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L'Antologia contiene due romanzi brevi e alcuni racconti ambientati nell'universo narrativo del romanzo Il Fiume degli Dei. Le vicende sono ambientate nell'India del XXI secolo, "balcanizzata", divisa in più stati indipendenti, talvolta in lotta fra loro anche a causa di problemi climatici: lo scioglimento dei ghiacciai dell'Himalaya per esempio esacerba la siccità, scatendando guerre per il controllo delle risorse idriche.
L'India del futuro immaginata dall'autore è un paese in cui le tradizioni millenarie riprendono forma e rivivono sotto le sembianze dei più moderni ritrovati tecnologici, dove il ruolo degli dei è recitato dalle Intelligenze Artificiali, che vi trovano un porto franco per la loro evoluzione, sfuggendo ai controlli sempre più stringenti voluti dagli Stati Uniti per evitare l'inevitabile: la nascita di AI di terza generazione, dall'intelligenza pari o superiore a quella dell'uomo.
Le due novelle La Piccola Dea e Vishnu e il Circo dei Gatti costituiscono l'architrave della narrazione, mentre i racconti brevi si focalizzano su qualche aspetto particolare. Ad esempio il divertente Un Buon Partito pone l'attenzione sull'industria matrimoniale sorta dalla grave sproporzione tra uomini e donne dovuta ad anni di aborto selettivo a danni delle seconde.
L'Antologia è consigliata ad ogni appassionato di Intelligenze Artificiali o in generale di opere che ritraggono possibili traiettorie evolutive della natura e della società umana. In particolare, ovviamente, coloro che hanno già apprezzato Il Fiume degli Dei, la cui lettura non costituisce comunque un prerequisito necessario, non dovrebbero lasciarsela scappare.
domenica 2 aprile 2023
sabato 25 marzo 2023
COSI' SI PERDE LA GUERRA DEL TEMPO di Amar El-Mohtar & Max Gladstone
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La Novella ripropone un classico tema, quello dei viaggi nel tempo e delle possibili infinite realtà alternative che ne derivano, con due protagoniste, Rossa e Blu, che si rincorrono nel tempo, risalendo le sue ciocche ovvero lo svolgersi dagli eventi a partire da dei nodi principali. Entrambe sono le inviate di due imperi del futuro, che sembrano originari di due linee del tempo alternative e quindi in perenne lotta per assicurarsi l'esistenza a danno del nemico. Il dualismo che viene proposto è archetipico: Rossa è inviata dall'Agenzia, una società ipertecnologica e meccanicista, mentre Blu fa parte del Giardino, un mondo in cui l'uomo sembra essere entrato in simbiosi con la natura.
Rossa e Blu un po' per caso iniziano a scambiarsi lettere, lasciando i propri scritti nei luoghi più impensabili (all'interno di esseri viventi o nella lava di un vulcano per esempio) in modo che siano ritrovati solo dall'altra. Le due donne attraversano migliaia anni di storia, partecipano agli eventi più disparati ad esempio agevolando o ostacolando la distruzione di Atlantide o la nascita dell'impero di Genghis Khan, seguendo le direttive della propria fazione nel tentativo di plasmare il tempo dalla propria parte. La corrispondenza tra le due si trasforma poco a poco da una disfida personale ad una amicizia sempre più intima fino ad un rapporto amoroso.
Le origini, l'evoluzione del conflitto, la natura stessa dell'Agenzia o del Giardino sono misteri lasciati irrisolti. Anche gli interventi di Rossa o Blu nella storia sono nebulosi; gli unici dettagli che abbiamo, infatti, sono contenuti nelle lettere che le due si scambiano e che inevitabilmente si concentrano su altro, lasciando soltanto pochi indizi, anzi meglio dire suggestioni, al lettore su cosa sia davvero successo. Per la maggior parte dell'opera, in estrema sintesi, non accade nulla; ci troviamo di fronte solo ad una corrispondenza che, se all'inizio sarcastica e quasi divertente, vira gradatamente verso uno smielato abbastanza pedante. Soltanto il finale restituisce un po' di brio narrativo seppur impiegando un classico espediente/paradosso dei viaggi nel tempo.
