Dopo aver tratteggiato in Tutti a Zanzibar un pianeta sconvolto dall’esplosione demografica, in quest’opera Brunner si concentra sul degrado ambientale. Il romanzo è ambientato in massima parte negli Stati Uniti di un futuro (ormai passato) 1983.
Lo scenario ritratto è terrificante. L’inquinamento atmosferico ha raggiunto livello tali che, nelle grandi città, è indispensabile usare maschere munite di particolari filtri per respirare mentre pericolose piogge acide sono in grado di rovinare abiti e tessuti organici. Strati di plastica, carta e altra immondizia coprono i mari da cui si leva un fetore insopportabile (il Mediterraneo è ormai morto, decine di migliaia di abitati dell’Italia del sud che vivevano di pesca provano ad emigrare); gli Americani sono costretti ad andare in vacanza sui monti del Colorado dove ancora si può respirare liberamente. Anni di uso indiscriminato di pesticidi e agenti chimici hanno reso batteri e insetti sempre più resistenti, ampie fasce di popolazione si ritrovano condannate a convivere con topi, pulci, pidocchi refrattari ad ogni trattamento mentre epidemie di vecchie e nuove malattie colpiscono centinaia di migliaia di persone.
Mentre la maggioranza della popolazione rimane passiva e accetta supinamente il degrado dell’ambiente e della propria vita, un gruppo di estremisti, che ricordano un po' gli hippie, tentano di vivere in comuni autosufficienti. Prendono il nome di “Trainiti” da Austin Train, uno studioso tra i primi a denunciare con forza i problemi ecologici e sociali. Gruppetti più violenti si macchiano anche di atti di forte protesta e vandalismo, disegnando dappertutto il logo del teschio con l'ossa in croce e il motto “Ferma, mi uccidi”.
Per la prima volta dall’industrializzazione, la speranza di vita della popolazione americana è in netta decrescita così come, alcuni studi lo dimostrano, il suo quoziente intellettivo medio, plausibilmente il tutto dovuto al degrado delle condizioni di vita e dell’alimentazione. Simbolo di questa parabola discendente è il Presidente che compare nel romanzo con periodici ed esilaranti (sicuramente tra le migliori trovate dell’intera opera) virgolettati di puro populismo da bar, di patriottismo spicciolo e ottuso. Secondo Train, inconsciamente gli Americani, con lo stesso istinto di una popolazione animale che si ritrova in un ambiente degradato e privato delle necessarie risorse, sentono la necessità di limitarsi, contenersi. Da qui il calo delle nascite e allo stesso tempo una certa paura, avversione per l’intelligenza, quasi rappresentasse una minaccia.
In questo contesto da incubo visionario, la classica goccia che fa traboccare il vaso, innescando reazioni a catena dalla portata inimmaginabile, è l’avvelenamento di una falda acquifera che trascinerà nel caos l’intera nazione. Il romanzo si chiude con l’osservazione sarcastica di uno scienziato che, tramite avanzate simulazioni informatiche, ci informa come l’unico modo per salvare la Terra consista nell’eliminare i 200 milioni di individui più nocivi (chiara l’allusione alla popolazione americana!).
Come in Tutti a Zanzibar, le vicende vengono narrate dal punto di vista di numerosi protagonisti e la narrazione classica è inframmezzata da notizie frammentarie, annunci, discorsi, slogan, pubblicità, tutti elementi atti a fornire al lettore una rappresentazione complessiva del mondo immaginato dall'autore. L'assenza di un vero e proprio filone principale rende, soprattutto all'inizio, un po' difficile seguire e comprendere appieno la sequenza degli avvenimenti. Solo nel finale, e in maniera forse un po' troppo affrettata, vengono chiarite le cause e i legami degli eventi narrati. Ciò detto, l'opera costituisce una lettura assolutamente consigliata, destinata ad impressionare il lettore per la sequela di immagini forti, vivide, che danno vita ad una descrizione dura, cruda, sicuramente portata agli eccessi ma comunque tristemente verosimile dell'abbruttimento parallelo dell'uomo e del mondo.
