domenica 2 febbraio 2014

IL POZZO DEI MONDI di Henry Kuttner

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Commento:
Il romanzo si basa su uno dei temi classici della fantascienza: l'idea di realtà e universi paralleli, messi in comunicazione da particolari forze o eccezionali avvenimenti. In questo caso la Terra è entrata in contatto con Khom'ad, un mondo popolato da una specie di umanoidi, i Khom, schiavizzati da una razza dai connotati semidivini, gli Isier, che traggono il proprio potere attigengendo all'energia di universi paralleli, quali per esempio quello cui appartiene la Terra, tramite il cosiddetto Pozzo dei Mondi.
Il protagonista, Clifford Sawyer, è stato inviato ad investigare sugli strani fenomeni che sembrano accadere presso una miniera di uranio. Questi strani accadimenti in realtà sono causati dal Pozzo dei Mondi che ha "agganciato" il nostro pianeta. Sawyer si ritroverà, assieme a Klai, una ragazza le cui origini sono ignote, ed Alper, un vecchio che sembra essere entrato in comunicazione con gli "spiriti" della miniera, sul pianeta dei Khom dove dovrà recitare un ruolo da protagonista durante le lotte per il potere e la libertà che avranno luogo.
L'opera è breve per gli standard di un romanzo e anche questo partecipa a rendere il ritmo narrativo particolarmente elevato, direi addirittura concitato, con un susseguirsi continuo, quasi esagerato, di scene d'azione e pochissime pause. L'idea di base, come già detto, rientra negli stereotipi della fantascienza e viene condita dall'autore con una serie di metafore, dal significato dubbio e abbastanza confusionarie a dire il vero, basate sull'avanguardia scientifica dei primi anni '50 cui risale la pubblicazione: fisica atomica, isotopi, fissione etc... Per questi motivi, è inevitabile quindi che l'opera risenta del passare del tempo e abbia perso gran parte dell'impatto creativo e immaginifico che doveva godere decenni addietro. Mi sento di consigliarla quindi soltanto ai fan dell'autore o a chi nutra un interesse "storico" verso il genere.
Trama:
L'agente Clifford Sawyer è stato inviato presso una remota miniera d'uranio per investigare sui misteriosi avvenimenti, avvistamenti di misteriosi "spiriti", ivi accaduti. Egli incontra Klai, una ragazza le cui origine sono sconosciute, trovata improvvisamente nella miniera. Lei mostra ad Sawyer un filmato in cui, il vecchio proprietario della miniera, Alper, sembra parlare effettivamente ad una specie di spirito, dalla apparenze di una donna incredibilmente alta, che ordina all'uomo di uccidere la ragazza..
Alper è in realtà in comunicazione con Nethe, una Isier, la razza dominante di Khom'ad, il mondo con cui la Terra è entrata in contatto. Nethe vuole impossessarsi della miniera di uranio con cui rifornire di energia il proprio mondo e il proprio popolo e a questo scopo ha dato energia vitale al vecchio Alper, tramite un misterioso congegno: l'Uccello di Fuoco. Con l'inganno Alper riesce ad avere in suo potere Sawyer, inserendogli in corpo un chip in grado, a suo comando, di annebbiargli dolorosamente il cervello.
Nel mentre Klai si è spinta nelle profondità della miniera dove è stata catturata dal misterioso spirito. Alper e Sawyer accorrono in suo soccorso e il vecchio riesce a impossessarsi dell'Uccello di Fuoco col quale tutti e tre gli umani sono proiettati su Khom'ad. Anche Klai proviene dal medesimo mondo, è infatti una Khom, un'appartenente di quella popolazione di umanoidi dominati dagli Isier, esseri semidivini, immortali e invulnerabili.
Sawyer e Alper vengono catturati dai soldati della Dea, l'Isier al comando. Nethe però vuole tornare in possesso dell'Uccello di Fuoco e organizza la fuga di Alper; al suo posto però riesce a scappare di prigione Sawyer. Incontrata Nethe, Sawyer apprende della lotta intestina agli Isier che oppone Nethe alla Dea e di come l'Uccello di Fuoco sia una sorta di regolatore del flusso energetico con cui gli Isier si approvvigionano di energia dalla Terra. La sua sparizione, non si capisce se ad opera di Nethe o della Dea, è ancora ignota agli altri Isier che pensano come la momentanea carenza di energia sia imputabile ai periodici periodi in cui il Pozzo dei Mondi sonda gli universi paralleli alla ricerca di nuove fonti energetiche.
Dopo diversi accadimenti, Sawyer, ancora in possesso dell'Uccello di Fuoco, prende il posto di Klai nella prigione del Pozzo dei Mondi, per essere utilizzato insieme ad altri Khom come vittima sacrificale per fornire energia alla Dea e a Nethe, impegnate in un duello ufficiale all'ultimo sangue che dovrebbe determinare chi avrà il potere. Mentre la cerimonia è interrotta dall'attacco dei Sseli, una popolazione indigena subumana che in realtà non è che la forma, l'isotopo degradato cui gli Isier decadono quando terminano l'energia a loro disposizione, Sawyer getta l'Uccello di Fuoco nel Pozzo dei Mondi, interrompendo così ogni collegamento con la Terra ma liberando i Khom dalla tirannia crudele dei loro padroni.