Concludendo, ci troviamo di fronte ad un'opera che seppur con qualche discreta idea di base, ma non originale, difetta nell'usarle in un intreccio sensato, lasciando posto ad una narrazione basata soltanto su sensazioni, allusioni e poco altro, totalmente centrata sull'interiorità dei protagonisti in una evoluzione di sentimenti che tra l'altro troviamo difficilmente sostenibile o motivata...
La Novella ripropone un classico tema, quello dei viaggi nel tempo e delle possibili infinite realtà alternative che ne derivano, con due protagoniste, Rossa e Blu, che si rincorrono nel tempo, risalendo le sue ciocche ovvero lo svolgersi dagli eventi a partire da dei nodi principali. Entrambe sono le inviate di due imperi del futuro, che sembrano originari di due linee del tempo alternative e quindi in perenne lotta per assicurarsi l'esistenza a danno del nemico. Il dualismo che viene proposto è archetipico: Rossa è inviata dall'Agenzia, una società ipertecnologica e meccanicista, mentre Blu fa parte del Giardino, un mondo in cui l'uomo sembra essere entrato in simbiosi con la natura.
Rossa e Blu un po' per caso iniziano a scambiarsi lettere, lasciando i propri scritti nei luoghi più impensabili (all'interno di esseri viventi o nella lava di un vulcano per esempio) in modo che siano ritrovati solo dall'altra. Le due donne attraversano migliaia anni di storia, partecipano agli eventi più disparati ad esempio agevolando o ostacolando la distruzione di Atlantide o la nascita dell'impero di Genghis Khan, seguendo le direttive della propria fazione nel tentativo di plasmare il tempo dalla propria parte. La corrispondenza tra le due si trasforma poco a poco da una disfida personale ad una amicizia sempre più intima fino ad un rapporto amoroso.
Le origini, l'evoluzione del conflitto, la natura stessa dell'Agenzia o del Giardino sono misteri lasciati irrisolti. Anche gli interventi di Rossa o Blu nella storia sono nebulosi; gli unici dettagli che abbiamo, infatti, sono contenuti nelle lettere che le due si scambiano e che inevitabilmente si concentrano su altro, lasciando soltanto pochi indizi, anzi meglio dire suggestioni, al lettore su cosa sia davvero successo. Per la maggior parte dell'opera, in estrema sintesi, non accade nulla; ci troviamo di fronte solo ad una corrispondenza che, se all'inizio sarcastica e quasi divertente, vira gradatamente verso uno smielato abbastanza pedante. Soltanto il finale restituisce un po' di brio narrativo seppur impiegando un classico espediente/paradosso dei viaggi nel tempo.
Concludendo, ci troviamo di fronte ad un'opera che seppur con qualche discreta idea di base, ma non originale, difetta nell'usarle in un intreccio sensato, lasciando posto ad una narrazione basata soltanto su sensazioni, allusioni e poco altro, totalmente centrata sull'interiorità dei protagonisti in una evoluzione di sentimenti che tra l'altro troviamo difficilmente sostenibile o motivata...
domenica 12 febbraio 2023
A POCHI PASSI DAL SOLE di Walter Tevis
Il romanzo è ambientato nella seconda metà del XXI secolo, in un mondo in cui soprattutto l'Occidente è precipitato in una piena decrescita dovuta alla crisi energetica e alla concomitante crisi demografica, dovuta all'invenzione di un perfetto anticoncezionale che permette alle donne di decidere come e quando essere fertili con due semplici pillole. Gli Stati Uniti sono stati ormai sorpassati dalla Cina, ancora nominalmente comunista, e mantengono il primato soltanto nell'industria dei televisori. Legno, carbone, forza motrice animale hanno rimpiazzato il petrolio, ormai monopolio quasi esclusivo dei militari, con il freddo che è tornato ad essere un nemico quotidiano e letale.
Il protagonista è un classico self made man americano di successo di nome Benjamin Belson. Dopo aver fatto una immensa fortuna con il mercato del carbone e varie speculazioni finanziarie, Belson decide di cercare l'uranio nel cosmo, dove anni prima diverse spedizioni avevano già fallito. A bordo della Isabel, dal nome della donna di cui è innamorato, Belson visiterà due pianeti. Sul primo, cui dà il proprio nome, non si trova uranio ma una pianta locale che costituisce un perfetto antidolorifico, cui verrà dato il nome di Endolina; sul secondo pianeta, invece, Belson troverà enormi giacimenti di uranile, una fonte di energia non radioattiva. Una volta tornato sulla Terra, sia per sete di gloria che per un sincero desiderio di rimettere in moto gli Stati Uniti e l'umanità intera, Belson dovrà però faticare e combattere per poter fare uso dell'uranio trasportato a bordo della Isabel.