vai alla scheda completa
lunedì 27 febbraio 2012
domenica 19 febbraio 2012
PERDIDO STREET STATION
vai alla scheda completa
Questo romanzo può essere definito una "chimera del fantastico". Complessità e transizione sono le sue parole d'ordine. A partire da quella che è in fin dei conti la vera protagonista dell'opera, la città che fa da sfondo alla narrazione: New Cobruzon. Una metropoli di fine XIX secolo, un labirinto urbanistico, fatto di vicoli tortuosi, torri decadenti, fiumi inquinati, mercati, fabbriche, ghetti... popolata da una infinita varietà di forme di vita: umani, esseri insettoidi, anfibi, uomini-cactus, uomini-uccello, incubi volanti che si nutroni di sogni... A Perdido Station, la grottesca stazione ferroviaria, fulcro e nodo cruciale dell'intera città, si può trovare un'ambasciata di demoni infernali oppure un'inquietante intelligenza aracnoide che tesse la propria tela in dimensioni a noi sconosciute... Non mancano neanche macchine calcolatrici arrivate all'autocoscienza o strani esseri aventi la forma di una mano umanai, ma dotati di vita e intelligenza proprie che vivono come parassiti all'interno di normali, all'apparenza, uomini o animali...
Complessa è al tempo stesso la natura del romanzo. Ci sono echi di una classica fantascienza sociologica, di una tipica distopia, nel dipinto di una città dell'era industriale, dei suoi sobborghi sporchi, del proletariato informe, del potere avido e corrotto di politici senza scrupoli, di una polizia violenta e onnipresente, di vani tentativi di lotta e di ribellione, di sentimenti razzisti come di solidarietà di classe. Ma, al tempo stesso, le creature ritratte rimandano al " bestiario" fantasy più che all'immaginario alieno della fantascienza tradizionale. Esiste la magia, la taumaturgia, ma non è la collezione di formule arcane e inspiegabili, non è il dono innato di un eroe, bensì è una delle forze della natura, riconosciuta e come tale studiata dalla scienza ufficiale. Ingredienti di steampunk sono altresì ben riconoscibili nella tecnologia a vapore che nutre motori sotterranei come banali elettrodomestici.
Il protagonista del romanzo, Isaac dan Der Grimnebulin è un genio ribelle, isolato dal mondo accademico "ufficiale", le cui ricerche spaziano in tutti i campi del sapere... la sua figura ricorda un Leonardo da Vinci, un Cartesio, uno di quei pensatori poliedrici esistenti fino a due secoli fa. La sua amante, Lin, non è umana, bensì una khepri, esseri ibridi uomo-coleotteri. Entrambi ricevono quasi contemporaneamente due incarichi che li trascineranno in una sequenza imprevista di eventi. Isaac si immerge nell'apparentemente impossibile compito di trovare il modo di restituire ad un garuda, un uomo uccello le cui ali sono state recise per un incoffessabile crimine (alla fine in realtà un po' banale), la possibilità di volare. Nelle sue ricerche, Isaac perfeziona il sogno dell'intera sua vita, costruendo un motore di crisi, uno straordinario marchingegno basato su una teoria unificata delle forze fisiche. Lin invece riceve l'incarico di creare la statua di Motley, uno dei più grandi boss mafiosi locali, per usare termini a noi contemporanei, un essere di natura indefinita il cui corpo sembra essere composto da pezzi presi a caso da innumerevoli forme di vita. A unire questi due binari, apparentemente senza possibilità di incrocio, sarà una terribile minaccia che incombe sulla città...