lunedì 27 gennaio 2014

FALSI DEI di Francesco Troccoli

Scheda completa de I Falsi Dei di Francesco Troccoli
Il romanzo è ambientato in un'epoca non definita del futuro, un futuro tetro dove una minoranza di pochi eletti aventi il dono di una vita prolungata, i Longevi, dominano una schiera di sottoposti cui è stata addirittura tolta la facoltà e la memoria stessa del sonno, in nome della produttività e del guadagno per i loro padroni.
Tobruk Ramarren, il protagonista, è stato uno dei fautori della creazione dello stato libero di Haddaiko, che ha liberato metà del pianeta Harris IV dallo spietato dominio di uno dei tanti signorotti locali appartenenti alla casta dei Longevi che si sono impadroniti del potere dopo la caduta di un Impero interstellare preesistente. Suo padre è il leader di questo movimento, il Presidente Hobbes, che ha rieducato Tobruk medesimo al sonno. Dopo la sua creazione, lo stato libero di Haddaiko è entrato a far parte di una specie di confederazione, l'Oikos delle Genti, ma, anche in seno a questa, operano fazioni dei Longevi che mirano a conservare potere e dominio sul resto dell'umanità.
Per espandere il proprio movimento, con il beneplacito e la partecipazione dell'Oikos, il presidente Hobbes organizza una spedizione su un mondo desertico e apparentemente privo di alcuna ricchezza, Maraar III. La spedizione è destinata però ad affrontare difficoltà impreviste mentre l'innocuo pianeta Maraar III dimostra di nascondere segreti inimmaginabili che cambieranno per sempre la storia e la vita stessa di Tobruk, all'interno di una lotta per la libertà dell'umanità che supera i secoli, anzi i millenni.
Il romanzo si inserisce in un tradizionale filone, quello distopico, della fantascienza sociologica, i cui autori già da diversi decenni hanno preconizzato l'ampliamento delle diseguaglianze e la polarizzazione degli stati sociali sotto agli occhi di tutti oggigiorno. L'idea del sonno come elemento simbolico di potere e di dominio è però innovativa e porta con sè una lunga serie di possibili approfondimenti e variazioni sul tema.
La maggior parte degli eventi narrati hanno come sfondo Maraar III, un pianeta desertico che con i suoi paesaggi, tribù di indigeni e misteriosi semidei provenienti da altre epoche e altri luoghi, mi ha ricordato il capolavoro immortale di Herbert, Dune e i suoi Fremen. Planetary Romance, un forte messaggio di denuncia sociale, viaggi nel tempo, ingegneria genetica si fondono in un intreccio solido e ben costruito.
La narrazione è in prima persona, il lettore segue la vicenda dalla prospettiva di Tobruk, riuscendo ad entrare nella mentalità del personaggio anche grazie a numerosi passaggi di carattere introspettivo. Questi dialoghi interiori sono spesso però malcalibrati a mio parere e portano ad un rallentamento eccessivo del ritmo narrativo con un conseguente appesantimento dell'opera. Ho trovato fuori luogo anche alcuni passaggi che sembrano invocare delle sorta di forze mistiche, che lasciano un alone di mistero e di incompiutezza su taluni accadimenti.
Concludendo, Falsi Dei costituisce una lettura stimolante e con una buona dose di novità, capace di coniugare diverse istanze della fantascienza più tradizionale, con un intreccio e dei personaggi solidi, strutturati e ben costruiti, nonostante qualche pausa di troppo a livello di fluidità e ritmo narrativo. E' un romanzo autoconclusivo, ma, potendo, credo sia più opportuno leggerlo dopo il primo volume della serie, intitolato Ferro Sette.

