domenica 20 marzo 2011

LA CHIESA ELETTRICA

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Il romanzo è ambientato in un classico scenario distopico, un ventunesimo secolo che vede il mondo post Unificazione (misteriosa sequenza di eventi che porta l'intero pianeta sotto un unico governo) diviso nettamente tra una elitè di privilegiati e la grande massa di poveri, derelitti e delinquenti. Le Forze di Sicurezza del Sistema mantengono l'ordine: sono gli spaccateste, poliziotti di strada facilmente corruttibili, ma soprattutto i porci, crudeli agenti federali che sembrano avere come unico divertimento infierire sulla popolazione. In rapida ascesa in questo mondo infernale è la Chiesa Elettrica, culto nato dalla mente di uno scienziato, Dennis Squalor, che promette l'immortalità ad ogni uomo, trasformandolo in un Monaco tramite l'innesto del suo cervello nel corpo di un cyborg.
Il protagonista del romanzo, Avery Cates, appartiene alla feccia di New York, è un killer professionista. Nonostante abbia meno di trent'anni, si considera già anziano in quel mondo dove pochi arrivano alla mezza età. Ma, come da classico copione, è soprattutto un "cattivo dai buoni principi", conscio dell'ingiustizia del Sistema. Dopo aver involontariamente ucciso un agente della Sicurezza, braccato dalla polizia, si ritrova nel bel mezzo di un affare molto più grande di quello che poteva immaginare, scoprendo la terribile verità che si cela dietro l'apparenza innocua della Chiesa Elettrica.
Scenario classico abbiamo detto, arricchito da una sola, ma potente, idea originale che non anticipiamo per non rovinare la sorpresa. Il romanzo si legge tutto d'un fiato, sorretto da un intreccio scorrevole e appassionante, imperniato sulla figura di un protagonista, Avery Cates, in cui il lettore si immerge immediatamente. Certo, lo sfondo è un po' ingenuo nel suo carattere manicheo (buoni o cattivi: non c'è una via di mezzo) e a diversi quesiti non si tenta nemmeno di dare una risposta (cosa ha portato all'Unificazione?), ma sono aspetti in fondo non essenziali per quello che vuole essere un "semplice" romanzo di fantascienza avventurosa, ai confini del thriller. Lettura quindi gradevole e consigliata.

domenica 13 marzo 2011

PACE ETERNA

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A differenza del capolavoro Guerra Eterna, Pace Eterna è ambientato interamente sul nostro pianeta e in un futuro prossimo (il XXI secolo). Il mondo è attraversato da una moltitudine di piccole guerre e guerriglie locali combattute tra l'alleanza, ovvero Usa e alleati, e ribelli dei paesi del terzo mondo, gli Ngumi. L'economia e la società dei paesi avanzati, e principalmente degli Stati Uniti, è radicalmente mutata in seguito all'invenzione delle nanoforge, macchinari in grado di riprodurre, a partite dai costituenti elementari, qualsiasi oggetto (siano essi alimenti, gioielli, macchinari etc...). Grazie a questa scoperta lo stato è in grado di garantire all'intera popolazione i bisogni fondamentali.
L'opera si divide in due parti. Nella prima il lettore familiarizza con il protagonista, Julian Class, un manovratore di soldierboy, i potentissimi robot a controllo remoto: questa sezione richiama lo stile, il tono di narrazione crudo, diretto ed efficace e i contenuti bellici di Guerra Eterna. La seconda parte invece è centrata attorno ad un complotto mondiale ordito da un gruppo di fanatici religiosi che, attraverso un esperimento scientifico, potrebbe portare alla fine dell'universo: Julian e i suoi riescono ad evitare, naturalmente, tutto questo mentre un nuovo futuro si prospetta per l'umanità intera...
Come l'inizio del romanzo sembra promettere un'opera di alto livello, così questa seconda parte delude le aspettative trascinando il lettore in un intreccio, in taluni momenti anche un po' pesante e inutilmente articolato, da thriller in cui si mescolano, lasciando però sempre l'idea di una trattazione un po' superficiale, concetti scientifici e spiritualità spicciola e si cavalcano alcuni temi un po' new age già abbastanza abusati, come quello della comunione telepatica. Nel complesso rimane comunque una buona lettura.

domenica 6 marzo 2011

RIVELAZIONE di Alaistar Reynolds

Il romanzo è ambientato nel XXVI secolo; la razza umana si è espansa nella Galassia, trovando testimonianze e rovine di numerose civiltà aliene, non entrando i contatto però con nessuna di essa a parte i misteriosi Giocolieri Mentali (misteriose entità che popolano gli oceani di numerosi pianeti immagazzinando i ricordi e gli schemi mentali di ogni individuo con cui entrano in contatto) e i Cortiniani (i costruttori delle misteriose Cortine, schermi che distorcono lo spazio tempo, sembra che i Cortiniani li abbiano creati per nascondere tecnologie potenzialmente troppo avanzate).
Reynolds rinuncia al viaggio superluminare: le astronavi si possono solo avvicinare alla velocità della luce, con le conseguenze che questo comporta. Il filone dell'opera si intreccia col famoso paradosso di Fermi (dove sono gli alieni?) dipingendo, alla fine del romanzo, un grandioso affresco su scala cosmica. Sono presenti alcuni classici elementi postumani (innesti cerebrali, clonazione, personalità artificiali) ma non assistiamo a quella iperinflazione posthuman tipica di un certo tipo di fantascienza: con Reynolds ritorniamo ad una space opera più classifica, basata sulla suspence narrativa, sugli interrogativi cosmici, sull'emozione della scoperta del misteri dell'universo che ci circonda.
La narrazione procede, classicamente, dal punto di vista di tre differenti personaggi che alla fine si ricongiungono dando vita ad un finale vibrante, forse anche troppo. La lacuna principale dell'opera è infatti la concentrazione della "scoperta", della "rivelazione" di quanto tenuto oscuro per quasi l'intero romanzo in poche pagine finali, non dando tempo e modo al lettore di assimilare completamente quanto appreso. Nonostante anche la caratterizzazione dei personaggi lasci un po' a desiderare, lettura è comunque consigliata visto il fascino degli immortali temi, i paradossi e il significato della vita e dell'universo, che Reynolds affronta.