Il romanzo è un puzzle di idee, di personaggi, di storie, di ritratti, di episodi. Si pensi ad esempio alle inquietanti figure dei rifatti, criminali condannati a subire interventi di biotaumaturgia che modificano in modo a volte grottesco, a volte veramente mostruoso, il loro corpo secondo una perversa logica del contrappasso. Ancora, la descrizione della società khepri, in cui le femmine, col corpo di donna e la testa di coleottero, si devono accoppiare con maschi ancora integralmente allo stadio insettoide. Non manca neanche l'umorismo, come non sorridere per esempio ricordando gli impacciati, stupidi, piccoli dragomini. L'autore, in questa grande allegoria, spazia tra temi diversissimi tra loro e di ampio respiro: politica, arte, scienza, religione, riprende l'idea stessa di singolarità tecnologica.
Questa incredibile varietà di tematiche costituisce al tempo stesso la forza e il difetto del romanzo. In certi momenti l'opera infatti soffre di una eccessiva prolissità, si ha l'impressione che l'autore avrebbe potuto tralasciare interi passaggi (ad esempio la digressione sulle maneggiatrici) e tale sensazione è ulteriormente rafforzata dallo stile descrittivo oltre misura, a volte ridondante in un eccesso di volontà documentarista, ai limiti del barocco. Anche il finale presenta qualche punto di debolezza: come anticipato, l'incoffessabile crimine del garuda che si rivolge a Isaac si rivela alla fine banale e, a mio parere, fuori dal personaggio; la fine di Lin lascia l'amaro in bocca e, in genere, si ha l'impressione che manchi qualcosa, una spiacevole sensazione di incompletezza.
Sottolineati questi difetti, consigliamo comunque, e caldamente, la lettura di quest'opera che rimarrà impressa a lungo nella mente del lettore per l'originalità dei temi trattati e soprattutto per la fusione di stili e idee appartenenti a generi narrativi apparentemente inconciliabili, che ha portato alla costruzione di un mondo davvero unico.
vai alla scheda completa
Questo romanzo può essere definito una "chimera del fantastico". Complessità e transizione sono le sue parole d'ordine. A partire da quella che è in fin dei conti la vera protagonista dell'opera, la città che fa da sfondo alla narrazione: New Cobruzon. Una metropoli di fine XIX secolo, un labirinto urbanistico, fatto di vicoli tortuosi, torri decadenti, fiumi inquinati, mercati, fabbriche, ghetti... popolata da una infinita varietà di forme di vita: umani, esseri insettoidi, anfibi, uomini-cactus, uomini-uccello, incubi volanti che si nutroni di sogni... A Perdido Station, la grottesca stazione ferroviaria, fulcro e nodo cruciale dell'intera città, si può trovare un'ambasciata di demoni infernali oppure un'inquietante intelligenza aracnoide che tesse la propria tela in dimensioni a noi sconosciute... Non mancano neanche macchine calcolatrici arrivate all'autocoscienza o strani esseri aventi la forma di una mano umanai, ma dotati di vita e intelligenza proprie che vivono come parassiti all'interno di normali, all'apparenza, uomini o animali...
Complessa è al tempo stesso la natura del romanzo. Ci sono echi di una classica fantascienza sociologica, di una tipica distopia, nel dipinto di una città dell'era industriale, dei suoi sobborghi sporchi, del proletariato informe, del potere avido e corrotto di politici senza scrupoli, di una polizia violenta e onnipresente, di vani tentativi di lotta e di ribellione, di sentimenti razzisti come di solidarietà di classe. Ma, al tempo stesso, le creature ritratte rimandano al " bestiario" fantasy più che all'immaginario alieno della fantascienza tradizionale. Esiste la magia, la taumaturgia, ma non è la collezione di formule arcane e inspiegabili, non è il dono innato di un eroe, bensì è una delle forze della natura, riconosciuta e come tale studiata dalla scienza ufficiale. Ingredienti di steampunk sono altresì ben riconoscibili nella tecnologia a vapore che nutre motori sotterranei come banali elettrodomestici.