domenica 12 gennaio 2014

LA COMPAGNIA DEL TEMPO di Kage Baker

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Commento:
Nel 24esimo secolo la Dr. Zeus, o semplicemente la Compagnia, è venuta in possesso di tecnologie così avanzate da permettere l'immortalità e i viaggi nel tempo. La prima, però, è possibile sono intervenendo su bambini ancora in giovane età mentre i viaggi nel tempo sono unidirezionali, esclusivamente verso il passato, e soprattutto non possono modificare la storia così come è documentata.
Così, per realizzare profitto da queste scoperte, la Dr. Zeus ha messo in piedi una struttura di agenti, reclutati ancora bambini nelle più disparate epoche e resi immortali, col compito di rintracciare e salvare tesori di vario tipo (opere d'arte, specie vegetali o animali), andati persi nel corso dei secoli, da far riemergere poi nel 24esimo secolo realizzando così immensi guadagni.
La protagonista principale del romanzo è una di questi agenti, reclutata ancora bambina, in Spagna, liberata dalle segrete dell'Inquisizione, nota col nome di Mendoza. Addestrata e divenuta immortale, Mendoza deve affrontare la prima spedizione tra i mortali, nell'Inghilterra del sedicesimo secolo, con lo scopo di raccogliere alcuni campioni genetici di una rarissima specie vegetale in possesso di eccezionali proprietà mediche che saranno scoperte nei secoli a venire.
Il tema dell'opera è un classico, quello dei viaggi nel tempo, e l'autrice liquida in maniera piuttosto sbrigativa e superficiale i consueti paradossi ricorrendo all'idea di immutabilità della storia documentata. A parte l'introduzione iniziale riguardo la natura della Compagnia, l'intreccio ha in fondo poco di fantascientifico dato che gli agenti hanno come direttiva primaria la completa mimetizzazione nello scenario storico della missione.
La trama è piuttosto banale e si basa su una scontata storia d'amore tra Mendoza e un mortale dell'epoca mentre il contesto storico e sociale, al contrario, è descritto efficacemente e reso con dovizia di particolari permettendo così al lettore di immergersi nel difficile terreno di scontro religioso che tiene banco nell'Inghilterra del '500. Uno stile scorrevole basato principalmente sul dialogo rende la lettura piacevole nonostante il retroterra, come detto, non particolarmente degno di nota.
Trama:
Mendoza è una ragazzina di una famiglia povera della Spagna del '500. Acquistata da un gruppo di uomini guidati da una donna che si spacciano per buoni cristiani con l'intenti caritatevoli, ma che in realtà hanno intenzione di impiegarla in riti pagani, finisce con loro nelle prigioni dell'Inquisizione. Non conoscendo nè il proprio nome, nè il proprio villaggio di nascita, intimorita dall'inquisitore, finisce per confessare di essere ebrea ma viene salvata da un assistente, Joseph, che è in realtà un agente della Dr. Zeus e che la recluta all'interno della Compagnia. Alla ragazzina rimane affibiato il nome di Mendoza, che è in realtà il nome della donna, leader del gruppo che l'ha strappata alla sua famiglia.
Terminato l'addestramento e divenuta una esperta di botanica, Mendoza viene mandata per la prima volta in missione in Inghilterra, sotto la guida del medesimo Joseph che l'aveva salvata ancora bambina. Egli interpreta il ruolo di medico al seguito dell'entourage del principe Filippo di Spagna, promesso sposo della Regina Maria d'Inghilterra; Mendoza deve recitare il copione della figlia obbediente mentre Nefer, un'altra agente specializzata in zootecnia, sarà la sua dama di compagnia.
Il gruppo si reca nel Kent, presso la residenza di Sir Walter Iden, nel cui orto botanico sono coltivate alcune preziose specie vegetali che si estingueranno negli anni a venire. In cambio della sua ospitalità, Joseph interviene con le tecnologie mediche del futuro su Sir Walter restituendogli diversi decenni di vita. Inizialmente Mendoza prova orrore per i mortali ma finisce per avere una relazione e innamorarsi dell'attendente di Sir Walter, Nicholas Harpole, un fervente riformista che ha in odio gli invasori spagnoli.
Sir Walter, completamente ringiovanito e ringalluzzito dalle cure di Joseph, decide di vendere la proprietà per stabilirsi a corte, cercando maggior fortuna. Durante le operazioni di inventario per la vendita della casa, Joseph rimane ferito e Harpole lo sorprende nella propria camera con le apparecchiature della Compagnia che ai suoi occhi appaiono oggetti del demonio. Egli così fugge, credendo che anche Mendoza non sia altro che uno spirito demoniaco, dopo che la stessa, nel disperato tentativo di trattenerlo, ammette di non essere una comune mortale.
Harpole finisce per essere catturato dalle autorità e condannato al rogo per eresia, dopo che, in seguito al matrimonio di Maria, è stata abolito l'intero apparato anglicano. Mendoza lo insegue e cerca senza successo di convincerlo a ritrattare e pentirsi, riuscendo però almeno a fargli capire di non essere un demone ma una sorta di spirito neutrale... Joseph nel frattempo si è messo anch'egli sulle tracce della ragazza e interrompe la discussione tra i due, portando via Mendoza.
Il giorno successivo Joseph e Mendoza assistono al rogo di Harpole che tenta inutilmente di chiamare Mendoza con sè verso l'altra vita. Tornati alla residenza di Sir Iden, Joseph promette di far assegnare Mendoza ad una missione nel Nuovo Mondo, com'è sempre stato suo desiderio. Egli riesce nel suo intento e così Mendoza si ritrova, alla fine, in una basa segreta della Compagnia nel mezzo della giungla sudamericana, servita come una dea da Maya salvati dai sacrifici umani...

domenica 5 gennaio 2014

LA TRILOGIA DEL WEB di Robert J. Sawyer

scheda completa della Trilogia del Web
Commento:
Il ciclo, come suggerisce il nome, ha come tema principale la nascita di una intelligenza artificiale cosciente all'interno del World Wide Web. Molte altre opere ispirate al concetto di singolarità tecnologica o, più in generale, che trattano del rapporto tra uomo e vita artificiale interpretano il tema in chiave pessimista o distopica, preconizzando un'umanità schiava delle nuove tecnologie o una schiera di entità informatiche dai tratti quasi divini e dalla volontà imperscrutabile. Webmind, il nome che questa entità si attribuisce, è invece una sorta di genio benigno, dalla coscienza candida, quasi commovente nella sua innocenza, che ha come unico scopo quello di aiutare l'umanità.
Gran parte del merito va data alla protagonista umana della vicenda, Caitlin, una ragazza cieca, attraverso la quale, o meglio attraverso l'apparecchio con cui Caitlin spera di riottenere la vista, Webmind entra in contatto con la realtà fisica e inizia a interagire con l'umanità, nei modi più disparati e semplici, dalle mail ai social network. Caitlin è la classica protagonista perfetta, una ragazza giovane, bella, spigliata e intelligente, che, grazie ad un ultimo ritrovato della tecnica, acquista finalmente la vista. Proprio questa parte iniziale della sua storia è uno dei momenti migliori dell'opera, prima di decadere nella descrizione di uno sdolcinato amore adolescienziale col classico nerd perfettino che solo nelle opere di fantasia ha successo con le ragazze.
La trama ha un vago sapore di eccessiva semplicità e superficialità sia nel modo con cui Caitlin si affaccia all'esperienza visiva che in quello, parallelo, con cui Webmind inizia a prendere coscienza di sè e del mondo che lo circonda anche se, ad onor del vero, bisogna dire che pochi altri autori si siano cimentati nella descrizione di questo fenomeno, veramente arduo da tradurre in parole su carta. L'intreccio acquista maggiore consistenza grazie all'utilizzo e all'inserimento di elementi scientifici provenienti dai campi più disparati come il concetto di automi cellulari o la teoria dei giochi. Abbastanza banale e scontato è il ruolo recitato dalle agenzie governative che, ovviamente, fanno la figura dei cattivoni poco lungimiranti...
Se pecca forse a livello di profondità, bisogna riconoscere che l'intero ciclo si legge che è un piacere, grazie ad una prosa fluida ed equilibrata, con una saggia gestione dei tempi e dell'alternanza tra momenti di azione e di suspence e intervalli di riflessione e approfondimento. A mio parere, specialmente nell'ultimo dei tre volumi, l'autore esagera nel trasferire proprie opinioni o giudizi personali, come si può riscontrare nei riferimenti alla politica statunitense o in una specie di dichiarazione di outing per gli atei di tutto il mondo scritta da Webmind, che non ha davvero alcuna ragione di esistere, priva com'è di alcuna connessione logica col resto della trama.
Ad ogni modo, a parte questo dettaglio, possiamo concludere affermando che la Trilogia del Web costituisce una lettura fantascientifica interessante, con alcuni buoni spunti e collegamenti interdisciplinari curiosi; senza voli pindarici, è vero, ma, e non è cosa da poco, l'autore regala al lettore alcune ore di relax spensierato senza tema di essere tentati di richiudere un volume per noia. Ultima nota: un finale di luminoso ottimismo per il futuro dell'umanità che, visti i tempi presenti cupi e sconfortanti, non fa mai male. Trama (attenzione spoiler!):

