lunedì 20 maggio 2013

L'AMBASCIATORE DI MARTE ALLA CORTE DELLA REGINA VITTORIA di Alan K. Baker

scheda completa del romanzo L'Ambasciatore di Marte alla corte della Regina Vittoria
Il romanzo è ambientato nel più classico degli scenari Steampunk: l'Inghilterra Vittoriana del tardo XIX secolo. In questo universo alternativo, però, Marte è abitato da una civiltà, più progredita a livello tecnologico di quella terrestre. I Marziani hanno risposto ai messaggi terrestri instaurando pacifiche relazioni diplomatiche con i governi del nostro pianeta, in particolare con l'Impero Britannico, e iniziando ad esportare alcuni prodotti della loro tecnologia (una specie di tripodi utilizzati per il trasporto pubblico ad esempio). Le differenze con il mondo cui siamo abituati non finiscono qui: l'esito dell'esperimento di Michelson e Morley ha provato l'esistenza dell'etere e la Gran Bretagna sta costruendo i primi dirigibili eterici in grado di viaggiare nello spazio. E, a completare il quadro di questa stravagante Terra alternativa, sul pianeta e sull'umanità vigilano le fate, guidate da re Oberon. Sono proprio esseri fatati a lavorare all'interno dei cogitatori, l'equivalente dei nostri moderni computer, in grado di accedere ad una specie di internet alternativo, un archivio magico posto oltre i confini del nostro pianeta.. Tutto sembra procedere per il meglio, la Terra e Marte sono pacifici alleati pronti a combattere contro terribili nemici celati nelle paurose profondità dello spazio, dipinti con tratti che rimandano immediatamente a Lovercraft. Ma, come un fulmine a ciel sereno, l'ambasciatore Marziano viene ucciso, assassinato nel peggiore dei modi che gli alieni del pianeta rosso possono immaginare, un modo che rievoca loro una sciagura atavica da cui sono stati segnati per sempre. Incaricato di risolvere l'arcano e trovare il colpevole dell'omicidio, che ha conseguenze politiche facilmente immaginabili, è Thomas Blackwood, agente specialle dell'Ufficio Affari Clandestini di Sua Maestà, il quale si ritroverà invischiato in un complotto ben più grande di quello che si può immaginare... L'ambientazione del romanzo è davvero ben riuscita, ricca di idee originali e divertenti se non paradossali: i già citati computer magici, i cogitatori, o l'impiego dei Cavalieri Templari come forza di polizia per dirne un'altra. Lo stile di narrazione è semplice, diretto e lineare, basato principalmente sul dialogo e privo di lunghe e pedanti descrizioni o introduzioni. La trama non è malvagia, l'opera si sviluppa con un buon intreccio che però esaurisce troppo velocemente la "suspence" nel lettore, trasformando il finale in una specie di film di James Bond in versione steampunk. I personaggi sono abbastanza stereotipati, intrappolati all'interno della classica contrapposizione "buoni contro cattivi", ma la cosa è in fondo coerente con l'impostazione, quasi fumettistica diremmo per i toni usati e il ritmo narrativo, del romanzo. Concludendo, l'opera è una lettura sicuramente gradevole e divertente, che consigliamo vivamente, ovviamente, soprattutto agli amanti dello Steampunk.

