanti dal suolo mano a mano che la condizione sociale degli abitanti peggiora. Tale descrizione non è però minimamente approfondita a scapito di una inverosimile riproposizione di una contrapposizione bipolare tra blocchi, col consueto timore di una guerra nucleare globale.
L'intreccio è invece deludente e banale, un susseguirsi di inseguimenti e dialoghi inverosimili (che l'autore usa spesso in maniera eccessivamente didascalica allo scopo di chiarire al lettore lati dell'ambientazione del romanzo). Alcuni personaggi risultano grotteschi nelle loro fissazioni, come il sadico torturatore psicologo Shey o il cancelliere Haze-Gaunt ossessionato dalla rivalità con Muir. Totalmente fuori luogo, senza nessuna spiegazione logica di fondo o utilità ai fini dello sviluppo dell'intreccio, appare, inoltre, il legame che l'autore ha voluto creare tra gli eventi narrati e l'incontro tra un gruppo di neanderthaliani e una famiglia di eoantropi, avi ancora più antichi dell'uomo... Possiamo, in conclusione, definire l'opera una occasione sciupata.

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