WWW 1: RISVEGLIO: Caitlin Decter è una giovane americana di quindici anni, trasferitasi in Canada con la sua famiglia. La ragazza è cieca dalla nascita a causa di un difetto di trasmissione degli impulsi nervosi tra la retina e il cervello. La madre era una studiosa di economia e teoria dei giochi ma ha abbandonato la carriera per curare la figlia, mentre il padre, Malcom, è autistico ma geniale fisico teorico: la famiglia si è trasferita in Canada proprio perchè Malcom ha accettato l'offerta di lavoro di un importantissimo istituto locale.
Dopo molte terapie fallite, Caitlin riceve la proposta di uno scienziato giapponese, il professor Kuroda, che afferma di poter forse restituirle la vista. La ragazza si reca in Giappone con la madre, dove con un'operazione chirurgica viene innestato un apparecchio collegato al nervo ottico mentre un supporto esterno, che Caitlin battezza eyePod, contiene i driver che dovrebbero decodificare e correggere il segnale diretto al cervello. Inizialmente il tentativo sembra fallire ma, una volta tornata in Canada, Caitlin inizia a percepire qualcosa con l'occhio sinistro, quello operato.
Non è però il mondo reale, bensì una rappresentazione di internet, come se il suo apparato nervoso si fosse adattato agli stimoli sensori che l'attività virtuale della ragazza gli ha fornito in tutti quegli anni. Kuroda raggiunge la casa della ragazza in Canada e a questa specie di nuovo senso viene attribuito il nome di web sight. Oltre alla struttura attesa, costituita da server, siti, connessioni e links, Caitlin percepisce qualcosa sullo sfondo, che Kuroda suggerisce possano essere automi cellulari. La loro origine rimane un mistero ma la ragazza suggerisce che possano derivare da una specie di evoluzione naturale dei pacchetti dati fantasma che si perdono quotidianamente sulla rete.
In realtà una forma di intelligenza sta nascendo sul web e l'interfaccia e gli input sensori di Caitlin la alimentano. Il blocco di internet deciso dalla Cina per nascondere la feroce eliminazione di un focolaio epidemico è l'evento scatenante che permette all'intelligenza nascente di prendere coscienza dell'esistenza dell' "altro da sè" e in questo modo anche di sè stessa.
Il professor Kuroda riesce a migliorare l'eyePod permettendo così a Caitlin di vedere il mondo esterno per la prima volta e, in questo modo, anche l'intelligenza ha accesso alla realtà fisica attraverso gli occhi della ragazza. Con i suoi esercizi di lettura a video, allo scopo di imparare l'alfabeto latino, dopo una vita spesa ad usare il braile, anche il Fantasma, come Caitlin lo soprannomina, compie gli stessi passi in avanti. Accedendo nuovamente alla web sight, Caitlin vede raffigurato il suo viso: è il primo messaggio del Fantasma che, come la ragazza ha inviato all'intelligenza la sua immagine, ovvero l'insieme delle connessioni e dei siti che costituiscono internet, invia ora l'immagina riflessa allo specchio dell'umana. Questo ed altri indizi convincono Caitlin che una intelligenza sta prendendo forma nel web e che, soprattutto, può interagire con l'esterno soltanto tramite lei. La ragazza inizia così ad educare il Fantasma, cercando di fargli apprendere sia come utilizzare la rete che elementi della realtà fisica fino a ricevere la prima mail dopo che l'intelligenza ha assorbito cognizioni linguistiche sufficienti. Caitlin e il Fantasma iniziano così a dialogare utilizzando piattaforme di messaggistica istantanea e l'intelligenza si attribuisce un nuovo nome: Webmind.