venerdì 3 maggio 2013

LE FONTANE DEL PARADISO di Arthur C. Clarke


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Il romanzo è ambientato in un futuribile XXII secolo. Il personaggio principale è Vannevar Morgan, il più grande ingegnere vivente, realizzatore del gigantesco Ponte sullo stretto di Gibilterra che ha unito le coste africana ed europea. Egli ha ora intenzione di costruire un’opera ancora più grandiosa: un ascensore spaziale in grado di portare i carichi dalla superficie terrestre fino allo spazio esterno all’atmosfera terrestre così da ottenere sia un netto risparmio in termini energetici che una drastica riduzione dell’inquinamento rispetto alla classica propulsione missilistica. Il filone principale della trama del romanzo è incentrato sui progetti e gli sforzi portati avanti da Morgan per realizzare il suo sogno. Il luogo di costruzione ideale è l’isola di Taprobane, sulla costa sudorientale dello Sri Lanka (opportunatamente traslato un po’ a sud per farvi passare l’equatore…), ma la cima del monte Yakkagala, dove dovrebbero essere innestate le fondamenta della colossale opera, è la sede di un secolare monastero buddista che gli occupanti sono ben restii a cedere. Morgan viene in contatto così con le autorità marziane, molto più perspicaci del governo terrestre nell’intuire le potenzialità dell’idea. Ma sul finire del collaudo del meccanismo in scala ridotta che è stato concesso a Morgan di realizzare sull’isola accade qualcosa di miracoloso che consentirà la costruzione sulla Terra del colossale ponte verso lo spazio... Su questo asse di narrazione principale si innestano, principalmente nella prima parte del romanzo, due variazioni di tema distinte. La prima narra la storia dell’antico re parricida Kalidas che aveva costruito sul mondo Yakkagala le Fontane del Paradiso, una serie di spettacolari fortificazioni e abbellimenti artistici come proprio luogo di residenza e piacere. La seconda riguarda invece il primo contatto tra l’umanità e la vita extraterrestre realizzato tramite una sonda aliena automatica chiamata Stellaplano. Essa proviene da un sistema solare non molto distante dal nostro e afferma di essere già entrata in contatto con diverse altre civiltà. Frutto principale degli intensi scambi scientifici e filosofici tra l’uomo e il database artificiale di Stellaplano risulta essere il declino delle religioni tradizionali, il cui impianto logico viene demolito dal ragionamento del computer alieno. I temi del romanzo sono tipici della produzione di Clarke. L’intera opera è permeata da una visione ottimista del futuro dell’uomo, accompagnato lungo la strada del progresso dalla scienza, a scapito di ciò che è ritenuto retaggio della paura e della superstizione. I toni nei confronti della religione sono forti e senza sfumature di equivoco: in poco tempo Stellaplano demolisce tutta la filosofia di Tommaso d’Aquino, bocciata come logicamente inconsistente. La trama è semplice e lineare, in maniera addirittura quasi eccessiva; molto efficaci nell’interrompere la monotonia risultante sono i filoni secondari che ridanno un po’ di varietà all’intreccio. Lo stile è diretto, essenziale; il linguaggio è ricco di quella terminologia scientifica e tecnica che l’autore conosce bene. Com’è altra caratteristica tipica dei romanzi di Clarke, i personaggi risultano nel complesso privi di una vera e propria personalità: Morgan è lo stereotipo dell’uomo di scienza integralmente, quasi religiosamente diremmo, devoto al suo lavoro, ma nulla traspare della sua anima. Nel complesso, il romanzo può risultare a tratti un po’ noioso per gli amanti di una fantascienza ricca d’azione oppure per chi predilige contenuti più filosofici o speculativi. Per questo lo consigliamo davvero soltanto agli estimatori dell’autore o della più pura Hard Science Fiction.