Il protagonista del romanzo, Isaac dan Der Grimnebulin è un genio ribelle, isolato dal mondo accademico "ufficiale", le cui ricerche spaziano in tutti i campi del sapere... la sua figura ricorda un Leonardo da Vinci, un Cartesio, uno di quei pensatori poliedrici esistenti fino a due secoli fa. La sua amante, Lin, non è umana, bensì una khepri, esseri ibridi uomo-coleotteri. Entrambi ricevono quasi contemporaneamente due incarichi che li trascineranno in una sequenza imprevista di eventi. Isaac si immerge nell'apparentemente impossibile compito di trovare il modo di restituire ad un garuda, un uomo uccello le cui ali sono state recise per un incoffessabile crimine (alla fine in realtà un po' banale), la possibilità di volare. Nelle sue ricerche, Isaac perfeziona il sogno dell'intera sua vita, costruendo un motore di crisi, uno straordinario marchingegno basato su una teoria unificata delle forze fisiche. Lin invece riceve l'incarico di creare la statua di Motley, uno dei più grandi boss mafiosi locali, per usare termini a noi contemporanei, un essere di natura indefinita il cui corpo sembra essere composto da pezzi presi a caso da innumerevoli forme di vita. A unire questi due binari, apparentemente senza possibilità di incrocio, sarà una terribile minaccia che incombe sulla città...
Il romanzo è un puzzle di idee, di personaggi, di storie, di ritratti, di episodi. Si pensi ad esempio alle inquietanti figure dei rifatti, criminali condannati a subire interventi di biotaumaturgia che modificano in modo a volte grottesco, a volte veramente mostruoso, il loro corpo secondo una perversa logica del contrappasso. Ancora, la descrizione della società khepri, in cui le femmine, col corpo di donna e la testa di coleottero, si devono accoppiare con maschi ancora integralmente allo stadio insettoide. Non manca neanche l'umorismo, come non sorridere per esempio ricordando gli impacciati, stupidi, piccoli dragomini. L'autore, in questa grande allegoria, spazia tra temi diversissimi tra loro e di ampio respiro: politica, arte, scienza, religione, riprende l'idea stessa di singolarità tecnologica.
Questa incredibile varietà di tematiche costituisce al tempo stesso la forza e il difetto del romanzo. In certi momenti l'opera infatti soffre di una eccessiva prolissità, si ha l'impressione che l'autore avrebbe potuto tralasciare interi passaggi (ad esempio la digressione sulle maneggiatrici) e tale sensazione è ulteriormente rafforzata dallo stile descrittivo oltre misura, a volte ridondante in un eccesso di volontà documentarista, ai limiti del barocco. Anche il finale presenta qualche punto di debolezza: come anticipato, l'incoffessabile crimine del garuda che si rivolge a Isaac si rivela alla fine banale e, a mio parere, fuori dal personaggio; la fine di Lin lascia l'amaro in bocca e, in genere, si ha l'impressione che manchi qualcosa, una spiacevole sensazione di incompletezza.
Sottolineati questi difetti, consigliamo comunque, e caldamente, la lettura di quest'opera che rimarrà impressa a lungo nella mente del lettore per l'originalità dei temi trattati e soprattutto per la fusione di stili e idee appartenenti a generi narrativi apparentemente inconciliabili, che ha portato alla costruzione di un mondo davvero unico.
vai alla scheda completa
mercoledì 25 gennaio 2012
I SIMULACRI di Vinge
vai alla scheda completa
Il romanzo breve è incentrato sui temi dell'intelligenza artificiale, dell'autocoscienza, dei dilemmi etici che queste tecnologie comportano. La protagonista principale e gli altri personaggi della vicenda non sono persone reali ma backup, copie, inserite in un ambiente simulato e la cui coscienza e memoria vengono resettate periodicamente. Non esplicitamente spiegato ma intuibile è il motivo: essi costuitiscono infatti la perfetta manodopera intellettuale a basso costo, in grado di fare nuove scoperte in tempi rapidissimi, auto-alimentando il perverso circuito (le scoperte fatte vengono impiegate per potenziare ulteriormente tale tecnologia). I protagonisti dell'opera costituiscono una nuova e terribile generazione di schiavi che non hanno nessun luogo dove scappare, il cui stesso mondo è nelle mani del loro padrone in grado, in qualunque momento, di cancellare ogni ricordo, ogni pensiero, ogni speranza.