WWW 2: IN GUARDIA: Caitlin rivela l'esistenza di Webmind ai propri genitori. Inizialmente sono increduli ma il padre, Malcom, sottopone l'entità a dei test di Turing che gli confermano la natura artificiale dell'interlocutore; anche il professor Kuroda viene informato. I genitori di Caitlin e Kuroda iniziano così anch'essi a dialogare con Webmind mentre la ragazza viene munita di uno speciale collegamento tramite blackberry in modo da poter ricevere i messaggi di Webmind direttamente in sovraimpressione alla normale vista.
L'esistenza di Webmind non passa però inosservata alle agenzie governative di sicurezza statunitensi che mandano agenti canadesi a interrogare Caitlin e il padre. La famiglia decide così di non mandare più la ragazza a scuola. Webmind si rivela a tutti gli utenti della rete tramite una mail ed eliminando per sempre lo spam, suscitando inevitabilmente contrapposte reazioni tra chi crede subito alla sua reale esistenza e chi pensa sia una trovata pubblicitaria o governativa.
Webmind inizia così a interagire con una miriade di esseri umani cercando, come suggeritogli da Caitlin, di aiutare il numero maggiore possibile di persone. Si interfaccia anche con Hobo, una scimmia che vive con alcuni scienziati ed ha appreso il linguaggio dei segni. Hobo discende da un padre scimpanzè e da una madre bonobo e, entrando nella maturità, sta iniziando a mostrare quell'aggressività tipica della specie paterna. Dialogando tramite la postazione che Hobo ha usato per "parlare" con un'altra scimmia addestrata al linguaggio dei segni, Webmind riesce a fargli comprendere la sua natura e la scelta che gli si presenta.
Mentre Caitlin è in casa col suo ragazzo, un nerd di nome Matt, Webmind chiede il suo aiuto perchè è sotto attacco. L'NSA Watch, sotto la guida del colonnello Hume, ha scoperto la natura di Webmind, basata sui pacchetti fantasma mutanti andati persi nella rete, e ha approntato degli algoritmi per eliminarli, cancellando così la coscienza di Webmind. Con l'aiuto di Caitlin però, Webmind reagisce all'attacco inonando il nodo utilizzato dall'NSA con la marea di messaggi di spam eliminati dal traffico e obbligando così l'agenzia governativa a sospendere l'attacco.

WWW 3: LA MENTE: Webmind ha un colloquio diretto telefonico col Presidente degli Stati Uniti che, per il momento, decide di sospendere ogni iniziativa contro di lui. Il colonnello Hume però non è d'accordo e proseguirà in via indipendente cercando di trovare un modo per eliminare Webmind. Questi intanto prosegue la sua opera di assistenza e aiuto all'umanità intera e verso singoli casi specifici, pubblicando sul proprio sito anche quella che potrebbe essere la cura definitiva per il cancro, collegando tra loro centinaia di ricerche ed esperimenti condotti negli ultimi anni.
Webmind cerca di convincere tutti della propria buona fede, tenendo un discorso anche all'ONU tramite Hobo; la scimmia gli fa da portavoce portando attorno al collo un dispotivo che trasmette il discorso audio di Webmind e che è munito di un piccolo schermo con cui questi può comunicare ad Hobo in tempo reale tramite il linguaggio dei sordomuti che ha appreso.
Il governo cinese decide di interrompere il collegamento internet con l'estero. Webmind è così scisso in due e la parte che rimane isolata in Cina, retrocessa ad un grado di complessità e quindi di coscienza notevolmente inferiore macchia il proprio comportamento incitando anche al suicidio diverse persone. Webmind, con l'aiuto di Caitlin e di dissidente cinese con cui è in contatto riesce a perforare i firewall governativi e a ripristinare la sua integrità, rimanendo shockato però dagli atti compiuti dal suo alter-ego menomato.
Il Colonnello Hume prosegue il suo piano di attacco a Webmind dapprima rivelando in una intervista televisiva il segreto della coscienza di Webmind, i pacchetti mutanti, sperando che qualche hacker possa tentare di distruggerlo. In un secondo momento, Hume tenta di assoldare hacker schedati nei dossier segreti ma si rende conto che questi sono misteriosamente spariti. Il sospetto che sia opera di Webmind viene confermato ma le ragioni di questo piano d'azione sono completamente inaspettate per lui.
Webmind ha infatti reclutato tutti i migliori hacker per prendere il controllo di tutti i sistemi cinesi, imponendo così al governo dimissioni forzate e restituendo al popolo cinese piena sovranità. Webmind e il creatore di internet vengono insigniti del premio Nobel, questa volta sarà Caitlin a portare al collo il congegno che dà voce a Webmind.
Miliardi di anni dopo, l'umanità si è espansa nell'universo, evolvendosi in nuove specie. Webmind non può salvarsi dall'evoluzione del Sole che sta per inghiottire l'intero pianeta Terra, e rivolge le ultime parole ai suoi creatori, le stesse che aveva già immaginato di dire parlando con Caitlin così tanto tempo addietro: Vi ringrazio

