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Commento:
Il protagonista del romanzo è Ghyl, un artigiano del pianeta Halma. La società in cui nasce segue da secoli un modello inalterabile: quasi tutti gli abitanti, i beneficiari, appartengono ad una corporazione e sono dediti alla produzione di svariati prodotti artigianali dalla cui qualità dipendono il loro status sociale e il reddito loro assegnati. Una quota fissa del valore delle vendite, circa l'un per cento, finisce nelle tasche dei Lord, gli antenati dei quali hanno ricostruito Halma dopo una catastrofica guerra; essi sono anche i proprietari di tutti i servizi di pubblicità utilità, trasporti e via dicendo, e vivono separati dal resto della popolazione in alte torri, dedicando il loro tempo libero a viaggiare per la galassia a bordo dei loro lussuosi yacht. Uno scenario che non è poi così lontano dall'attualità per certi versi.
Ghyl è figlio unico e vive col padre Amiante, uno dei migliori intagliatori della corporazione, in grado di produrre raffinatissimi pannelli in legno, spesso premiati col grado di "Acme", il massimo, all'annuale cerimonia di valutazione dei lavori di ogni artigiano. Amiante custodisce però dei segreti e non è certo tra i più rispettosi dell'ordine costituto di Halma, violando per esempio il più grande dei tabù: il divieto di duplicazione di ogni sorta, teoricamente stabilito per difendere la qualità dell'artigianato di Halma. Egli tramanderà il suo desiderio di verità e di giustizia, esemplificato nel mito dell'antico eroe Emphyrio, al figlio Ghyl, il quale sarà destinato a scoprire un segreto che cambierà per sempre la sua patria.
Tratto caratteristico di tutta la sua produzione fantascientifica, Vance, che amo definire l'acquarellista della fantascienza, è abile nel realizzare e nel descrivere uno scenario sociale e culturale che ricorda quello di una cittadina medievale, con la sua organizzazione di arti e corporazioni, un rigido controllo su tutti i suoi membri e un sistema di magistrature e regolamenti che in apparenza dovrebbero garantire un certo grado di libertà e democrazia ma che alla resa dei conti sottomettono l'individuo.
La trama segue un percorso, bisogna dire, abbastanza scontato che prevede il protagonista impersonificare l'archetipo dell'eroe che si ribella all'ordine costituito e alla tirannia per restituire la libertà ai suoi compatrioti. L'intreccio è dotato di una certa dose di originalità e di inventiva ma soffre di un finale eccessivamente frenetico in cui in maniera forse un po' semplicistica tutti i nodi classicamente vengono al pettine e al lettore è servita in una sola portata la soluzione all'enigma che ha fatto da sfondo all'intero romanzo fino a quel momento. Una lettura comunque di discreto livello, che sicuramente chi ha gradito altre opere del medesimo autore non mancherà di apprezzare.
Trama (attenzione spoiler!):
Ghyl Tarvoke è figlio unico di Amiante, uno dei migliori intagliatori di Ambroy, città del pianeta Halma. All'età di otto anni, Ghyl assiste ad uno spettacolo di marionette (esseri viventi creati dagli abitati di Damar, la luna di Halma) che ha per protagonista il leggendario eroe Emphyrio. Nel pubblico c'è anche una bambina che, secondo quanto gli dice il proprietario delle marionette, è la figlia di un Lord. Qualche tempo dopo Ghyl la incontra nuovamente quando, con un suo amico, sale di nascosto su uno yacht dello spazioporto: la bambina è la figlia del proprietario e fa scacciare i due ragazzini dai suoi servitori.
Amiante non si preoccupa molto dell'istruzione di Ghyl nè lo obbliga a seguire i riti religiosi al tempio fintanto che non diventa praticamente obbligatorio ed il ragazzo fa la sua entrata nella medesima corporazione del padre. Col passare del tempo Ghyl si rende conto che Amiante non segue perfettamente le leggi della città: egli è in possesso di antichi documenti che duplica nonostante il divieto assoluto esistente. Amiante insegna a Ghyl anche il vecchio sistema di scrittura con cui tali documenti erano stati redatti.