La vicenda parte con le sembianze di un mistery, di un thriller con Dixie Mae, la protagonista, che pensa di vivere il primo giorno di lavoro presso un call-center, impegnata ad investigare su una misteriosa email speditale, contenente dettagli della sua infanzia che nessun altro può conoscere. Il ritmo narrativo è molto elevato, l'introduzione di nuovi personaggi e nuovi ambienti ricorda per certi versi lo sviluppo di un videogioco. La progressiva presa di coscienza da parte di Dixie e dei suoi compagni di avventura della vera natura del mondo e della propria esistenza è però totalmente irrealistica; la scoperta viene infatti assorbita in breve tempo, con leggerezza, quasi che essere davvero "vivi" o meno sia, in fondo, una questione non così importante. Anche il finale, purtroppo, non è dei migliori: il lettore viene lasciato con l'acquolina in bocca, dando all'opera un'idea di incompiutezza.
Nel complesso il romanzo costituisce comunque una lettura sicuramente interessante, che affronta i temi trattati da un'angolatura originale e inquietante, mettendo in luce i potenziali abusi e problemi etici insiti in scoperte tecnologiche della portata di quelle trattate nell'opera.
Il romanzo breve è incentrato sui temi dell'intelligenza artificiale, dell'autocoscienza, dei dilemmi etici che queste tecnologie comportano. La protagonista principale e gli altri personaggi della vicenda non sono persone reali ma backup, copie, inserite in un ambiente simulato e la cui coscienza e memoria vengono resettate periodicamente. Non esplicitamente spiegato ma intuibile è il motivo: essi costuitiscono infatti la perfetta manodopera intellettuale a basso costo, in grado di fare nuove scoperte in tempi rapidissimi, auto-alimentando il perverso circuito (le scoperte fatte vengono impiegate per potenziare ulteriormente tale tecnologia). I protagonisti dell'opera costituiscono una nuova e terribile generazione di schiavi che non hanno nessun luogo dove scappare, il cui stesso mondo è nelle mani del loro padrone in grado, in qualunque momento, di cancellare ogni ricordo, ogni pensiero, ogni speranza.
La vicenda parte con le sembianze di un mistery, di un thriller con Dixie Mae, la protagonista, che pensa di vivere il primo giorno di lavoro presso un call-center, impegnata ad investigare su una misteriosa email speditale, contenente dettagli della sua infanzia che nessun altro può conoscere. Il ritmo narrativo è molto elevato, l'introduzione di nuovi personaggi e nuovi ambienti ricorda per certi versi lo sviluppo di un videogioco. La progressiva presa di coscienza da parte di Dixie e dei suoi compagni di avventura della vera natura del mondo e della propria esistenza è però totalmente irrealistica; la scoperta viene infatti assorbita in breve tempo, con leggerezza, quasi che essere davvero "vivi" o meno sia, in fondo, una questione non così importante. Anche il finale, purtroppo, non è dei migliori: il lettore viene lasciato con l'acquolina in bocca, dando all'opera un'idea di incompiutezza.
Nel complesso il romanzo costituisce comunque una lettura sicuramente interessante, che affronta i temi trattati da un'angolatura originale e inquietante, mettendo in luce i potenziali abusi e problemi etici insiti in scoperte tecnologiche della portata di quelle trattate nell'opera.
sabato 7 gennaio 2012
MENDICANTI IN SPAGNA
Il romanzo breve è ambientato negli Stati Uniti di un futuro prossimo in cui i progressi nel campo dell'ingegneria genetica permettono di manipolare embrioni per donare particolari caratteristiche o predisposizioni ai propri figli. La protagonista, Leisha Camden, è una insonne, le è stata data, cioè, la capacità di vivere senza la necessità di dormire.
