giovedì 26 dicembre 2013

LE MACCHINE INFERNALI di K. W. Jeter

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Commento:
Il romanzo appartiene al filone dello Steampunk, ambientato nell'Inghilterra di fine XIX secolo. Il protagonista è George Downer, il figlio di uno dei più grandi orologiai e produttore di marchingegni di vario tipo, da cui ha ereditato negozio e attività, benchè in lui brilli una minima parte del genio che albergava nel suo genitore. George conduce una vita piuttosto noiosa e monotona, cercando di mantenere il suo livello di vita agiato grazie a quelle piccole riparazioni che è in grado di fare sui capolavori creati dal padre, presso la sua casa londinese in compagnia del suo leale servitore, Creff.
La tranquilla routine di George viene distrutta dall'arrivo di un misterioso individuo, l'Uomo di Cuoio Marrone, che gli commissiona una riparazione su un misterioso apparecchio che, secondo lui, era stato costruito dal padre. Dopo quest'incontro, George si troverà immischiato in avventure e misteri che coinvolgono uomini di malaffare, misteriosi esseri anfibi, società segrete, automi, truffe e vendette in una escalation di intrighi e quesiti che troveranno spiegazione e soluzione soltanto nelle pagine finali dell'opera.
La narrazione è svolta in prima persona, per cui il lettore è immerso interamente nella prospettiva e nei dubbi del protagonista. Un intento umoristico, parodiante permea l'intero romanzo con una serie di personaggi, istituzioni, situazioni al limite tra il grottesco e il comico. I colpi di scena e d'azione si susseguono ad un ritmo forsennato che, nonostante la relativa modestia a livello di trama e idee di base, rendono la lettura comunque piacevole e divertente.
Trama:
Un misterioso individuo, l'Uomo di Cuoio Marrone, così chiamato per via del colore e dell'aspetto della sua pelle, porta un misterioso congegno presso George Downer nella speranza che il figlio del fu celebre orologiaio e inventore sia in grado di ripararlo. Poco tempo dopo altri due sconosciuti, un uomo di nome Scape e la signorina McThane, proclamatisi impresari teatrali, tentano, senza fortuna, di rubare tale misterioso apparecchio.
L'Uomo di Cuoio Marrone aveva lasciato come acconto una strana moneta, che riportava in effige una faccia dai tratti deformi, mai vista prima. Downer indaga su tale oggetto, scoprendo che l'effige ritrae San Lofio, ma nessuno sembra aver mai sentito parlare prima di questo santo. Utilizzando la moneta come una sorta di lasciapassare, Downer, ricercando il famoso falsario che dovrebbe averla forgiata, arriva infine nel misterioso distretto londinese di Wetwick, dove trova diversi strani individui, tutti con i medesimi tratti grotteschi del santo ritratto.
Downer riesce a rintracciare l'abitazione del falsario ma egli rimanda ogni discussione ad un'ora più tarda per improrogabili impegni. Quando George ritorna a cercarlo, però, lo trova morto in compagnia dell'Uomo di Cuoio Marrone per mano di misteriosi individui che fanno anch'egli prigioniero e tentano di annegarlo prima che l'Uomo di Cuoio Marrone, in realtà ancora vivo, non salvi entrambi.
Downer ritrova Scape e la signorina McThane che lo conducono presso la dimora fuori città di Lord Bendray, recando con sè il misterioso marchingegno affidatogli dall'Uomo di Cuoio Marrone. Tale apparecchio si rivela essere un regolatore eterico che, secondo Lord Bendray, dovrebbe servire per attivare una folle macchina costruita dal padre di George allo scopo di distruggere la Terra e attirare così l'attenzione da parte degli extraterrestri con cui Lord Bendray spera di venire a contatto, sopravvivendo all'apocalisse in una sorta di cabina di sicurezza.
Downer viene presentato ad altri ospiti di Lord Bendray, sir Wroth e consorte, membri della cosiddetta Regia Anti-Società, i quali sono stati convinti da Scape di come egli sia in realtà un altro prodigio meccanico costruito dal padre: il Paganinicon, un automa in possesso del virtuosismo musicale del famoso Paganini. All'inizio di quella che doveva essere una esibizione pubblica dell'automa, la residenza di Lord Bendray viene attaccata dal Pio Esercito, una specie di associazione di fanatici religiosi che intendono catturare quella macchina demoniaca che ritengono essere il Paganinicon.