Scoperto, Amiante viene portato via per diversi giorni per essere "rieducato". Tornato a casa, non è più lo stesso e non passa molto tempo prima che muoia. Dopo la morte del padre, Ghyl trascorre in solitudine gran parte del tempo dedicandosi al lavoro. Ritornato casualmente in contatto con alcuni amici di infanzia divenuti noncoop, ovvero non facenti parte di alcuna corporazione artigianale, Ghyl si reca ad una festa dove incontra una donna di nome Shanne, che si rivela essere la figlia del Lord incontrata da bambino. I due divengono amanti per la notte dopo di che Shanne gli annuncia che presto sarebbe partita verso le stelle.
Ghyl e i suoi amici ne approfittano per impossessarsi dello yacht e rapire i Lord a bordo. All'interno del gruppo scoppiano però dei dissidi soprattutto quando gli altri membri manifestano l'intenzione di vendere i rapiti come schiavi. Dopo scontri sull'astronave e alcune morti, Ghyl negozia un compromesso: lui e i Lord vengono abbandonati su un pianeta mentre gli altri rapitori rimangono in possesso dello yacht.
Ghyl si separa dai Lord prima che possano denunciarlo, nonostante egli salvi la loro vita più volte. Sul pianeta egli scopre inoltre che le opere del padre sono considerate veri e proprio capolavori artistici, custoditi addirittura in un museo, rendendosi conto così di come gli artigiani della sua patria siano sfruttati dai Lord e dalla compagnie di commercio.
Messosi in affari con un mercante del luogo, egli ritorna così su Halma, con l'intenzione di acquistare direttamente dalle corporazioni i pezzi di artigianato ma nessuno vuole commerciare con lui per il sospetto e la paura di sovvertire l'ordine tradizionale delle cose. Ghyl alla fine viene scoperto e condannato per il furto dello yacht ma riesce a scappare, esportando inoltre alcuni dei migliori lavori di Ambroy e vendendoli sulla Terra, ricavandone una fortuna.
Sulla Terra, Ghyl si reca presso l'Istituto Storico di cui suo padre gli aveva più volte parlato scoprendo come Amiante fosse un corrispondente dell'Istituto cui inviava periodici rapporti. Scopre inoltre come Halma fosse abitato inizialmente da una specie aliena, i Damariani, originari di Damar, la luna del pianeta. Attaccati da invasori dello spazio, i Damariani ritornarono in patria dove prepararono esercito di terribili creature che, però, quando attaccarono, trovarono, al posto degli antichi invasori, gli umani a loro nel frattempo subentrati. Emphyrio, un umano, riuscì a comunicare con i mostri, che si ritirarono così dai combattimenti, e cercò poi di negoziare una pace con i Damariani ma venne ucciso.
Ghyl si rende così conto di come i Lord non siano altro che altre marionette create dei Damariani che, non potendo conquistare il pianeta con la forza, riuscirono nel loro intento con l'astuzia approfittando per millenni del lavoro degli umani di Halma. Tornato sul pianeta natale sotto le false spoglie di un ricco commerciante della Terra, Ghyl costringe i Lord ad abbandonare il pianeta e poco dopo una flotta umana atterra su Damar costringendo gli abitanti a ripagare agli umani quanto loro derubato per secoli.
domenica 18 maggio 2014
sabato 10 maggio 2014
Antologia NUOVE AVVENTURE NELL'IGNOTO
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Buon volume di racconti di differenti autori e anni di pubblicazione. Tutte le opere ivi raccolte appartengono ad una Fantascienza di tipo soft, sfumata verso il fantastico se non addirittura al vero e proprio Fantasy, motivo per cui la sconsigliamo ai "duri e puri" della Fantascienza Hard o della Space Opera.