Appare chiaro in poco tempo che gli insonni godono di un netto vantaggio evolutivo nei confronti dei "normali" sia per il maggior tempo a disposizione, sottratto al sonno, sia per altri benefici, alcuni insospettati, della mutazione. Questo genera da un lato tensioni crescenti tra i due gruppi, con gli insonni che iniziano ad essere additati se non perseguitati, dall'altro un dibattito interno tra gli stessi mutanti sul comportamento da tenere nei confronti del resto della popolazione.
Secondo lo Yagaismo infatti, dottrina filosofica ispirata all'inventore della fusione fredda Kenzo Yagai e che fa da sfondo all'intera opera, la dignità di una persona deriva soltanto dal risultato creativo che ella ottiene con i propri sforzi: è il contratto, il libero scambio di idee, servizi e benefici a regolare l'intera società e i rapporti tra gli individui. Risulta dunque problematico il ruolo destinato a essere recitato dai "normali" che, come i Mendicanti in Spagna, non possono offrire alcunchè ma presentano soltanto bisogni agli occhi degli insonni.
L'opera non propone nessuna risposta definitiva alle questioni, la protagonista non risolve i propri dubbi allo stesso modo in cui le vicende narrate terminano in maniera brusca, senza un vero e proprio finale, lasciando campo aperto ad ulteriori sviluppi. Detto questo, la novella si legge tutta d'un fiato e si vieni catturati dal rapido svolgersi degli eventi parallelo alla crescita della protagonista, in cui, grazie all'ottimo stile narrativo, il lettore riesce facilmente a immedesimarsi. In conclusione, una lettura interessante che però risulta inadatta ad ambiente comunque limitato come quello del romanzo breve.
vai alla scheda completa
Appare chiaro in poco tempo che gli insonni godono di un netto vantaggio evolutivo nei confronti dei "normali" sia per il maggior tempo a disposizione, sottratto al sonno, sia per altri benefici, alcuni insospettati, della mutazione. Questo genera da un lato tensioni crescenti tra i due gruppi, con gli insonni che iniziano ad essere additati se non perseguitati, dall'altro un dibattito interno tra gli stessi mutanti sul comportamento da tenere nei confronti del resto della popolazione.
Secondo lo Yagaismo infatti, dottrina filosofica ispirata all'inventore della fusione fredda Kenzo Yagai e che fa da sfondo all'intera opera, la dignità di una persona deriva soltanto dal risultato creativo che ella ottiene con i propri sforzi: è il contratto, il libero scambio di idee, servizi e benefici a regolare l'intera società e i rapporti tra gli individui. Risulta dunque problematico il ruolo destinato a essere recitato dai "normali" che, come i Mendicanti in Spagna, non possono offrire alcunchè ma presentano soltanto bisogni agli occhi degli insonni.
L'opera non propone nessuna risposta definitiva alle questioni, la protagonista non risolve i propri dubbi allo stesso modo in cui le vicende narrate terminano in maniera brusca, senza un vero e proprio finale, lasciando campo aperto ad ulteriori sviluppi. Detto questo, la novella si legge tutta d'un fiato e si vieni catturati dal rapido svolgersi degli eventi parallelo alla crescita della protagonista, in cui, grazie all'ottimo stile narrativo, il lettore riesce facilmente a immedesimarsi. In conclusione, una lettura interessante che però risulta inadatta ad ambiente comunque limitato come quello del romanzo breve.
vai alla scheda completa
domenica 1 gennaio 2012
PSYCHON E ALTRI SIMULACRI
Validissima Antologia di Galouye; tra le opere ivi contenute segnaliamo in particolare il romanzo breve Simulacron 3 e il racconto Il Tempio di Satana.
Accedi alla scheda per trovare le schede di tutti i racconti contenuti.