venerdì 26 aprile 2013

Ciclo de IL LIBRO DEL NUOVO SOLE di Gene Wolfe

Scheda completa del Ciclo de IL LIBRO DEL NUOVO SOLE
Il Libro del Nuovo Sole si colloca all'interno di un particolare genere del fantastico, a cavallo tra la fantascienza e il fantasy, il cosiddetto science-fantasy. L'ambientazione del Ciclo è infatti tipicamente fantascientifica e si rifà alla tradizione della "Terra morente". Nei primi quattro libri l'azione si svolge interamente su un pianeta, Urth, il cui sole sta lentamente volgendo al termine della propria vita, irrorando una energia sempre più esigua verso il pianeta che trova un riscontro parallelo nel sentimento letargico, di cupa rassegnazione che avvolge la popolazione. Nel proseguio dell'opera appare chiaro come Urth sia in realtà la Terra di un lontano futuro, caduta in declino dopo che l'umanità ha conquistato e si è sparsa tra le stelle. La vita su Urth è regredita ad una sorta di Medioevo post tecnologico in cui ciò che sopravvive della vecchia scienza appare come magia e incantesimo. Sovrano del pianeta, anche se la sua autorità effettiva si estende solo ad una parte di esso, è l'Autarca, misterioso sovrano che governa dalla Casa Assoluta in Nessus, capitale del regno, circondato dalla sua corte di nobili, gli Esultanti. La trama e la tipologia di personaggi ricade così nella sfera tipica del fantasy, seppur con sforamenti continui nel fantascientifico dati dalla presenza di alieni sul pianeta e dalla consapevolezza di conoscenze e tecnologie andate perdute. Il protagonista principale e narratore in prima persona dell'opera è Severian, un ragazzo cresciuto dalla corporazione dei Torturatori, che mettono in pratica la loro crudele arte su ordine dell'Autarca e dei suoi magistrati. I primi quattro libri del ciclo, in un classico del fantasy, sono essenzialmente il racconto delle vicessitudini avventurose dei viaggi di Severian per Urth dopo l'esilio dalla Cittadella dove ha sede il suo ordine di appartenenza, patito per aver mostrato pietà per una delle vittime rinchiuse nella prigione. Soltanto nel quinto e ultimo capitolo della saga lo scenario si sposta da Urth verso lo spazio esterno con un chiaro e netto indirizzo più fantascientifico. Come ripete più volte, Severian è condannato a ricordare ogni momento della sua vita dalla sua memoria perfetta. E, lo confessa egli medesimo, è irrimediabilmente prolisso. Ed in effetti nel complesso l'intreccio risulta irrimediabilmente pesante, infarcito di digressioni, episodi, racconti nel racconto che appaiono superflui, inutili. Allo stesso tempo però l'unico punto di vista narrativo non facilita l'immersione del lettore nell'universo di Urth. Sono numerosi i punti di domanda lasciati aperti, episodi non chiariti, personaggi oscuri nel ruolo e nell'origine. L'autore confonde il lettore lunghi dialoghi o passaggi analogici, metafore, situazioni paradossali, assurdità, cambi improvvisi di ruolo e prospettiva. Le scene si susseguono una dopo l'altra con legami spesso labili, lasciando il lettore disorientato, come se spettasse a lui risolvere il puzzle mettendo assieme i pezzi che l'autore gli fornisce. Anche lo stile è spesso pedante, infarcito di termini arcaici e inutile retorica. Tutto ciò pregiudica il buon impianto concettuale, basato su una interessante rielaborazione di contenuti simbolici con evidenti richiami religiosi, e rende la lettura a tratti davvero faticosa e frustrante.

martedì 9 aprile 2013

Mondo senza Stelle di Poul Anderson

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Il romanzo è ambientato in un lontano futuro che vede l'umanità aver esplorato gran parte della galassia ed essere entrata in contatto con diverse specie aliene. Non è ben chiaro se esista o meno una forma di governo centralizzata ma l'esplorazione è lasciata all'iniziativa di diverse società private indipendenti. Il viaggio interstellare è possibile grazie ad una specie di tecnologia a balzo iperspaziale e l'umanità gode dell'immortalità, con l'unico inconveniente di dover cancellare i ricordi meno utili a scadenze regolari. Uno dei due protagonisti principali del romanzo è Felip Argens, il capitano della Meteor, una nave inviata in esplorazione verso un sistema solare extragalattico dopo che alieni autoctoni si sono messi in contatto con l'umanità. Per un probabile errore di comprensione linguistica, però, le coordinate di arrivo si rivelano erronee e la Meteor precipita su uno dei pianeti del sistema solare. Qui gli uomini dell'equipaggio incontreranno altre specie aliene intelligenti e in conflitto tra loro... L'opera non ha nessuna idea particolarmente innovativa e, nonostante qualche spunto interessante e originale nella costruzione dello scenario sociale e storico alieno, la descrizione del contesto è tutto sommato abbastanza superficiale con diverse tematiche chiave (l'immortalità per esempio) soltanto accennate. Anche l'intreccio è molto semplice, il classico mix di avventura, faune esotiche e paesaggi alieni. Nonostante questo, la lettura risulta comunque godibile grazie ad uno stile di narrazione fluido e vivace; finale a sorpresa ma non troppo...