La trama e il personaggio richiamano quasi un'opera della Golden Age della fantascienza, con un intreccio semplice basato sulla pura gioia dell'esplorazione, dell'avventura e della scoperta, privo di complessità. A peggiorare il risultato finale, purtroppo, intervengono lunghissimi flack back della vita di Belson e descrizioni delle turbe psicologiche dovute all'infelice rapporto con i genitori e della sofferenza legata al periodo di impotenza che ha minacciato di distruggere il rapporto con l'amata Isabel. Dobbiamo dire che l'insistenza su questo secondo tema risulta davvero pesante e incomprensibile, con il serio rischio, quando si è ancora nella fase iniziale, di scoraggiare più di un lettore dal proseguire col resto dell'opera.
Con l'avvertenza appena descritta, l'opera è comunque godibile; il romanzo si legge tutto d'un fiato nonostante qualche assurdità sparsa qua e là come la descrizione da ninfomani assatanate di un circolo di dirigenti del partito comunista cinese... Insomma, una lettura leggera, che magari consigliamo ai fan dell'autore.
Il protagonista è un classico self made man americano di successo di nome Benjamin Belson. Dopo aver fatto una immensa fortuna con il mercato del carbone e varie speculazioni finanziarie, Belson decide di cercare l'uranio nel cosmo, dove anni prima diverse spedizioni avevano già fallito. A bordo della Isabel, dal nome della donna di cui è innamorato, Belson visiterà due pianeti. Sul primo, cui dà il proprio nome, non si trova uranio ma una pianta locale che costituisce un perfetto antidolorifico, cui verrà dato il nome di Endolina; sul secondo pianeta, invece, Belson troverà enormi giacimenti di uranile, una fonte di energia non radioattiva. Una volta tornato sulla Terra, sia per sete di gloria che per un sincero desiderio di rimettere in moto gli Stati Uniti e l'umanità intera, Belson dovrà però faticare e combattere per poter fare uso dell'uranio trasportato a bordo della Isabel.
La trama e il personaggio richiamano quasi un'opera della Golden Age della fantascienza, con un intreccio semplice basato sulla pura gioia dell'esplorazione, dell'avventura e della scoperta, privo di complessità. A peggiorare il risultato finale, purtroppo, intervengono lunghissimi flack back della vita di Belson e descrizioni delle turbe psicologiche dovute all'infelice rapporto con i genitori e della sofferenza legata al periodo di impotenza che ha minacciato di distruggere il rapporto con l'amata Isabel. Dobbiamo dire che l'insistenza su questo secondo tema risulta davvero pesante e incomprensibile, con il serio rischio, quando si è ancora nella fase iniziale, di scoraggiare più di un lettore dal proseguire col resto dell'opera.
Con l'avvertenza appena descritta, l'opera è comunque godibile; il romanzo si legge tutto d'un fiato nonostante qualche assurdità sparsa qua e là come la descrizione da ninfomani assatanate di un circolo di dirigenti del partito comunista cinese... Insomma, una lettura leggera, che magari consigliamo ai fan dell'autore.
sabato 31 dicembre 2022
Antologia NEL MIGLIORE DEI MONDI
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L'antologia raccoglie alcuni racconti di Philip Klass, noto con lo pseudinimo di William Tenn. Le opere spaziano su vari temi, trattati nella maggior parte dei casi con una vena umoristica. Raccomandiamo in particolare La Liberazione della Terra, una sarcastica rappresentazione della periodica "Liberazione" del pianeta conteso tra due razze aliene.