Accedi alla scheda per trovare le schede di tutti i racconti contenuti.
domenica 25 dicembre 2011
GLADIATORE IN LEGGE
scheda completa: http://fantabiblioteca.altervista.org/romanzi/gladiatore_in_legge.html
Il romanzo è ambientato in uno scenario distopico sulla scia dell'altro capolavoro della coppia di autori, I Mercanti dello Spazio, con tinte, ad ogni modo, decisamente meno cupe. L'America ritratta in quest'opera è dominata dagli ufficiali legali delle grande corporations, il più potente dei quali, celato dietro la sigla "Green, Charlesworth" nasconde un segreto inimmaginabile.
Sullo sfondo di uno stato inesistente o corrotto, la società è spaccata in due. Da un lato gli abitanti delle moderne e ultra confortevoli case a bolla, affittate loro dalle società in cui hanno l'ambito posto di lavoro; dall'altro gli abitanti di enormi slums, distese di case fatiscenti e territorio di guerra di bande di ragazzini, il cui unico divertimento e distrazione è assistere a dei moderni giochi gladiatori.
I protagonisti del romanzo sono un avvocato penalista agli esordi e un diseredato appena privato del proprio posto di lavoro che si ritrovano in un pericoloso e gigantesco gioco di potere coinvolgente la mitica GML, la società che detiene l'esclusiva della costruzione e della manutenzione delle case a bolla.
L'opera possiede un intreccio intrigante e ben costruito, la cui trama fluisce in maniera fluida senza punti morti o pause narrative. Immedesimandosi nei personaggi, il lettore poco a poco si immerge nello scenario, potendolo ricostruire in maniera coerente col succedersi degli eventi. Indimenticabili alcuni passi, come la descrizione di una Wall Street degenerata in una specie di casinò in cui fiumane di annoiati ogni giorno si recano a scommettere sui "metalli" o su altri titoli... Lo stile di scrittura sempre vivo, ironico, sorprendente, mai banale, concorre nel fare del romanzo una lettura caldamente consigliata!
scheda completa: http://fantabiblioteca.altervista.org/romanzi/gladiatore_in_legge.html
Il romanzo è ambientato in uno scenario distopico sulla scia dell'altro capolavoro della coppia di autori, I Mercanti dello Spazio, con tinte, ad ogni modo, decisamente meno cupe. L'America ritratta in quest'opera è dominata dagli ufficiali legali delle grande corporations, il più potente dei quali, celato dietro la sigla "Green, Charlesworth" nasconde un segreto inimmaginabile.
Sullo sfondo di uno stato inesistente o corrotto, la società è spaccata in due. Da un lato gli abitanti delle moderne e ultra confortevoli case a bolla, affittate loro dalle società in cui hanno l'ambito posto di lavoro; dall'altro gli abitanti di enormi slums, distese di case fatiscenti e territorio di guerra di bande di ragazzini, il cui unico divertimento e distrazione è assistere a dei moderni giochi gladiatori.
I protagonisti del romanzo sono un avvocato penalista agli esordi e un diseredato appena privato del proprio posto di lavoro che si ritrovano in un pericoloso e gigantesco gioco di potere coinvolgente la mitica GML, la società che detiene l'esclusiva della costruzione e della manutenzione delle case a bolla.
L'opera possiede un intreccio intrigante e ben costruito, la cui trama fluisce in maniera fluida senza punti morti o pause narrative. Immedesimandosi nei personaggi, il lettore poco a poco si immerge nello scenario, potendolo ricostruire in maniera coerente col succedersi degli eventi. Indimenticabili alcuni passi, come la descrizione di una Wall Street degenerata in una specie di casinò in cui fiumane di annoiati ogni giorno si recano a scommettere sui "metalli" o su altri titoli... Lo stile di scrittura sempre vivo, ironico, sorprendente, mai banale, concorre nel fare del romanzo una lettura caldamente consigliata!