Su tutti i racconti inseriti spicca il capolavoro Torre di Babilonia di Ted Chiang. Segnaliamo inoltre gli ottimi Fede dei Nostri Padri di Dick, Jeffty ha cinque anni di Ellison, Basileo di Silverberg e La Variante dell'Unicorno di Zelazny.
Buon volume di racconti di differenti autori e anni di pubblicazione. Tutte le opere ivi raccolte appartengono ad una Fantascienza di tipo soft, sfumata verso il fantastico se non addirittura al vero e proprio Fantasy, motivo per cui la sconsigliamo ai "duri e puri" della Fantascienza Hard o della Space Opera.
Su tutti i racconti inseriti spicca il capolavoro Torre di Babilonia di Ted Chiang. Segnaliamo inoltre gli ottimi Fede dei Nostri Padri di Dick, Jeffty ha cinque anni di Ellison, Basileo di Silverberg e La Variante dell'Unicorno di Zelazny.
sabato 26 aprile 2014
IL CORRIDOIO NERO di Michael Moorcock
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Il romanzo è ambientato presumibilmente sul finire dello scorso secolo in uno scenario descritto con tratti tipici della distopia apocalittica. Gli abitanti dell'Inghilterra, ma più in generale il mondo intero, precipitano in una sorta di follia collettiva che sfocia nella xenofobia esasperata fino alla disgregazione stessa degli stati nazionali. Il contesto non è però descritto in maniera lineare bensì con toni visionari, al limite dell'assurdo, il cui emblema è il paradossale movimento politico inglese che incolpa di tutti i mali della società gli "extraterrestri" che si sarebbero infiltrati e camuffati come esseri umani.
Il protagonista del romanzo è Ryan, un energico imprenditore di successo, che, assieme ai suoi familiari, sembra essere uno dei pochi ad aver conservato il lume della ragione, circondato da folli. La pazzia in realtà entra anche nella sua casa: sua moglie è infatti perennemente sull'orlo del collasso e non riesce più a sopportare il contatto o anche solo la vista del prossimo, di chiunque non appartenga alla sua cerchia famigliare. Ryan e alcuni parenti e amici stretti si riuniscono periodicamente presso l'appartamento del protagonista, da dove spesso e volentieri assistono a scene di ordinaria follia verificarsi per strada.
Ryan e il suo gruppo alla fine optano per una drastica soluzione: abbondare il pianeta Terra, fuggendo a bordo di una astronave non più utilizzata verso un pianeta abitabile scoperto da poco. Ciò che accade in seguito a bordo dell'astronave è però destinato a rimanere un mistero anche per il lettore, alla cui interpretazione sono lasciati gli eventi narrati in un continuo oscillare tra realtà e incubo, fantasia e immaginazione.
La narrazione procede su un doppio binario alternando i paragrafi ambientati a bordo dell'astronave con flash back che ricostruiscono gli antefatti avvenuti sulla Terra e la storia di Ryan e della sua famiglia. Dal punto di vista stilistico l'opera è sicuramente molto valida, l'autore riesce ad adattare perfettamente tono e forma espressiva alla follia che impregna le pagine del romanzo. Dal punto di vista della trama però l'opera è deficitaria, lasciando il lettore brancolare nel buio per buona parte del romanzo, soprattutto nel finale mentre il retroterra storico che ha portato alla follia collettiva è in realtà privo di consistenza. Per questi motivi consigliamo la lettura di questo romanzo soltanto agli appassionati della fantascienza d'introspezione a tinte oniriche / orrifiche più che agli amanti del genere più "classico".
Il romanzo è ambientato presumibilmente sul finire dello scorso secolo in uno scenario descritto con tratti tipici della distopia apocalittica. Gli abitanti dell'Inghilterra, ma più in generale il mondo intero, precipitano in una sorta di follia collettiva che sfocia nella xenofobia esasperata fino alla disgregazione stessa degli stati nazionali. Il contesto non è però descritto in maniera lineare bensì con toni visionari, al limite dell'assurdo, il cui emblema è il paradossale movimento politico inglese che incolpa di tutti i mali della società gli "extraterrestri" che si sarebbero infiltrati e camuffati come esseri umani.