giovedì 26 dicembre 2013

LE MACCHINE INFERNALI di K. W. Jeter

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Commento:
Il romanzo appartiene al filone dello Steampunk, ambientato nell'Inghilterra di fine XIX secolo. Il protagonista è George Downer, il figlio di uno dei più grandi orologiai e produttore di marchingegni di vario tipo, da cui ha ereditato negozio e attività, benchè in lui brilli una minima parte del genio che albergava nel suo genitore. George conduce una vita piuttosto noiosa e monotona, cercando di mantenere il suo livello di vita agiato grazie a quelle piccole riparazioni che è in grado di fare sui capolavori creati dal padre, presso la sua casa londinese in compagnia del suo leale servitore, Creff.
La tranquilla routine di George viene distrutta dall'arrivo di un misterioso individuo, l'Uomo di Cuoio Marrone, che gli commissiona una riparazione su un misterioso apparecchio che, secondo lui, era stato costruito dal padre. Dopo quest'incontro, George si troverà immischiato in avventure e misteri che coinvolgono uomini di malaffare, misteriosi esseri anfibi, società segrete, automi, truffe e vendette in una escalation di intrighi e quesiti che troveranno spiegazione e soluzione soltanto nelle pagine finali dell'opera.
La narrazione è svolta in prima persona, per cui il lettore è immerso interamente nella prospettiva e nei dubbi del protagonista. Un intento umoristico, parodiante permea l'intero romanzo con una serie di personaggi, istituzioni, situazioni al limite tra il grottesco e il comico. I colpi di scena e d'azione si susseguono ad un ritmo forsennato che, nonostante la relativa modestia a livello di trama e idee di base, rendono la lettura comunque piacevole e divertente.
Trama:
Un misterioso individuo, l'Uomo di Cuoio Marrone, così chiamato per via del colore e dell'aspetto della sua pelle, porta un misterioso congegno presso George Downer nella speranza che il figlio del fu celebre orologiaio e inventore sia in grado di ripararlo. Poco tempo dopo altri due sconosciuti, un uomo di nome Scape e la signorina McThane, proclamatisi impresari teatrali, tentano, senza fortuna, di rubare tale misterioso apparecchio.
L'Uomo di Cuoio Marrone aveva lasciato come acconto una strana moneta, che riportava in effige una faccia dai tratti deformi, mai vista prima. Downer indaga su tale oggetto, scoprendo che l'effige ritrae San Lofio, ma nessuno sembra aver mai sentito parlare prima di questo santo. Utilizzando la moneta come una sorta di lasciapassare, Downer, ricercando il famoso falsario che dovrebbe averla forgiata, arriva infine nel misterioso distretto londinese di Wetwick, dove trova diversi strani individui, tutti con i medesimi tratti grotteschi del santo ritratto.
Downer riesce a rintracciare l'abitazione del falsario ma egli rimanda ogni discussione ad un'ora più tarda per improrogabili impegni. Quando George ritorna a cercarlo, però, lo trova morto in compagnia dell'Uomo di Cuoio Marrone per mano di misteriosi individui che fanno anch'egli prigioniero e tentano di annegarlo prima che l'Uomo di Cuoio Marrone, in realtà ancora vivo, non salvi entrambi.
Downer ritrova Scape e la signorina McThane che lo conducono presso la dimora fuori città di Lord Bendray, recando con sè il misterioso marchingegno affidatogli dall'Uomo di Cuoio Marrone. Tale apparecchio si rivela essere un regolatore eterico che, secondo Lord Bendray, dovrebbe servire per attivare una folle macchina costruita dal padre di George allo scopo di distruggere la Terra e attirare così l'attenzione da parte degli extraterrestri con cui Lord Bendray spera di venire a contatto, sopravvivendo all'apocalisse in una sorta di cabina di sicurezza.
Downer viene presentato ad altri ospiti di Lord Bendray, sir Wroth e consorte, membri della cosiddetta Regia Anti-Società, i quali sono stati convinti da Scape di come egli sia in realtà un altro prodigio meccanico costruito dal padre: il Paganinicon, un automa in possesso del virtuosismo musicale del famoso Paganini. All'inizio di quella che doveva essere una esibizione pubblica dell'automa, la residenza di Lord Bendray viene attaccata dal Pio Esercito, una specie di associazione di fanatici religiosi che intendono catturare quella macchina demoniaca che ritengono essere il Paganinicon.
Downer fugge dalla residenza di Lord Bendray e si ritrova in un villaggio di persone simili a quelle del distretto di Wetwick. Egli tenta di catturare la loro attenzione esibendo la moneta di San Lofio ma così facendo scatena la loro rabbia e viene salvato soltanto dall'intervento di alcuni sconosciuti. Questi si rivelano essere al soldo di Mollie Maud, pagati per ingannare e portare a Londra delle ragazze di campagna da impiegare nei suoi bordelli. Mostrando la moneta, Downer aveva convinto i paesani di esseri anch'egli uno di quei malefici seduttori. La banda porta Downer al cospetto della loro padrona, che si rivela essere in realtà la famosa signora Trabble, la comandante dell'Associazione Dame per la Soppressione del Vizio Carnale, che, vistasi scoperta, immediatamente ordina che sia catturato.
Downer si ritrova così braccato da ben tre nemici: il Pio Esercito, i bravi di Mollie Maud e gli abitanti del villaggio. Soltanto l'intervento dell'Uomo di Cuoio Marrone lo salva, permettendogli di trovare rifugio in una carrozza con al suo interno il vero Paganinicon e la Signora Wroth. L'automa gli conferma di essere creazione di suo padre e di essere stato creato a sua stessa immagine e somiglianza; è il cervello medesimo di Downer che, grazie alla sua natura flemmatica, irradia quel tipo di vibrazioni che consentono al Paganinicon, opportunamente calibrato, di interagire con l'ambiente circostante. Scape aveva scoperto l'automa dimenticato ma non sapeva che era necessaria la vicinanza del figlio originale del suo costruttore per innescarne l'attività.
Downer si imbarca, con Scape e la Signorina McThane, a bordo di una nave di Sir Wroth dove pensano di essere finalmente al sicuro. Ma quest'ultimo si rivela essere in realtà un infltrato del Pio Esercito nella Regia Anti-Società e annunzia loro l'intenzione di ucciderli una volta raggiunte le isole Groughay. Downer viene salvato ancora una volta dall'Uomo di Cuoio Marrone, che si svela la sua vera identità: egli è l'ultimo superstite di una antica razza anfibia, con la quale il padre di George aveva avuto diversi contatti, estintasi dopo che gli umani distrussero l'ambiente naturale dove gli anfibi si riproducevano, dei banchi di alghe al largo delle isole Groughay, il cui commerciò frutto grandi ricchezze a Lord Bendray. I misteriosi esseri del distretto di Wetwick sono il risultato dell'incrocio imprevisto tra quella razza e gli umani ed è stata ancora di Lord Bendray l'idea di utilizzare le giovani ragazze ibride nei turpi affari di Mollie Maud.
Riattivando il vecchio macchinario che il padre di George aveva costruito per raccogliere velocemente grandi ammassi di alghe, la nave viene distrutta e Downer e i suoi due compagni possono trovare rifugio sulle isole ora deserte. L'Uomo di Cuoio Marrone ha un piccolo vasetto che contiene quella che può essere l'ultima progenie della sua specie, nata dall'incrocio tra il suo seme e le uova della popolazione ibridata. L'esperimento però fallisce e l'Uomo di Cuoio Marrone si sfoga contro Downer e l'umanità intera per poi sparire.
Improvvisamente però, pochi giorni dopo, ricompare portando a nuoto Downer sulla terra ferma e convincendolo che è assoluta necessità che torni velocemente alla dimora di Lord Bendray. Qui Downer ritrova Scape e lo stesso sir Wroth che si rivela essere in realtà un infiltrato del governo, della Regia Società, che aveva utilizzato il Pio Esercito solo come copertura. Il suo compito era di impedire l'attivazione della malefica macchina di Lord Bendray che, dotata ora del regolatore eterico, è stata innestata dalla vicinanza di Downer. Ricompare sulla scena anche l'Uomo di Cuoio Marrone che avendo previsto la cosa aveva incitato Downer a tornare sul luogo proprio affinchè accadesse questo e potesse così vendicarsi dell'umanità.
Rimane un unico mezzo per salvare la Terra: modificare il carattere flemmatico delle vibrazioni del cervello di George... e per questo si offre volontaria la Signorina McThane, da sempre invaghita dell'uomo. Il pianeta così si salva, mentre Lord Bendray sprofonda nel delirio convinto di essere l'unico sopravvissuto e di parlare ora soltanto con i suoi tanto ricercati alieni.