L'antologia raccoglie alcuni racconti di Philip Klass, noto con lo pseudinimo di William Tenn. Le opere spaziano su vari temi, trattati nella maggior parte dei casi con una vena umoristica. Raccomandiamo in particolare La Liberazione della Terra, una sarcastica rappresentazione della periodica "Liberazione" del pianeta conteso tra due razze aliene.
martedì 27 dicembre 2022
I FIGLI DI SATURNO di Charles Stross
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Il romanzo è ambientato nel XXIII secolo. L'umanità è estinta, rimpiazzata dai robot. Alcuni di essi hanno ancora vestigia umanoidi, altri hanno invece corpi perfettamente adattati ai requisiti funzionali per cui erano stati disegnati; quello che tutti i robot hanno in comune è un codice comportamentale che richiama le leggi della robotica di Asimoviana memoria. Gli umani sono estinti ma l'impronta dei "Creatori" è ancora fortemente impressa nella società robotica che, ironicamente, si è evoluta riprendendo ed esacerbando i lati peggiori di quella umana. Un gruppo ristretto di roboto, i cosiddetti aristo, hanno ottenuto la proprietà o il controllo delle corporation create dall'uomo e con questo il possesso della maggior parte dei loro simili, ridotti allo stato di servaggio e costretti all'obbedienza tramite degli appositi chip di asservimento.
Pochi sono i robot che combattono per mantenersi liberi. Tra essi vi è la protagonista, Freya, un modello di robot dalle sembianze femminili creato per il piacere sessuale. Freya non è unica ma è solo uno dei molti esemplari creati, "clonati" diremmo se parlassimo di esseri umani, dal prototipo madre, la cosiddetta matriarca (che si scoprirà alla fine essere ancora in vita). Freya e le sue "sorelle" si mantengono costantemente in contatto per assicurarsi reciproco aiuto e consiglio, seppur ciascuna di esse abbia maturato con le proprie singole esperienze un carattere e dei tratti comporamentali distintivi. Le memorie di ogni robot vengono registrate nel proprio chip dell'anima che può essere condiviso per mettere in comune conoscenze, esperienze, ricordi: Freya custodisce gelosamente i chip di diverse sue "sorelle" morte.
Per sfuggire alla vendetta di una aristo, Freya è obbligata ad accettare un lavoro da corriere che la trascinerà all'interno di faide e lotte per il potere che attraversano l'intero sistema solare. L'intera trama è incentrata sulla possibilità della creazione in vitro di un Creatore, un essere umano, che renderebbe il gruppo di robot che lo controlla sostanzialmente onnipotente dato che ogni altro robot sarebbe intimamente condizionato ad obbedirgli. Esperimenti sulla poltiglia rosa, così è soprannominata la materia organica animale, sembrano essere formalmente vietati e una forza di polizia è finanche incaricata di contrastarli ma nei pianetoidi della fascia di Kuiper esperimenti illegali sono all'ordine del giorno.
La trama ha la velocità e il ritmo di una spy story, con continui cambi di prospettiva e colpi di scena. La complessità della vicenda è aumentata dal fatto di avere più robot appartenenti allo stesso progenitore (come nel caso della stessa Freya): ciascun "individuo" agisce in maniera più o meno autonoma ma spesso non è davvero chiaro agli altri personaggi ma neanche al lettore quale esponente della "famiglia" si abbia davvero di fronte, il che alla lunga risulta frustrante. Nel corso della vicenda, Freya apprenderà numerose verità nascoste riguardo alla sua esistenza e alla natura stessa della serie di robot cui appartiene; se fosse un personaggio umano parleremmo forse di un percorso di "ricerca interiore".
A lato di qualche problematicità a livello di intreccio, l'autore costruisce un modello interessante di società robotica priva dell'elemento umano. Ben riuscite sono le ambientazioni dei viaggi spaziali come delle diverse località toccate nel sistema solare, dai pianeti interni fino ai planetoidi all'estremo limite esterno. Il tutto è condito da elementi quasi comici dovuti alla natura funzionale del modello Freya e all'interazione sessuale tra robot, che si prestano come un perfetto diversivo riuscendo a strappare al lettore qualche sorriso divertito.
In conclusione, una buona lettura, che ovviamente consigliamo agli appassionati di fantascienza robotica, ma non solo.