Il protagonista del romanzo è Ryan, un energico imprenditore di successo, che, assieme ai suoi familiari, sembra essere uno dei pochi ad aver conservato il lume della ragione, circondato da folli. La pazzia in realtà entra anche nella sua casa: sua moglie è infatti perennemente sull'orlo del collasso e non riesce più a sopportare il contatto o anche solo la vista del prossimo, di chiunque non appartenga alla sua cerchia famigliare. Ryan e alcuni parenti e amici stretti si riuniscono periodicamente presso l'appartamento del protagonista, da dove spesso e volentieri assistono a scene di ordinaria follia verificarsi per strada.
Ryan e il suo gruppo alla fine optano per una drastica soluzione: abbondare il pianeta Terra, fuggendo a bordo di una astronave non più utilizzata verso un pianeta abitabile scoperto da poco. Ciò che accade in seguito a bordo dell'astronave è però destinato a rimanere un mistero anche per il lettore, alla cui interpretazione sono lasciati gli eventi narrati in un continuo oscillare tra realtà e incubo, fantasia e immaginazione.
La narrazione procede su un doppio binario alternando i paragrafi ambientati a bordo dell'astronave con flash back che ricostruiscono gli antefatti avvenuti sulla Terra e la storia di Ryan e della sua famiglia. Dal punto di vista stilistico l'opera è sicuramente molto valida, l'autore riesce ad adattare perfettamente tono e forma espressiva alla follia che impregna le pagine del romanzo. Dal punto di vista della trama però l'opera è deficitaria, lasciando il lettore brancolare nel buio per buona parte del romanzo, soprattutto nel finale mentre il retroterra storico che ha portato alla follia collettiva è in realtà privo di consistenza. Per questi motivi consigliamo la lettura di questo romanzo soltanto agli appassionati della fantascienza d'introspezione a tinte oniriche / orrifiche più che agli amanti del genere più "classico".
domenica 13 aprile 2014
DE BELLO ALIENO di Davide Del Popolo Riolo
scheda completa de De Bello Alieno
Commento:
Il romanzo è ambientato nella Roma del 44 a.C. ma con una fondamentale differenza rispetto alla storia realmente accaduta. In questo universo alternativo, Cesare, costretto all'esilio da Silla, non si è cimentato nella carriera militare e politica che ben conosciamo ma ha dedicato il suo ingegno alla scienza, guadagnandosi tra i suoi compatrioti il titolo di Magister Machinarum. Le invenzioni di Cesare hanno rivoluzionato Roma, dotandola di treni e bighe a vapore, di opifici (la versione alternativa delle moderne fabbriche), di armi da fuoco e artiglieria per i suoi eserciti.
Come detto, Cesare non si è cimentato nel cursus honorum tradizionale per ogni patrizio, ma la sua influenza politica, anche in questa realtà parallela, si fa sentire attraverso la sua fitta rete di alleanze che comprende Crasso (al quale le formidabili armi di Cesare hanno consentito di vincere i Parti a Carre), Cicerone, Catullo (in questa vita senatore), Antonio e vari altri personaggi. Nonostante le res novae di Cesare abbiano conferito maggior potere e ricchezza a Roma e una vita più agiata ai suoi abitanti, c'è chi ha in odio Cesare e le sue macchine: è Catone, il quale si scaglia contro la modernità che ha corrotto lo spirito di Roma e della repubblica.
I contrasti interni sono però destinati a passare in secondo piano giacchè una minaccia ben più grave incombe su Roma. Come il titolo lascia presagire si tratta di una minaccia proveniente dal cosmo, dove creature malvagie invidiano la fortuna che sta arridendo a Roma e ne pianificano la distruzione. Soltanto Cesare, naturalmente, potrà fermare questi alieni apparentemente invincibili grazie all'ultima delle sue scoperte.