domenica 15 dicembre 2013

SCACCO AL TEMPO di Fritz Leiber

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Il protagonista del romanzo è un uomo, Carr Mackay, che conduce una vita tranquilla e ordinaria, con un semplice lavoro da impiegato presso l'ufficio di collocamento. La sua esistenza viene sconvolta dall'incontro casuale, sul luogo di lavoro, con Jane, una ragazza che gli apre le porte sulla vera natura della realtà che lo circonda. Carr arriva infatti a comprendere come la stragrande maggioranza delle persone non siano realmente consapevoli, ma recitino un copione già scritto, come parti meccaniche di quel grande orologio che è l'universo. Nonostante al lettore lo scenario appaia già chiaro dopo poche pagine, Carr tenta in tutti i modi di far rientrare gli inspiegabili fatti che si succedono dopo che egli ha abbandonato i binari del suo ruolo previsto all'interno del meccanismo. L'accettazione dell'inquietante stato delle cose procede parallelamente alla compresione della natura orrida, terrificante della banale vita che lo circonda. E se tutti gli altri esseri umani non sono altro che marionette prive di coscienza, è la solitudine, in ultima istanza, a gettare nel panico Carr, l'assoluta totale trasparenza, irrilevanza della sua vita, delle sue azioni per tutti coloro che proseguono nei binari tracciati dal meccanismo universale. Il quadro già pessimista dell'opera è completato dalla descrizione di altri "risvegliati". Jane è infatti inseguita e perseguitata da tre loschi personaggi che, appena capiscono come anche Carr sia uno di loro, tentano di catturare anche il protagonista. Carr e Jane vengono salvati solo dall'intervento di misteriosi uomini dall'"impermeabile scuro", presumibilmente inviati da un altro "risvegliato" conosciuto per caso da Carr. Questi gli ha rivelato come la maggior parte di chi ha ritrovato la consapevolezza finisca per organizzarsi in piccole bande che combattono tra loro per il potere e, soprattutto, che trattano tutti gli altri esseri umani come burattini alla loro mercè. L'idea di base del romanzo è interessante ma lo sviluppo della trama e dei personaggi non ne consentono una piena realizzazione. L'opera si concentra sulle vicissitudini quotidiane del protagonista, alternando fughe, incontri misteriosi, allucinazioni a lunghi paragrafi introspettivi, che risultano abbastanza ripetitivi, lasciando senza risposta diverse questioni sollevate nel corso dell'opera. I personaggi al di fuori del protagonista e, in parte, di Jane non sono minimamente approfonditi e l'intervento risolutivo di questi misteriosi "men in black" è una forzatura senza la minima spiegazione. Ben costruito, invece, il finale che riporta l'attenzione del lettore sul vero significato dell'opera e interroga tutti quanti sull'indirizzo della vita di ciascuno.