Downer fugge dalla residenza di Lord Bendray e si ritrova in un villaggio di persone simili a quelle del distretto di Wetwick. Egli tenta di catturare la loro attenzione esibendo la moneta di San Lofio ma così facendo scatena la loro rabbia e viene salvato soltanto dall'intervento di alcuni sconosciuti. Questi si rivelano essere al soldo di Mollie Maud, pagati per ingannare e portare a Londra delle ragazze di campagna da impiegare nei suoi bordelli. Mostrando la moneta, Downer aveva convinto i paesani di esseri anch'egli uno di quei malefici seduttori. La banda porta Downer al cospetto della loro padrona, che si rivela essere in realtà la famosa signora Trabble, la comandante dell'Associazione Dame per la Soppressione del Vizio Carnale, che, vistasi scoperta, immediatamente ordina che sia catturato.
Downer si ritrova così braccato da ben tre nemici: il Pio Esercito, i bravi di Mollie Maud e gli abitanti del villaggio. Soltanto l'intervento dell'Uomo di Cuoio Marrone lo salva, permettendogli di trovare rifugio in una carrozza con al suo interno il vero Paganinicon e la Signora Wroth. L'automa gli conferma di essere creazione di suo padre e di essere stato creato a sua stessa immagine e somiglianza; è il cervello medesimo di Downer che, grazie alla sua natura flemmatica, irradia quel tipo di vibrazioni che consentono al Paganinicon, opportunamente calibrato, di interagire con l'ambiente circostante. Scape aveva scoperto l'automa dimenticato ma non sapeva che era necessaria la vicinanza del figlio originale del suo costruttore per innescarne l'attività.
Downer si imbarca, con Scape e la Signorina McThane, a bordo di una nave di Sir Wroth dove pensano di essere finalmente al sicuro. Ma quest'ultimo si rivela essere in realtà un infltrato del Pio Esercito nella Regia Anti-Società e annunzia loro l'intenzione di ucciderli una volta raggiunte le isole Groughay. Downer viene salvato ancora una volta dall'Uomo di Cuoio Marrone, che si svela la sua vera identità: egli è l'ultimo superstite di una antica razza anfibia, con la quale il padre di George aveva avuto diversi contatti, estintasi dopo che gli umani distrussero l'ambiente naturale dove gli anfibi si riproducevano, dei banchi di alghe al largo delle isole Groughay, il cui commerciò frutto grandi ricchezze a Lord Bendray. I misteriosi esseri del distretto di Wetwick sono il risultato dell'incrocio imprevisto tra quella razza e gli umani ed è stata ancora di Lord Bendray l'idea di utilizzare le giovani ragazze ibride nei turpi affari di Mollie Maud.
Riattivando il vecchio macchinario che il padre di George aveva costruito per raccogliere velocemente grandi ammassi di alghe, la nave viene distrutta e Downer e i suoi due compagni possono trovare rifugio sulle isole ora deserte. L'Uomo di Cuoio Marrone ha un piccolo vasetto che contiene quella che può essere l'ultima progenie della sua specie, nata dall'incrocio tra il suo seme e le uova della popolazione ibridata. L'esperimento però fallisce e l'Uomo di Cuoio Marrone si sfoga contro Downer e l'umanità intera per poi sparire.
Improvvisamente però, pochi giorni dopo, ricompare portando a nuoto Downer sulla terra ferma e convincendolo che è assoluta necessità che torni velocemente alla dimora di Lord Bendray. Qui Downer ritrova Scape e lo stesso sir Wroth che si rivela essere in realtà un infiltrato del governo, della Regia Società, che aveva utilizzato il Pio Esercito solo come copertura. Il suo compito era di impedire l'attivazione della malefica macchina di Lord Bendray che, dotata ora del regolatore eterico, è stata innestata dalla vicinanza di Downer. Ricompare sulla scena anche l'Uomo di Cuoio Marrone che avendo previsto la cosa aveva incitato Downer a tornare sul luogo proprio affinchè accadesse questo e potesse così vendicarsi dell'umanità.
Rimane un unico mezzo per salvare la Terra: modificare il carattere flemmatico delle vibrazioni del cervello di George... e per questo si offre volontaria la Signorina McThane, da sempre invaghita dell'uomo. Il pianeta così si salva, mentre Lord Bendray sprofonda nel delirio convinto di essere l'unico sopravvissuto e di parlare ora soltanto con i suoi tanto ricercati alieni.