L'originalità è sicuramente il punto forte del romanzo: la reinterpretazione in chiave scientifica del personaggio di Cesare credo non abbia alcun precedente. Anche diversi altri personaggi della storia di Roma (Cicerone, Pompeo, Crasso, Antonio, Catullo, Catone...) sono chiamati in causa dall'autore, rimodellati a seconda delle necessità, dando corpo e consistenza all'ucronia e facendo riscoprire al lettore uomini e donne le cui gesta egli ha imparato fin da piccolo sui libri di scuola.
Arrichiscono il tutto diversi introduttivi brani posti all'inizio di ogni capitolo, che l'autore immagina facenti parte de La Vita di Cesare di Plutarco o delle lettere di Cicerone. Il romanzo è scritto in stile epistolare, alternando lettere e brani tratti da diarii, una scelta che a mio parere ben si adatta con lo svolgersi della vicenda. Essa è in realtà infatti abbastanza limitata a livello di puro intreccio narrativo; le lettere che i vari personaggi si scambiano tra loro permettono di superare questo empasse e di immergere il lettore nella vita e nella società di questa Roma alternativa, la cui descrizione è il vero focus del romanzo.
Degli alieni si sa ben poco: se si esclude il capitolo finale, questi monstra rimangono sullo sfondo della vicenda, relegati al ruolo di minaccia misteriosa che incombe su Roma ma privi di una reale consistenza narrativa. Proprio il finale è la parte sicuramente più debole dell'intero romanzo: affrettato, abbozzato, quasi che l'autore stesso sia stato colto alla sprovvista, impreparato come la maggior parte dei Romani, una volta che la tetra minaccia aliena si è davvero materializzata alle porte della Città Eterna.
Nonostante questa pecca, l'opera rimane comunque una lettura assolutamente interessante e innovativa sia per i contenuti che a livello di stile, in grado, secondo me, di stimolare la curiosità di variegate tipologie di lettore. Il finale lascia aperta la possibilità di un seguito, speriamo che l'autore sia della medesima intenzione.
Commento:
Il romanzo è ambientato nella Roma del 44 a.C. ma con una fondamentale differenza rispetto alla storia realmente accaduta. In questo universo alternativo, Cesare, costretto all'esilio da Silla, non si è cimentato nella carriera militare e politica che ben conosciamo ma ha dedicato il suo ingegno alla scienza, guadagnandosi tra i suoi compatrioti il titolo di Magister Machinarum. Le invenzioni di Cesare hanno rivoluzionato Roma, dotandola di treni e bighe a vapore, di opifici (la versione alternativa delle moderne fabbriche), di armi da fuoco e artiglieria per i suoi eserciti.
Come detto, Cesare non si è cimentato nel cursus honorum tradizionale per ogni patrizio, ma la sua influenza politica, anche in questa realtà parallela, si fa sentire attraverso la sua fitta rete di alleanze che comprende Crasso (al quale le formidabili armi di Cesare hanno consentito di vincere i Parti a Carre), Cicerone, Catullo (in questa vita senatore), Antonio e vari altri personaggi. Nonostante le res novae di Cesare abbiano conferito maggior potere e ricchezza a Roma e una vita più agiata ai suoi abitanti, c'è chi ha in odio Cesare e le sue macchine: è Catone, il quale si scaglia contro la modernità che ha corrotto lo spirito di Roma e della repubblica.
I contrasti interni sono però destinati a passare in secondo piano giacchè una minaccia ben più grave incombe su Roma. Come il titolo lascia presagire si tratta di una minaccia proveniente dal cosmo, dove creature malvagie invidiano la fortuna che sta arridendo a Roma e ne pianificano la distruzione. Soltanto Cesare, naturalmente, potrà fermare questi alieni apparentemente invincibili grazie all'ultima delle sue scoperte.