Il romanzo è ambientato nel XXIII secolo. L'umanità è estinta, rimpiazzata dai robot. Alcuni di essi hanno ancora vestigia umanoidi, altri hanno invece corpi perfettamente adattati ai requisiti funzionali per cui erano stati disegnati; quello che tutti i robot hanno in comune è un codice comportamentale che richiama le leggi della robotica di Asimoviana memoria. Gli umani sono estinti ma l'impronta dei "Creatori" è ancora fortemente impressa nella società robotica che, ironicamente, si è evoluta riprendendo ed esacerbando i lati peggiori di quella umana. Un gruppo ristretto di roboto, i cosiddetti aristo, hanno ottenuto la proprietà o il controllo delle corporation create dall'uomo e con questo il possesso della maggior parte dei loro simili, ridotti allo stato di servaggio e costretti all'obbedienza tramite degli appositi chip di asservimento.
Pochi sono i robot che combattono per mantenersi liberi. Tra essi vi è la protagonista, Freya, un modello di robot dalle sembianze femminili creato per il piacere sessuale. Freya non è unica ma è solo uno dei molti esemplari creati, "clonati" diremmo se parlassimo di esseri umani, dal prototipo madre, la cosiddetta matriarca (che si scoprirà alla fine essere ancora in vita). Freya e le sue "sorelle" si mantengono costantemente in contatto per assicurarsi reciproco aiuto e consiglio, seppur ciascuna di esse abbia maturato con le proprie singole esperienze un carattere e dei tratti comporamentali distintivi. Le memorie di ogni robot vengono registrate nel proprio chip dell'anima che può essere condiviso per mettere in comune conoscenze, esperienze, ricordi: Freya custodisce gelosamente i chip di diverse sue "sorelle" morte.
Per sfuggire alla vendetta di una aristo, Freya è obbligata ad accettare un lavoro da corriere che la trascinerà all'interno di faide e lotte per il potere che attraversano l'intero sistema solare. L'intera trama è incentrata sulla possibilità della creazione in vitro di un Creatore, un essere umano, che renderebbe il gruppo di robot che lo controlla sostanzialmente onnipotente dato che ogni altro robot sarebbe intimamente condizionato ad obbedirgli. Esperimenti sulla poltiglia rosa, così è soprannominata la materia organica animale, sembrano essere formalmente vietati e una forza di polizia è finanche incaricata di contrastarli ma nei pianetoidi della fascia di Kuiper esperimenti illegali sono all'ordine del giorno.
La trama ha la velocità e il ritmo di una spy story, con continui cambi di prospettiva e colpi di scena. La complessità della vicenda è aumentata dal fatto di avere più robot appartenenti allo stesso progenitore (come nel caso della stessa Freya): ciascun "individuo" agisce in maniera più o meno autonoma ma spesso non è davvero chiaro agli altri personaggi ma neanche al lettore quale esponente della "famiglia" si abbia davvero di fronte, il che alla lunga risulta frustrante. Nel corso della vicenda, Freya apprenderà numerose verità nascoste riguardo alla sua esistenza e alla natura stessa della serie di robot cui appartiene; se fosse un personaggio umano parleremmo forse di un percorso di "ricerca interiore".
A lato di qualche problematicità a livello di intreccio, l'autore costruisce un modello interessante di società robotica priva dell'elemento umano. Ben riuscite sono le ambientazioni dei viaggi spaziali come delle diverse località toccate nel sistema solare, dai pianeti interni fino ai planetoidi all'estremo limite esterno. Il tutto è condito da elementi quasi comici dovuti alla natura funzionale del modello Freya e all'interazione sessuale tra robot, che si prestano come un perfetto diversivo riuscendo a strappare al lettore qualche sorriso divertito.
In conclusione, una buona lettura, che ovviamente consigliamo agli appassionati di fantascienza robotica, ma non solo.
venerdì 23 dicembre 2022
PROIETTILI LENTI di Alastair Reynolds
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La novella è ambientata in un futuro imprecisato, al termine di una guerra tra i Pianeti Centrali i quelli Periferici, un conflitto che sembra di matrice religiosa. Il protagonista principale e narratore della vicenda è Scur, una donna che è stata praticamente costretta ad arruolarsi. I proiettili lenti, o pallottole, sono dispotivi di memoria innestati in tutti i soldati, che registrano tutte le loro azioni e allo stesso tempo contengono ricordi della loro vita, famiglia etc...
A guerra terminata, Scur viene catturata da Orvin, un sadico criminale di guerra del fronte avverso, che la tortura iniettandole senza anestetico una seconda pallottola che inizia a farsi strada dalla gamba fino al cuore. Scur tenta di estrarla dalla carne viva ma sviene, non sapendo se è riuscita nel suo intento o meno. Quando si risveglia, Scur si ritrova a bordo di una astronave, la Caprice, che sembra essere stata addetta al trasporto di prigionieri di guerra e dove vi troverà ancora Orvin.