domenica 31 marzo 2013

LA TIGRE DELLA NOTTE di Alfred Bester

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Il romanzo è ambientato alcuni secoli nel futuro, precisamente nel XXVII secolo. L'umanità ha colonizzato l'intero sistema solare ma è attraversata da una guerra civile che vede opposti i Pianeti Interni ai Satelliti Esterni, le lune abitate dei giganti gassosi. La società e il sistema economico sono stati sconvolti dalla scoperta del jaunto, ovvero della capacità insita nell'uomo di teletrasportarsi. Tale facoltà è sempre stata presente nella mente umana, grazie alla presenza della sostanza tigroide, e permette ad ogni persona di muoversi istantaneamente da una destinazione all'altra a patto che si conoscano esattamente le coordinate di partenza e di arrivo. Per evitare invasioni di estranei a ritmo continuo, l'architettura ha dovuto cambiare radicalmente portando alla costruzione di strutture labirintiche e altri tipi di camuffamenti in grado di nascondere l'esatta posizione di stanze o strutture. La società descritta dall'autore appare essere in balia di potenti trust economici dove la corruzione e la violenza sono all'ordine del giorno, ma il tema non è approfondito. Le religioni organizzate sono state vietate per legge e i pochi fedeli rimasti sono costretti a pregare in nuove catacombe. D'altro canto, si accenna all'esistenza di pseudo culti alternativi i cui adepti vengono privati di ogni stimolo sensoriale mentre su Marte vige ancora la cosiddetta legge LV, secondo la quale chiunque arrechi danno alla vita vegetale può essere condannato a morte. Il protagonista del romanzo è Gully Foyle. Egli è descritto come un uomo mediocre, senza ambizioni nè stimoli. Unico superstite dell'equipaggio della Nomade, sopravvive per mesi in isolamento, dopo che la nave è andata quasi distrutta nel corso di un attacco. Finalmente un'astronave, la Vorga, passa nelle vicinanze ma non risponde ai disperati tentativi di richiesta di aiuto di Foyle. La rabbia cieca e incontrollabile che tale evento scatena nell'uomo cambia radicalmente la mente di Foyle. Il folle desiderio di vendetta lo accieca e lo consuma, dandogli quello stimolo necessario che gli è sempre mancato per dare uno scossone alla propria vita. Inizia così una folle ricerca del colpevole che porta Foyle all'interno di un intrigo che vede coinvolti i servizi segreti dei Pianeti Interni e il ricchissimo clan di Presteign, entrambi interessati al preziosissimo carico che era a bordo della Nomade: il PyrE, un materiale dai poteri particolari in grado forse di porre termine alla guerra. Ma non è questo in realtà il segreto più prezioso celato da Foyle... Nel corso delle sue avventure, Foyle incontra una carrellata di personaggi, tutti ritratti a tinte quasi grottesche, surreali nei loro atteggiamenti e nei loro tratti distintivi. La vicenda prosegue ad un ritmo forsennato, che in alcuni tratti quasi toglie il respiro al lettore travolto da un vortice frenetico di eventi, complotti, fughe e scontri che rispecchia la feroce determinazione del protagonista, che non conosce soste. Le idee di base del romanzo non sono particolarmente audaci o profonde e, come detto, la società futura che fa da sfondo alla vicenda è descritta in termini abbastanza sommari e casuali. L'intreccio è però di buona fattura, costruito in un crescendo di emozioni e sorprese che tengono vivo l'interesse del lettore, anche grazie al ritmo e all'incisività dello stile di scrittura, in abbinamento perfetto con i contenuti. Nel complesso, quindi, l'opera risulta una buona lettura.