L'originalità è sicuramente il punto forte del romanzo: la reinterpretazione in chiave scientifica del personaggio di Cesare credo non abbia alcun precedente. Anche diversi altri personaggi della storia di Roma (Cicerone, Pompeo, Crasso, Antonio, Catullo, Catone...) sono chiamati in causa dall'autore, rimodellati a seconda delle necessità, dando corpo e consistenza all'ucronia e facendo riscoprire al lettore uomini e donne le cui gesta egli ha imparato fin da piccolo sui libri di scuola.
Arrichiscono il tutto diversi introduttivi brani posti all'inizio di ogni capitolo, che l'autore immagina facenti parte de La Vita di Cesare di Plutarco o delle lettere di Cicerone. Il romanzo è scritto in stile epistolare, alternando lettere e brani tratti da diarii, una scelta che a mio parere ben si adatta con lo svolgersi della vicenda. Essa è in realtà infatti abbastanza limitata a livello di puro intreccio narrativo; le lettere che i vari personaggi si scambiano tra loro permettono di superare questo empasse e di immergere il lettore nella vita e nella società di questa Roma alternativa, la cui descrizione è il vero focus del romanzo.
Degli alieni si sa ben poco: se si esclude il capitolo finale, questi monstra rimangono sullo sfondo della vicenda, relegati al ruolo di minaccia misteriosa che incombe su Roma ma privi di una reale consistenza narrativa. Proprio il finale è la parte sicuramente più debole dell'intero romanzo: affrettato, abbozzato, quasi che l'autore stesso sia stato colto alla sprovvista, impreparato come la maggior parte dei Romani, una volta che la tetra minaccia aliena si è davvero materializzata alle porte della Città Eterna.
Nonostante questa pecca, l'opera rimane comunque una lettura assolutamente interessante e innovativa sia per i contenuti che a livello di stile, in grado, secondo me, di stimolare la curiosità di variegate tipologie di lettore. Il finale lascia aperta la possibilità di un seguito, speriamo che l'autore sia della medesima intenzione.
domenica 30 marzo 2014
LE CITTA' VIVE di Greg Bear
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Commento:
Nel 2113, Cristiani, Musulmani ed Ebrei iniziano la Migrazione Celeste, un esodo di massa da una Terra che ormai li disprezza verso un nuovo mondo che viene chiamato Dio che Combatte. Gli esuli commissionano la costruzione di grandi città mobili in grado di spostarsi sulla superficie del pianeta alla ricerca di risorse e gestite da intelligenze artificiali, le quali dovrebbero vegliare anche sul comportamento religioso degli abitanti, assicurandosi che sia conforme alla fede.
Il piano però fallisce: dopo alcuni anni le città, infatti, forse per un malfunzionamento, scacciano tutti gli esseri umani costringendoli a ritornare ad una vita primitiva su un mondo dal clima ostile e povero di risorse. Nello stesso tempo, esse hanno condannato anche loro stesse: senza più i propri abitanti da accudire la maggior parte di loro scivola lentamente verso la morte.
Il romanzo è costituito in realtà da tre episodi separati, ambientati oltre dieci secoli dopo la Migrazione Celeste. L'ultimo dei tre capitoli cerca di collegare anche le vicende precedenti dando al lettore un quadro d'insieme più chiaro sugli avvenimenti accaduti su Dio che Combatte. L'idea di base dell'opera è originale e intrigante sia per lo scenario di collaborazione e l'unione di intenti tra le tre "religioni del libro" che per la natura e il ruolo di "censori religiosi" di queste città intelligenti, o vive, come suggerisce proprio il titolo tradotto del romanzo.
L'intreccio presenta però diversi quesiti irrisolti, in particolare molto vaghi sono i riferimenti alla degenerazione delle città così come sicuramente più spazio poteva essere dato alla narrazione delle vicende storiche antecedenti all'esodo. Paiono fuori luogo anche alcuni richiami mistici presenti in particolare nell'ultimo episodio, mentre ben caratterizzati risultano i diversi personaggi che compaiono nel corso dell'opera. In conclusione il romanzo costituisce una lettura sicuramente interessante e ricca di spunti ma che, forse, con maggior impegno e approfondimento poteva diventare un vero capolavoro e per questo può lasciare un po' deluso il lettore.