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mercoledì 2 febbraio 2011

IL MEGLIO DELLA SF (vol.1)

Prima parte della traduzione dell'antologia "Best of the Best", contiene quasi tutte opere di buona qualità ma niente di eccezionale.

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domenica 16 gennaio 2011

ALLA FINE DELL'ARCOBALENO di Vernor Vinge

Il romanzo è una sorta di thriller tecnologico, ambientato nell'universo del romanzo breve Tempi Veloci a Fairmont High, opportunamente ampliato. Siamo nel 2025 e l'informatizzazione del quotidiano ha proceduto a passi da gigante. Ogni uomo o donna è connesso costantemente alla rete globale, indossa vestiti che incorporano computer e ogni accessorio informatico mentre alla realtà si sovrappongono rappresentazioni virtuali customizzabili, ispirate a libri o film, i cui sostenitori sono organizzati in circoli di fede.
L'accesso immediato e potenzialmente illimitato fa sì che ogni persona sia satura di informazioni; è ormai impossibile tenere segreto un avvenimento o un'idea, si ricorre alla disinformazione sistematica. Incontri o viaggi vengono realizzati tramite avatar mentre le persone, se sono presenti terzi, possono comunicare segretamente tra loro tramite messaggi privati con parole che prendono magicamente vita davanti agli occhi di ciascuno.
In un mondo dominato dalle grandi potenze (Usa, Cina, Giappone, Alleanza Indo Europea) aleggiano gli spettri del terrorismo, agevolato dalla diffusione capillare di tecnologie sofisticate in grado di mettere in ginocchio in breve tempo intere aree del pianeta.
Il protagonista del romanzo è un superstite del vecchio mondo, un poeta che ritorna a vivere grazie ad una nuova miracolosa cura per l'Alzheimer, avendo perso però il suo dono più grande: la capacità di creare poesia. Il disperato bisogno di riconquistare ciò che ha perduto lo trascina in un'avventura dalla portata più ampia di quanto potesse mai immaginare e che lo lascerà alla fine ancora privo, forse, del suo vecchio dono ma più felice e adattato nel nuovo mondo che lo circonda.
Nel complesso si tratta di una buona opera, valida soprattutto per l'abilità con cui Vinge dipinge questo mondo del futuro, ipertecnologico e iperinformatizzato. Tuttavia, la veloce conclusione in cui, in un pathos crescente, tutti i nodi vengono magicamente al pettine, può lasciare disorientato il lettore che rimane con diverse domande senza risposta.

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mercoledì 29 dicembre 2010

SHADRACH NELLA FORNACE

2012: La Terra è unificata sotto il dominio di Gengis II Mao IV, presidente del Comitato Rivoluzionario Permanente. Il mongolo ha riportato l'ordine dopo gli anni di tumulti e guerre seguiti alla terribile eruzione del vulcano Cotopaxi del 1991 e culminati nella terribile guerra batteriologica che ha causato la mutazione letale del DNA umano nota come degenerazione organica, responsabile della morte di miliardi di esseri umani.
Il protagonista del romanzo è Shadrach Mordecai, il medico personale del nuovo Khan. Egli ha vissuto per anni nell'atmosfera dorata di Ulan Bator dove i pochi privilegiati del ceto dominante hanno accesso all'antidoto contro la malattia mortale che imperversa nel mondo. Solo quando anche la sua vita sarà messa in pericolo, la coscienza di Mordecai si risveglia, riuscendo ad ottenere con una insperata salvezza anche una promessa per l'umanità.
Discreto romanzo, che accusa qualche pausa di troppo nella parte centrale dell'opera arricchita forse inutilmente da scene di contorno eccessivamente pesanti.

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domenica 19 dicembre 2010

IL CIECO DEL NON SPAZIO

In un futuro non così distante, l'umanità è riuscita a colonizzare altri pianeti viaggiando nel Non-Spazio, una sorta di riproposizione dell'Iperspazio, una specie di universo parallelo, che si connette col nostro in alcuni determinati punti, i portali.
La sua geometria è però sconosciuta e così, varcando un portale, non si sa in quale zona dell'universo si vada a finire; l'unico mezzo per esplorare l'universo è mandare casualmente in avanscoperta milioni di sonde che, senza garanzia di successo e dopo migliaia di passaggi attraverso i portali, riescono a trovare un modo abitabile...
La scoperta di un pianeta accessibile alla colonizzazione è un evento raro e capace di creare forti tensioni interplanetarie. Il protagonista dell'opera è un agente segreto che si troverà calato nel bel mezzo degli eventi e nonostante le mille traversie, tra cui la cecità di cui cade vittima, riuscirà non solo a sopravvivere ma a dare una svolta al futuro dell'intera umanità.
Un buon romanzo d'avventura, privo di idee particolari o spunti creativi rilevanti, ma che appassiona il lettore grazie ad una buona trama e uno stile piacevole.

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