Ma il problema più grande è un altro: l'astronave è andata alla deriva per anni, anzi per secoli, trasportando tutti i passeggeri in ibernazione in un futuro lontano, dove l'intera civiltà umana è minacciata da un nuovo nemico proveniente dall'esterno. La nave stessa, la Caprice, sta lentamente perdendo tutti i dati immagazzinati nella sua memoria; l'equipaggio dovrà quindi sacrificare qualcosa di sè per poter conservare quelle conoscenze che possono essere di beneficio alla comunità, anzi all'umanità intera...
Un buon romanzo breve ambientato in un tradizionale contesto di Space Opera; trama abbastanza lineare, ma con un finale sorprendente, incentrata sul tema della redenzione, della possibilità, seppur difficile, di un nuovo inizio sia per il singolo individuo che per l'umanità tutta, rappresentata dall'equipaggio della Caprice. La lunghezza limitata dell'opera impedisce di avere una visione chiara dello scenario, in particolare della storia e dei motivi del lacerante conflitto religioso, ma questo non pregiudica il giudizio complessivamente positivo.
La novella è ambientata in un futuro imprecisato, al termine di una guerra tra i Pianeti Centrali i quelli Periferici, un conflitto che sembra di matrice religiosa. Il protagonista principale e narratore della vicenda è Scur, una donna che è stata praticamente costretta ad arruolarsi. I proiettili lenti, o pallottole, sono dispotivi di memoria innestati in tutti i soldati, che registrano tutte le loro azioni e allo stesso tempo contengono ricordi della loro vita, famiglia etc...
A guerra terminata, Scur viene catturata da Orvin, un sadico criminale di guerra del fronte avverso, che la tortura iniettandole senza anestetico una seconda pallottola che inizia a farsi strada dalla gamba fino al cuore. Scur tenta di estrarla dalla carne viva ma sviene, non sapendo se è riuscita nel suo intento o meno. Quando si risveglia, Scur si ritrova a bordo di una astronave, la Caprice, che sembra essere stata addetta al trasporto di prigionieri di guerra e dove vi troverà ancora Orvin.
Ma il problema più grande è un altro: l'astronave è andata alla deriva per anni, anzi per secoli, trasportando tutti i passeggeri in ibernazione in un futuro lontano, dove l'intera civiltà umana è minacciata da un nuovo nemico proveniente dall'esterno. La nave stessa, la Caprice, sta lentamente perdendo tutti i dati immagazzinati nella sua memoria; l'equipaggio dovrà quindi sacrificare qualcosa di sè per poter conservare quelle conoscenze che possono essere di beneficio alla comunità, anzi all'umanità intera...
Un buon romanzo breve ambientato in un tradizionale contesto di Space Opera; trama abbastanza lineare, ma con un finale sorprendente, incentrata sul tema della redenzione, della possibilità, seppur difficile, di un nuovo inizio sia per il singolo individuo che per l'umanità tutta, rappresentata dall'equipaggio della Caprice. La lunghezza limitata dell'opera impedisce di avere una visione chiara dello scenario, in particolare della storia e dei motivi del lacerante conflitto religioso, ma questo non pregiudica il giudizio complessivamente positivo.
domenica 16 ottobre 2022
Antologia INFINITI UNIVERSI
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Traduzione dell'antologia Year's Best Science Fiction Thirty-Five Annual Collection con i migliori racconti del 2017. Le opere spaziano su una gran varietà di sotto generi e tematiche, com'è consuetudine in queste raccolte annuali. Il livello generale delle opere presenti è abbastanza buono, anche se nessun racconto inserito è davvero imperdibile.
Tra tutti i racconti presenti, ci sentiamo di raccomandare in particolare Lo Zen e l'Arte della Manutenzione di Astronavi di Tobias S. Buckell, un brillante racconto robotico con richiami alle Leggi della Robotica di Asimov e venature umoristiche, assieme a Il Costruttore di Barche di Ballyvoloon di Finbar O'Reilly, un'originale e a tratti inquietante opera a tema ambientale.
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