Commento:
Nel 2113, Cristiani, Musulmani ed Ebrei iniziano la Migrazione Celeste, un esodo di massa da una Terra che ormai li disprezza verso un nuovo mondo che viene chiamato Dio che Combatte. Gli esuli commissionano la costruzione di grandi città mobili in grado di spostarsi sulla superficie del pianeta alla ricerca di risorse e gestite da intelligenze artificiali, le quali dovrebbero vegliare anche sul comportamento religioso degli abitanti, assicurandosi che sia conforme alla fede.
Il piano però fallisce: dopo alcuni anni le città, infatti, forse per un malfunzionamento, scacciano tutti gli esseri umani costringendoli a ritornare ad una vita primitiva su un mondo dal clima ostile e povero di risorse. Nello stesso tempo, esse hanno condannato anche loro stesse: senza più i propri abitanti da accudire la maggior parte di loro scivola lentamente verso la morte.
Il romanzo è costituito in realtà da tre episodi separati, ambientati oltre dieci secoli dopo la Migrazione Celeste. L'ultimo dei tre capitoli cerca di collegare anche le vicende precedenti dando al lettore un quadro d'insieme più chiaro sugli avvenimenti accaduti su Dio che Combatte. L'idea di base dell'opera è originale e intrigante sia per lo scenario di collaborazione e l'unione di intenti tra le tre "religioni del libro" che per la natura e il ruolo di "censori religiosi" di queste città intelligenti, o vive, come suggerisce proprio il titolo tradotto del romanzo.
L'intreccio presenta però diversi quesiti irrisolti, in particolare molto vaghi sono i riferimenti alla degenerazione delle città così come sicuramente più spazio poteva essere dato alla narrazione delle vicende storiche antecedenti all'esodo. Paiono fuori luogo anche alcuni richiami mistici presenti in particolare nell'ultimo episodio, mentre ben caratterizzati risultano i diversi personaggi che compaiono nel corso dell'opera. In conclusione il romanzo costituisce una lettura sicuramente interessante e ricca di spunti ma che, forse, con maggior impegno e approfondimento poteva diventare un vero capolavoro e per questo può lasciare un po' deluso il lettore.
sabato 8 marzo 2014
LA LAMPADA DEL SESSO di Brian W. Aldiss
Il romanzo è ambientato nella Gran Bretagna degli anni '60, tra scioperi, la minaccia del rallentamento economico e il pericolo russo. Il paese è destinato però a una vera e propria rivoluzione da un avvenimento di ben altro tipo. Il governo, per motivi che solo in parte sono spiegati al lettore al termine dell'opera, dall'oggi al domani rende obbligatorio per ogni cittadino l'adozione degli RE: i Rilevatori di Emozioni. Come lampade collegate direttamente al cervello, gli RE posti sulla fronte di ciascuno si illuminano, con tinte che vanno dal rosa tenue al rosso acceso, segnalando l'apprezzamento sessuale nei confronti di un'altra persona.
Non è più possibile quindi celare l'attrazione che si prova per un altro uomo o un'altra donna; secondo i sostenitori della riforma, questo dovrebbe condurre ad una semplificazione dei rapporti sociali nonchè ad un ridimensionamento di nevrosi e altre patologie legate a forme di sessualità represse. Gli RE sono applicati gratuitamente, attraverso una semplice operazione chirurgica indolore, in piccole roulotte che percorrono il paese. La riforma è accolta con ampio consenso e anche paesi stranieri sono intenzionati seguire le orme del governo britannico ma una piccola, ma combattiva, minoranza non si arrende e minaccia di gettare il paese nel chaos...