scheda completa: http://fantabiblioteca.altervista.org/romanzi/gladiatore_in_legge.html
domenica 18 dicembre 2011
OCCHIO NEL CIELO
scheda completa:
http://fantabiblioteca.altervista.org/romanzi/occhio_nel_cielo.html
Nel corso di una visita ad una centrale nucleare, otto persone vengono coinvolte in un incidente e, feriti in maniera più o meno grave, giacciono in stato di semi incoscienza su una rete metallica. Nei pochi minuti che separano l'evento dall'arrivo dei primi soccorsi, gli otto personaggi sperimentano interi giornate di vita in quattro differenti mondi allucinatori, soggettivi, creati e regolati dalla psiche di quattro degli otto del gruppo medesimo.
Ciascuna di queste realtà allucinatorie è governata da una logica propria che arriva a sconvolgerne perfino le leggi fisiche o, addirittura, la cosmologia e che è a sua volta basata sulle ossessioni, sulle nevrosi, sulle paranoie del subconscio che in quel momento sta manipolando l'illusione. Ognuno dei quattro mondi esplorati è meno completo, meno articolato o convincente del precedente, riflettendo un progresso verso il risveglio collettivo degli otto nel mondo reale e questo si riflette nel numero di pagine, decrescente, dedicate a ogni singolo episodio.
Dick dipinge ironicamente l'America degli anni '50 con i suoi sentimenti razzisti ancora ben presenti e radicati nella società, il clima di caccia alle streghe della crociata maccartista, il fanatismo religioso, il perbenismo borghese ipocrita e bigotto, il tutto inserito all'interno della grande cornice tematica che caratterizza la produzione fantascientifica dell'autore, ovvero la natura e al tempo stesso il carettere illusorio della realtà.
In conclusione il romanzo è una lettura consigliata sia per i temi trattati che per l'intreccio, quasi sempre coinvolgente, che per le numerose scene surreali, grottesche o quasi comiche, che resteranno sicuramente per sempre impresse nella mente del lettore.
scheda completa:
http://fantabiblioteca.altervista.org/romanzi/occhio_nel_cielo.html
http://fantabiblioteca.altervista.org/romanzi/occhio_nel_cielo.html
Nel corso di una visita ad una centrale nucleare, otto persone vengono coinvolte in un incidente e, feriti in maniera più o meno grave, giacciono in stato di semi incoscienza su una rete metallica. Nei pochi minuti che separano l'evento dall'arrivo dei primi soccorsi, gli otto personaggi sperimentano interi giornate di vita in quattro differenti mondi allucinatori, soggettivi, creati e regolati dalla psiche di quattro degli otto del gruppo medesimo.
Ciascuna di queste realtà allucinatorie è governata da una logica propria che arriva a sconvolgerne perfino le leggi fisiche o, addirittura, la cosmologia e che è a sua volta basata sulle ossessioni, sulle nevrosi, sulle paranoie del subconscio che in quel momento sta manipolando l'illusione. Ognuno dei quattro mondi esplorati è meno completo, meno articolato o convincente del precedente, riflettendo un progresso verso il risveglio collettivo degli otto nel mondo reale e questo si riflette nel numero di pagine, decrescente, dedicate a ogni singolo episodio.
Dick dipinge ironicamente l'America degli anni '50 con i suoi sentimenti razzisti ancora ben presenti e radicati nella società, il clima di caccia alle streghe della crociata maccartista, il fanatismo religioso, il perbenismo borghese ipocrita e bigotto, il tutto inserito all'interno della grande cornice tematica che caratterizza la produzione fantascientifica dell'autore, ovvero la natura e al tempo stesso il carettere illusorio della realtà.
In conclusione il romanzo è una lettura consigliata sia per i temi trattati che per l'intreccio, quasi sempre coinvolgente, che per le numerose scene surreali, grottesche o quasi comiche, che resteranno sicuramente per sempre impresse nella mente del lettore.
scheda completa:
http://fantabiblioteca.altervista.org/romanzi/occhio_nel_cielo.html
Iscriviti a:
Post (Atom)