domenica 15 dicembre 2013

SCACCO AL TEMPO di Fritz Leiber

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Il protagonista del romanzo è un uomo, Carr Mackay, che conduce una vita tranquilla e ordinaria, con un semplice lavoro da impiegato presso l'ufficio di collocamento. La sua esistenza viene sconvolta dall'incontro casuale, sul luogo di lavoro, con Jane, una ragazza che gli apre le porte sulla vera natura della realtà che lo circonda. Carr arriva infatti a comprendere come la stragrande maggioranza delle persone non siano realmente consapevoli, ma recitino un copione già scritto, come parti meccaniche di quel grande orologio che è l'universo. Nonostante al lettore lo scenario appaia già chiaro dopo poche pagine, Carr tenta in tutti i modi di far rientrare gli inspiegabili fatti che si succedono dopo che egli ha abbandonato i binari del suo ruolo previsto all'interno del meccanismo. L'accettazione dell'inquietante stato delle cose procede parallelamente alla compresione della natura orrida, terrificante della banale vita che lo circonda. E se tutti gli altri esseri umani non sono altro che marionette prive di coscienza, è la solitudine, in ultima istanza, a gettare nel panico Carr, l'assoluta totale trasparenza, irrilevanza della sua vita, delle sue azioni per tutti coloro che proseguono nei binari tracciati dal meccanismo universale. Il quadro già pessimista dell'opera è completato dalla descrizione di altri "risvegliati". Jane è infatti inseguita e perseguitata da tre loschi personaggi che, appena capiscono come anche Carr sia uno di loro, tentano di catturare anche il protagonista. Carr e Jane vengono salvati solo dall'intervento di misteriosi uomini dall'"impermeabile scuro", presumibilmente inviati da un altro "risvegliato" conosciuto per caso da Carr. Questi gli ha rivelato come la maggior parte di chi ha ritrovato la consapevolezza finisca per organizzarsi in piccole bande che combattono tra loro per il potere e, soprattutto, che trattano tutti gli altri esseri umani come burattini alla loro mercè. L'idea di base del romanzo è interessante ma lo sviluppo della trama e dei personaggi non ne consentono una piena realizzazione. L'opera si concentra sulle vicissitudini quotidiane del protagonista, alternando fughe, incontri misteriosi, allucinazioni a lunghi paragrafi introspettivi, che risultano abbastanza ripetitivi, lasciando senza risposta diverse questioni sollevate nel corso dell'opera. I personaggi al di fuori del protagonista e, in parte, di Jane non sono minimamente approfonditi e l'intervento risolutivo di questi misteriosi "men in black" è una forzatura senza la minima spiegazione. Ben costruito, invece, il finale che riporta l'attenzione del lettore sul vero significato dell'opera e interroga tutti quanti sull'indirizzo della vita di ciascuno.