Il protagonista principale dell'opera è Jimmy Solent, un venticinquenne tra i primi ad adottare un RE. Nel corso di una festa il suo rilevatore si accende per una donna, la misteriosa Rose English, con la quale ha un'avventura di una notte ma che nasconde in realtà segreti ben più grandi di lui. Jimmy vive assieme al fratello Aubrey e alla sua fidanzata Allyson in un equilibrio precario che alla fine gli ER distruggono smascherando una situazione di patologia e sentimenti repressi.
L'idea di base dell'opera è originale e interessante, indagare sulle conseguenze che una diretta espressione, senza possibilità di mascheramenti, dei propri istinti sessuali avrebbe in campo sociale e di relazione interpersonale. Tale analisi viene svolta però soltanto superficialmente, con un intreccio che oscilla tra il banale, un piatto racconto delle vicessitudini e delle inquietudini di Jimmy, e il surreale, la descrizione di un improbabilissimo embrione di guerra civile. Allo stesso modo, scarsa consistenza presentano gli argomenti presentati nel finale per spiegare l'operato del governo e l'introduzione improvvisa degli RE. In conclusione, quello che poteva essere un gran romanzo alla fine risulta una discreta lettura che lascia il lettore insoddisfatto, ancora con l'acquolina in bocca...
Non è più possibile quindi celare l'attrazione che si prova per un altro uomo o un'altra donna; secondo i sostenitori della riforma, questo dovrebbe condurre ad una semplificazione dei rapporti sociali nonchè ad un ridimensionamento di nevrosi e altre patologie legate a forme di sessualità represse. Gli RE sono applicati gratuitamente, attraverso una semplice operazione chirurgica indolore, in piccole roulotte che percorrono il paese. La riforma è accolta con ampio consenso e anche paesi stranieri sono intenzionati seguire le orme del governo britannico ma una piccola, ma combattiva, minoranza non si arrende e minaccia di gettare il paese nel chaos...
Il protagonista principale dell'opera è Jimmy Solent, un venticinquenne tra i primi ad adottare un RE. Nel corso di una festa il suo rilevatore si accende per una donna, la misteriosa Rose English, con la quale ha un'avventura di una notte ma che nasconde in realtà segreti ben più grandi di lui. Jimmy vive assieme al fratello Aubrey e alla sua fidanzata Allyson in un equilibrio precario che alla fine gli ER distruggono smascherando una situazione di patologia e sentimenti repressi.
L'idea di base dell'opera è originale e interessante, indagare sulle conseguenze che una diretta espressione, senza possibilità di mascheramenti, dei propri istinti sessuali avrebbe in campo sociale e di relazione interpersonale. Tale analisi viene svolta però soltanto superficialmente, con un intreccio che oscilla tra il banale, un piatto racconto delle vicessitudini e delle inquietudini di Jimmy, e il surreale, la descrizione di un improbabilissimo embrione di guerra civile. Allo stesso modo, scarsa consistenza presentano gli argomenti presentati nel finale per spiegare l'operato del governo e l'introduzione improvvisa degli RE. In conclusione, quello che poteva essere un gran romanzo alla fine risulta una discreta lettura che lascia il lettore insoddisfatto, ancora con l'acquolina in bocca...
sabato 1 marzo 2014
ANTOLOGIA IL MESTIERE DELL'AVVOLTOIO di Robert Heinlein
vai alla scheda completa de Il Mestiere dell'Avvoltoio
Buona antologia, con un romanzo breve e alcuni racconti che ci presentano un Heinlein per certi versi inedito a chi lo ha conosciuto grazie a capolavori come Fanteria dello spazio o Universo. La maggior parte delle opere qui inserite sfumano verso il fantasy o il mistery, ben lontano insomma dalla fantascienza "tradizionale" di cui Heinlein è un maestro riconosciuto.
Buona antologia, con un romanzo breve e alcuni racconti che ci presentano un Heinlein per certi versi inedito a chi lo ha conosciuto grazie a capolavori come Fanteria dello spazio o Universo. La maggior parte delle opere qui inserite sfumano verso il fantasy o il mistery, ben lontano insomma dalla fantascienza "tradizionale" di cui Heinlein è un maestro riconosciuto.
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