martedì 12 febbraio 2013

I Giocatori di Titano

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Il romanzo è ambientato in uno scenario che, solo a tratti, sembra ricordare un classico contesto post apocalittico. La Terra è stata sconvolta da una guerra globale nella quale la Cina ha utilizzato un'arma radiattiva che ha reso sì sterile la grande maggioranza della popolazione mondiale ma non sembra aver intaccato null'altro. I Vug, alieni invasori proteiformi provenienti da Titano, ossessionati dal gioco, esercitano all'apparenza una sorta di controllo paternalistico sul pianeta ma in realtà sono divisi tra loro e alcuni hanno piani decisamente meno benigni verso i terrestri. E' loro forse, l'autore non lo chiarisce, l'idea del Bluff. Il Bluff è un grande gioco praticato su scala planetaria, simile ad un incrocio tra il Monopoli e il poker, in cui pochi privilegiati, i cosiddetti vincolati, riuniti in circoli locali, scommettono i loro possedimenti terrieri, intere contee o cittadine, e le loro stesse mogli. Il gioco funziona in questo modo: ogni turno un giocatore avanza sul tabellone per un numero di caselle pari alla carta pescata ricevendo o perdendo una certa somma di denaro determinata dall'evento della casella. Il giocatore può tentare di bluffare: soltanto lui, infatti, può vedere la carta che ha pescato e può quindi provare a mentire sul risultato della pescata, raggiungendo, per esempio, una casella più favorevole. Se l'avversario, tuttavia, se ne accorge e chiama il bluff, egli inverte la cifra vinta dal primo giocatore e se ne appropria. Se la chiamata invece risulta falsa, ovvero se viene chiamato un bluff che non è avvenuto, l'accusatore perde la medesima cifra. I matrimoni e gli accoppiamenti si susseguono uno con l'altro nella speranza di trovare la fortuna, ovvero di riuscire a generare un bambino, cosa ormai rara e preziosissima. I telepati non possono partecipare al gioco, per gli indubbi vantaggi che avrebbero potendo leggere la mente dell'avversario o prevendo lo svolgimento futuro della partita. I Vug sono telepati naturali e anch'essi praticano il medesimo gioco su Titano; nel loro caso però esso ha una natura completamente differente. Privo infatti, in seguito ai poteri di cui sono in possesso gli alieni, della componente casuale, esso diventa una vera e propria prova di forza con cui gli extraterrestri mettono alla prova la propria potenza telepatica. Il protagonista del romanzo è un vincolato di nome Pete. La sua ultima partita, segnata dalla sfortuna, gli ha fatto perdere il suo possedimento preferito, Berkeley, e sua moglie Freya, a cui era veramente legato. Nel tentativo di riprendersi ciò che ha perduto, Pete si ritroverà a giocare una partita molto più grande di lui, in cui il destino stesso dell'umanità è la posta in palio. L'opera è ricca dei temi classici della produzione di Dick: la manipolazione e l'illusorietà del reale, i poteri psi, le problematiche relative alla relazione uomo-donna e al matrimonio, gli alieni. L'idea del gioco come manipolazione sociale e, nel caso presente, rimedio all'infertilità è originale e intrigante. L'intreccio si sviluppa però in maniera caotica, con nessi logici e consequenziali spesso traballanti che lasciano il lettore da solo nel tentativo di dare organicità e pieno senso compiuto alle numerose sequenze di cui il romanzo è composto, ciascuna delle quali sembra vivere di vita propria. Nonostante questa mancanza di chiarezza a livello di trama, il romanzo è comunque una lettura complessivamente interessante e godibile, anche per i frequenti intervalli ironici o paradossali di cui l'opera è ricca. vai alla scheda completa del romanzo I Giocatori di Titano

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