domenica 1 dicembre 2013

TEMPO SENZA TEMPO di Clifford Simak

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Commento:
In un futuro non troppo lontano, la Terra è divenuta una sorta di università che ospita alieni provenienti da ogni parte dello spazio esplorato. Non solo: creature mitiche come folletti, gnomi, fate e banshee popolano alcune aree loro specificatamente dedicate. Il viaggio nel tempo è un ritrovato tecnologico ormai comune tanto che una apposita Facoltà del Tempo ha come scopo l'esplorazione del passato e riporta nel presente manufatti di ogni era o personaggi che hanno fatto la storia, rischiando di svelare scomode verità nascoste...
Il protagonista del romanzo è il professor Peter Maxwell. Di ritorno da quello che doveva essere un viaggio verso uno dei pianeti al confine dello spazio conosciuto alla ricerca del drago, l'unico essere mitologico ancora non riscoperto nella realtà, scopre che una sua copia è già tornata, e morta, sulla Terra. Circondato da alcuni bizzarri compagni come un uomo di Neanderthal, Shakespeare ripescato dal passato, il suo spettro, uno scorbutico folletto e altri ancora, Maxwell riesce, poco alla volta, a fare luce sull'accaduto per ritrovarsi all'interno di un complotto più grande di quanto poteva immaginare.
Il complotto riguarda i Rotanti, una razza aliena davvero inusuale, avvolta nel mistero e con cui l'uomo ha da poco iniziato a interloquire, ma soprattutto un pianeta, il pianeta di cristallo, e una civiltà antichissima, in possesso di una immensa ricchezza di conoscenze che aspettano un nuovo padrone...
Il romanzo è esemplificativo della produzione di Simak. Concetti scientifici (come il teletrasporto, il viaggio nel tempo, la teoria dell'universo pulsante) vengono presi e utilizzati, anche in maniera apparentemente superficiale o semplicistica, per produrre una fantascienza umanistica nel senso più profondo del termine, dedicata a ciò che ci rende davvero umani, ovvero la sfera della coscienza, dei sentimenti, l'interiorità. E il termine umano viene inteso in un senso più ampio includendo ogni essere, sia animale, essere mitologico o semplicemente alieno, che "senta", che provi le nostre stesse emozioni e sentimenti.
I Rotanti sono immediatamente inquadrati come una minaccia non perchè siano alieni o potenziali rivali dei terrestri ma perchè sono "altro da noi", perchè non possono rientrare in quell'umanità allargata che popola il nostro e molti altri pianeti, perchè incapaci di provare sentimenti. Sono fonte di terrore e orrore, emozioni che trovano consistenza fisica nella loro natura fisica di colonie senzienti di insetti, gli esseri viventi più lontani dalla prospettiva umana che vivano sulla Terra.
Il ritmo narrativo del romanzo è elevato. Il professor Maxwell, in balia degli eventi, viene trascinato in un vortice di incontri e accadimenti su cui appare avere poco o nessun potere: è il tipico protagonista di Simak, quasi una sorta di antieroe del futuro. Il finale non risolve, in realtà, tutte le questioni irrisolte aperte nel corso dell'opera, lasciando un amaro retrogusto di insoddisfazione e di precarietà nello sviluppo logico degli eventi medesimi. Se a livello di contenuti e di trama l'opera non è da ricordare, il romanzo però si riscatta, almeno in parte, grazie alla carrellata di personaggi e situazioni comiche, paradossali che contribuiscono in maniera determinante a rendere la lettura piacevole e divertente. Nel complesso, giudichiamo quindi l'opera una lettura discreta che ci sentiamo però di consigliare davvero soltanto a chi abbia già avuto modo di apprezzare Simak in passato o chi stia cercando una lettura leggera e di sicuro svago.
Trama (attenzione spoiler!):
Il professor Peter Maxwell, tornato sulla Terra, scopre come una sua copia fosse già arrivata un mese prima e poi morta in un incidente, trovando la sua vecchia casa occupata da una studentessa, Carol Hampton, e dal suo grosso gatto Silvestro, un bio-meccanismo. I due si ritrovano in un pub assieme con Alley Oop, un neanderthaliano riportato nel presente dalla Facoltà del Tempo, e Spettro, un fantasma che non si ricorda chi essere stato in vita.
Durante la discussione, Carol racconta ai commensali di aver saputo che la Facoltà del Tempo ha ricevuto una offerta, attraverso un intermediario, un avvocato di nome Churchill che Maxwell conosce, per l'Artifatto, un'imponente specie di pietra ritrovata nel Giurassico e che, secondo Maxwell, poteva essere stata il dio del piccolo popolo, i folletti.
Per sfuggire a giornalisti e curiosi vari, Maxwell va a stare nella capanna di Oop, cui racconta il viaggio che lo aveva portato non su Procione, come previsto per ricercare il drago, ma bensì su uno strano pianeta, il pianeta di cristallo, popolato da creature che pensa fossero spettri d'una razza aliena e che lo hanno incaricato di vendere il loro incredibile bagaglio di conoscenza, accumulata nel corso di miliardi di anni, addirittura dall'universo precedente, senza però dirgli alcunchè riguardo al prezzo richiesto.
Su invito di una strana creatura aliena con parvenze di un gamberetto gigante, Maxwell si reca furtivamente ad un ricevimento tenuto da una sua vecchia amica, Nancy Clayton. Qui incontra un Rotante che, anche attraverso minacce, tenta di convincerlo a concludere con loro la vendita della conoscenza del pianeta di cristallo.
In seguito, Maxwell scopre che anche Churchill lavora per i Rotanti, ed è per conto loro che ha presentato l'offerta alla Facoltà del Tempo per l'Artifatto. Il professore parla anche con un Banshee che gli racconta come loro, e in seguito i folletti e gli gnomi, fossero creature provenienti dall'antico pianeta e di aver comunicato egli stesso ad un Rotante come il prezzo per la conoscenza offerta fosse costituito unicamente dall'Artifatto.
Maxwell si rivolge allora al Preside della Facoltà del Tempo per tentare di bloccare la vendita ma scopre che l'affare è già stato completato. Con i suoi amici si reca al museo per vedere l'Artifatto almeno un'ultima volta ma quando gli si avvicina con la macchina traduttrice che Maxwell aveva impiegato sul pianeta di cristallo, l'Artifatto si rivela essere una prigione che custodiva l'ultimo drago realmente esistente.
Un banshee spiega a Maxwell come tali creature non fossero altro che gli animali domestici degli abitanti del pianeta di cristallo, desiderosi soltanto di trovare una casa accogliente per il loro ultimo caro cucciolo mentre i Rotanti non fossero in realtà altro che servi venuti sulla Terra insieme a folletti e banshee nella notte dei tempi. Il drago ora liberato può vivere sulla Terra custodito da folletti e gnomi mentre l'uomo riceverà in eredità tutto il bagaglio di consocenza dell'antico pianeta.