martedì 19 marzo 2013

Paradisi Perduti di Ursula K. Le Guin

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Il romanzo è ambientato in uno dei più classici scenari della fantascienza, quello di una cosiddetta astronave generazionale, ovvero una nave che deve affrontare un viaggio talmente lungo che soltanto i discendenti dell'equipaggio iniziale potranno giungere alla meta. In questo caso, a bordo della Discovery, nel giro di duecento anni, i coloni, o meglio i discendenti dell'equipaggio che ha lasciato la Terra, dovrebbero raggiungere un lontano pianeta che secondo gli scienziati dovrebbe risultare abitabile: SindyChew (nuova Terra). L'astronave è completamente autosufficiente: ogni sostanza, ogni materiale viene riciclato e rimesso nel circolo che sostiente questo microcosmo solitario che viaggia nello spazio siderale. I contatti con la Terra dopo i primi anni sono notevolmente diminuiti e ormai i discendenti del primo equipaggio fanno fatica ad interpretare le notizie che arrivano dal pianeta madre. La popolazione è tenuta sotto stretto controllo per mantenere il numero nell'intorno più preciso possibile dell'ottimale (circa quattromila individui): la contraccezione o pseudo voti di castità sono obbligatori e soltanto su permesso di specifici organismi di controllo è possibile procreare. I nuclei famigliari tradizionali sono rari, ogni bambino ha nella maggior parte dei casi un unico vero genitore, l'uomo o la donna che ha chiesto e ottenuto il permesso di procreare mentre il partner biologico che è stato "impiegato", nella maggior parte dei casi, ha un ruolo secondario nella vita del bambino, anche se si tratta della madre che l'ha portato in grembo. La sessualità a bordo è caratterizzata, quindi, da un elevato grado di promiscuità, vissuta però liberamente e senza complessi, visto che nascondere una relazione è praticamente impossibile dati gli spazi ristretti disponibili per gli alloggi e la conseguente privacy molto limitata. La protagonista principale del romanzo, una ragazza di origini cinesi di nome Hsing, appartiene alla quinta generazione. La generazione di appartenenza è identificata dal numero che si antepone al nome proprio, ad esempio 5-Hsing. Nonostante gli anni passati, sono ancora forti i legami a livello etnico, soprattutto per gli asiatici, che vivono quasi tutti nel medesimo quartiere a differenza delle altre razze, sparse più uniformemente nei differenti settori. Sono invece scomparse le religioni organizzate, così come erano conosciute sulla Terra; anzi, il culto pubblico è espressamente vietato da leggi emanate per evitare possibili conflitti di matrice religiosa. Il sentimento religioso non è però scomparso. A partire pronunciate dal figlio durante il funerale di 0-Kim Jan, l'ultima a morire della Generazione Zero, è nato una specie di movimento religioso o filosofico i cui appartenenti si autodefiniscono Angeli. L'autrice opera una curiosa, quanto chiaramente voluta, inversione dell'esperienza storica umana. Se nel corso dei secoli sulla Terra lo spirito scientifico ha dovuto lottare contro l'interpretazione alla lettera di testi più o meno sacri, a bordo della Discovery avviene esattamente il contrario. Gli Angeli conferiscono al viaggio in sè un valore salvifico e sostengono la necessità di interpretare le direttive iniziali di esplorazione e colonizzazione del nuovo pianeta date dagli avi. In questa riproposizone dell'eterno scontro tra scienza e religione, sulla Discovery è la prima a trovarsi nella necessità di dover difendere dei "testi sacri" e ribadirne il significato vero e assoluto prima di ogni possibile interpretazione. Come ulteriore elemento di potenziale destabilizzazione sociale, alcune teorie scientifiche alla base della pianificazione del viaggio si rivelano erronee, rendendo così ancora più urgente la risoluzione di un conflitto sociale che rischia di mettere a repentaglio non solo la missione ma la sopravvivenza stessa della popolazione della Discovery. Come detto, lo scenario presentato non è particolarmente innovativo. Il tema dell'astronave generazionale si presta però benissimo per essere utilizzato come "laboratorio sociale" in cui la Le Guin sperimenta liberamente le proprie convinzioni e teorie sociologiche, la cui impronta ideologica, libertaria e in netta polemica con i modelli tradizionali, è chiaramente riconoscibile qui come in altre opere della stessa autrice. Ben riuscito in particolare il "chiasmo" con cui è riproposto il conflitto tra religione e scienza di cui abbiamo già parlato. L'autrice introduce abilmente tutti gli elementi che concorrono a formare l'intreccio, di buon livello e assolutamente non banale nella sua evoluzione. Particolarmente valida la descrizione del tessuto sociale formatosi nella Discovery attraverso la narrazione di vari episodi come la cerimonia di vestizione in cui i bambini all'età di sette anni indossano il primo vestito. In conclusione, l'opera è una ottima lettura sia dal punto di vista dei contenuti che da quello stilistico. L'unica pecca è forse un finale forse un po' affrettato, in cui alcuni passaggi logici e narrativi che portano poi alla soluzione sembrano mancare o essere sviluppati soltanto parzialmente.

martedì 12 marzo 2013