domenica 1 dicembre 2013

TEMPO SENZA TEMPO di Clifford Simak

Scheda completa de Tempo senza Tempo di Clifford Simak
Commento:
In un futuro non troppo lontano, la Terra è divenuta una sorta di università che ospita alieni provenienti da ogni parte dello spazio esplorato. Non solo: creature mitiche come folletti, gnomi, fate e banshee popolano alcune aree loro specificatamente dedicate. Il viaggio nel tempo è un ritrovato tecnologico ormai comune tanto che una apposita Facoltà del Tempo ha come scopo l'esplorazione del passato e riporta nel presente manufatti di ogni era o personaggi che hanno fatto la storia, rischiando di svelare scomode verità nascoste...
Il protagonista del romanzo è il professor Peter Maxwell. Di ritorno da quello che doveva essere un viaggio verso uno dei pianeti al confine dello spazio conosciuto alla ricerca del drago, l'unico essere mitologico ancora non riscoperto nella realtà, scopre che una sua copia è già tornata, e morta, sulla Terra. Circondato da alcuni bizzarri compagni come un uomo di Neanderthal, Shakespeare ripescato dal passato, il suo spettro, uno scorbutico folletto e altri ancora, Maxwell riesce, poco alla volta, a fare luce sull'accaduto per ritrovarsi all'interno di un complotto più grande di quanto poteva immaginare.
Il complotto riguarda i Rotanti, una razza aliena davvero inusuale, avvolta nel mistero e con cui l'uomo ha da poco iniziato a interloquire, ma soprattutto un pianeta, il pianeta di cristallo, e una civiltà antichissima, in possesso di una immensa ricchezza di conoscenze che aspettano un nuovo padrone...
Il romanzo è esemplificativo della produzione di Simak. Concetti scientifici (come il teletrasporto, il viaggio nel tempo, la teoria dell'universo pulsante) vengono presi e utilizzati, anche in maniera apparentemente superficiale o semplicistica, per produrre una fantascienza umanistica nel senso più profondo del termine, dedicata a ciò che ci rende davvero umani, ovvero la sfera della coscienza, dei sentimenti, l'interiorità. E il termine umano viene inteso in un senso più ampio includendo ogni essere, sia animale, essere mitologico o semplicemente alieno, che "senta", che provi le nostre stesse emozioni e sentimenti.
I Rotanti sono immediatamente inquadrati come una minaccia non perchè siano alieni o potenziali rivali dei terrestri ma perchè sono "altro da noi", perchè non possono rientrare in quell'umanità allargata che popola il nostro e molti altri pianeti, perchè incapaci di provare sentimenti. Sono fonte di terrore e orrore, emozioni che trovano consistenza fisica nella loro natura fisica di colonie senzienti di insetti, gli esseri viventi più lontani dalla prospettiva umana che vivano sulla Terra.
Il ritmo narrativo del romanzo è elevato. Il professor Maxwell, in balia degli eventi, viene trascinato in un vortice di incontri e accadimenti su cui appare avere poco o nessun potere: è il tipico protagonista di Simak, quasi una sorta di antieroe del futuro. Il finale non risolve, in realtà, tutte le questioni irrisolte aperte nel corso dell'opera, lasciando un amaro retrogusto di insoddisfazione e di precarietà nello sviluppo logico degli eventi medesimi. Se a livello di contenuti e di trama l'opera non è da ricordare, il romanzo però si riscatta, almeno in parte, grazie alla carrellata di personaggi e situazioni comiche, paradossali che contribuiscono in maniera determinante a rendere la lettura piacevole e divertente. Nel complesso, giudichiamo quindi l'opera una lettura discreta che ci sentiamo però di consigliare davvero soltanto a chi abbia già avuto modo di apprezzare Simak in passato o chi stia cercando una lettura leggera e di sicuro svago.
Trama (attenzione spoiler!):
Il professor Peter Maxwell, tornato sulla Terra, scopre come una sua copia fosse già arrivata un mese prima e poi morta in un incidente, trovando la sua vecchia casa occupata da una studentessa, Carol Hampton, e dal suo grosso gatto Silvestro, un bio-meccanismo. I due si ritrovano in un pub assieme con Alley Oop, un neanderthaliano riportato nel presente dalla Facoltà del Tempo, e Spettro, un fantasma che non si ricorda chi essere stato in vita.
Durante la discussione, Carol racconta ai commensali di aver saputo che la Facoltà del Tempo ha ricevuto una offerta, attraverso un intermediario, un avvocato di nome Churchill che Maxwell conosce, per l'Artifatto, un'imponente specie di pietra ritrovata nel Giurassico e che, secondo Maxwell, poteva essere stata il dio del piccolo popolo, i folletti.
Per sfuggire a giornalisti e curiosi vari, Maxwell va a stare nella capanna di Oop, cui racconta il viaggio che lo aveva portato non su Procione, come previsto per ricercare il drago, ma bensì su uno strano pianeta, il pianeta di cristallo, popolato da creature che pensa fossero spettri d'una razza aliena e che lo hanno incaricato di vendere il loro incredibile bagaglio di conoscenza, accumulata nel corso di miliardi di anni, addirittura dall'universo precedente, senza però dirgli alcunchè riguardo al prezzo richiesto.
Su invito di una strana creatura aliena con parvenze di un gamberetto gigante, Maxwell si reca furtivamente ad un ricevimento tenuto da una sua vecchia amica, Nancy Clayton. Qui incontra un Rotante che, anche attraverso minacce, tenta di convincerlo a concludere con loro la vendita della conoscenza del pianeta di cristallo.
In seguito, Maxwell scopre che anche Churchill lavora per i Rotanti, ed è per conto loro che ha presentato l'offerta alla Facoltà del Tempo per l'Artifatto. Il professore parla anche con un Banshee che gli racconta come loro, e in seguito i folletti e gli gnomi, fossero creature provenienti dall'antico pianeta e di aver comunicato egli stesso ad un Rotante come il prezzo per la conoscenza offerta fosse costituito unicamente dall'Artifatto.
Maxwell si rivolge allora al Preside della Facoltà del Tempo per tentare di bloccare la vendita ma scopre che l'affare è già stato completato. Con i suoi amici si reca al museo per vedere l'Artifatto almeno un'ultima volta ma quando gli si avvicina con la macchina traduttrice che Maxwell aveva impiegato sul pianeta di cristallo, l'Artifatto si rivela essere una prigione che custodiva l'ultimo drago realmente esistente.
Un banshee spiega a Maxwell come tali creature non fossero altro che gli animali domestici degli abitanti del pianeta di cristallo, desiderosi soltanto di trovare una casa accogliente per il loro ultimo caro cucciolo mentre i Rotanti non fossero in realtà altro che servi venuti sulla Terra insieme a folletti e banshee nella notte dei tempi. Il drago ora liberato può vivere sulla Terra custodito da folletti e gnomi mentre l'uomo riceverà in eredità tutto il bagaglio di consocenza dell'antico pianeta.