mercoledì 20 novembre 2013

LA STAZIONE ROSSA di Aliette de Bodard

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Commento: Il romanzo è ambientato in un futuro imprecisato in cui l'uomo ha compiuto i primi passi verso la conquista dello spazio, colonizzando ventitrè pianeti. L'umanità intera, almeno apparentemente, sembra essere organizzata in un unica entità politica, l'impero del Dai Viet, e l'intera civiltà è basata su modelli culturali e di comportamento tipici delle civiltà orientali. I tratti fondamentali che caratterizzano il contesto sociale e le relazioni tra i personaggi dell'opera sono il senso della gerarchia, dell'autorità e l'ossessivo rispetto delle formalità. L'intera vita di una persona è determinata, in giovane età, dal suo curriculum scolastico. Senza distinzioni di sesso, ragazzi e ragazze studiano duramente per prepararsi ai molti esami che se, sorpassati, aprono le porte verso gradi sempre più alti della macchina burocratica imperiale. Chi fallisce tali prove è condannato a condurre una vita all'ombra del proprio coniuge, diventando partner secondario all'interno del matrimonio, nella maggior parte dei casi deciso a tavolino dalle famiglie senza che i futuri coniugi abbiano mai scambiato più di qualche parola. Da tradizione orientale, grande importanza rivestono lo studio dei classici: citazioni o rimandi alle opere classiche sono continuamente utilizzati non solo nei discorsi ufficiali ma anche quotidianamente per esprimere stati d'animo o opinioni che non possono essere comunicate direttamente all'interlocutore, rispettando l'ossessiva attenzione riposta nella cortesia formale all'interno dei rapporti. Anche la tecnologia è utilizzata in simbiosi con i tratti cuturali dominanti. Gli antenati, cui tradizionalmente le civiltà orientali tributano onori e culto, rivivono ora all'interno delle menti stesse degli uomini e donne più altolocate sotto forma di impianti memo per fornire continuamente loro opinioni e consigli. Le vicende narrate sono ambientate a bordo di una stazione spaziale, la Stazione Prosperità, mentre la periferia dell'Impero è sconvolta dalla guerra, con truppe di feudatari ribelli che attaccano i soldati imperiali. Stazione Prosperità è governata da una Intelligenza Artificiale, l'Onorevole Antenata, che è in contatto continuo con le menti di tutti coloro che sono a bordo, una presenza che dà sicurezza e protezione per alcuni, per altri invece una prigione. Su Stazione Prosperità troverà rifugio Linh, precedenemente magistrato di uno dei pianeti invasi, la cui permanenza sulla stazione sarà segnata dal difficile rapporto con Quyen, una donna con modesta istruzione che si è ritrovata amministratrice della stazione dopo la partenza di suo marito in guerra. Il futuro di Prosperità risulterà però in bilico per minacce sia interne che esterne e che soltanto nelle ultime pagine della novella troveranno risposta. L'opera ha una forte dose di originalità nell'ideazione di uno scenario storico davvero singolare che ritrae la costruzione di un impero umano nello spazio con connotati orientali quando, come sappiamo, nella quasi totalità dei casi l'espansione dell'uomo nel cosmo viene vista, ovviamente, sotto l'egida della civiltà occidentale. L'autrice è molto abile nella riproporre i tratti tipici della società e della cultura orientale riadattandoli ad un contesto fantascientifico senza cadere in descrizioni didascaliche o che possano essere percepite come inutili ai fini della narrazione, ma anzi fondamentali per seguire la stessa. L'intreccio è l'unico punto debole dell'opera, a mio giudizio, con un finale un po' deludente e semplicistico; di difficile comprensione è in particolare l'inaspettata evoluzione del rapporto tra le due donne protagoniste nelle ultime pagine della novella. Nonostante questo siamo comunque di fronte ad una lettura molto interessante, soprattutto per le caratteristiche di originalità che abbiamo evidenziato e che consigliamo quindi a qualunque amante della fantascienza. Trama (attenzione spoiler!): Linh, magistrato del Ventitreesimo Pianeta dell'Impero, trova rifugio sulla Stazione Prosperità, dove abitano diversi suoi parenti, convinta dal suo assistente a fuggire prima dell'attacco finale delle truppe di ribelli. Su di lei pende anche una potenziale ritorsione imperiale per aver scritto direttamente all'Imperatore denunciando l'incapacità dei suoi consiglieri e della necessità di intervenire prontamente a sedere le ribellioni. Arrivata sulla nave, Linh fa conoscenza della cugina Quyen, amministratrice di Prosperità, e dell'Intelligenza Artificiale che la governa, l'Onorevole Antenata. Le due donne, così diverse per cultura ed educazione, non si sopportano vicendevolmente, soprattutto dopo che Linh si lamenta apertamente con la cugina riguardo la mansione che le è stata affidata (insegnante per due ragazzine) che non ritiene adeguata al suo rango e alla sua preparazione. Linh fa amicizia con un altro cugino, Huu Hieu. Quest'ultimo sembrerebbe aver venduto gli impianti memo degli antenati per debiti di gioco ma la somma guadagnata appare troppo grande rispetto all'importo delle scommesse. Mentre Quyen indaga sulla cosa, l'uomo confida a Linh di avere in progetto di abbandonare Prosperità fuggendo con un'amante, ormai convinto della morte della moglie, che manca dalla stazione da molto tempo. L'Onorevole Antenata intanto sta mostrando segnali di malfunzionamento, che vengono riconosciuti come tali anche da Dama Oanh, Gran Maestro dell'Armonia del Disegno, ovvero costruittrice di Intelligenze Artificiali, una importantissima gerarca della burocrazia imperiale arrivata in visita sulla nave. Dama Oanh conferma anche a Linh che il suo rapporto è stato notato alla corte imperiale ma al tempo stesso le dà speranza suggerendole che potrebbe avere degli alleati anche a corte. Quyen è desiderosa di imbastire un banchetto che onori la visita di Dama Oanh, sperando che questa possa aiutare la comunità riparando l'Onorevole Antenata. Per fare questo si umilia chiedendo aiuto anche a Linh, che dovrebbe comporre alcune poesie per allietare il pranzo. Linh scopre però come Quyen abbia bloccato un messaggio speditole dal suo fedele aiutante prima di morire per mano dei ribelli sul Ventitreesimo Pianeta e per vendicarsi compone durante il banchetto una poesia scandalosa che, nonostante non fosse la sua intenzione conscia, rivela a tutti il piano segreto del cugino Huu Hieu. Nonostante lo scandalo, Dama Oanh, scopre il malfunzionamento dell'Onorevole Antenata suggerendo le operazioni da intraprendere, operazioni che comporterebbe la cancellazione della memoria dell'Intelligenza Artificiale almeno per l'ultima generazione di abitanti della stazione. Prima di lasciare la stazione, inoltre, Dama Oanh rivela a Quyen l'arrivo della Guardia Ricamata, il terribile corpo speciale dell'esercito Imperiale, col compito di trovare e punire i traditori e, nei casi più gravi, anche i loro parenti. La Guardia Ricamata arriva effettivamente e prende in consegna Linh. Il magistrato però spiega loro di essersi imbarcata clandestinamente sulla nave e la sua versione viene confermata dall'Onorevole Antenata, il cui malfunzionamento in un certo qual modo le consente quindi di mentire. In questa maniera tutti i parenti di Linh sulla nave sono salvi e, in un ultimo saluto, Linh e Quyen dimenticano le vecchie distanze e si salutano fraternamente. Prima dell'incontro, inoltre, Linh fa recapitare alla cugina gli impianti memo di Huu Hieu, trovati nella casa di un precettore che li aveva comprati per aiutare i suoi studenti a superare gli esami.

martedì 12 novembre 2013

E SARA' LA LUCE di James Tiptree jr.

vai alla scheda completa di E Sarà la Luce Il romanzo è ambientato in un futuro imprecisato in cui l'umanità sembra vivere in pace con altre razze aliene all'interno di una organizzazione nota come Federazione. L'estensione spazio-temporale degli eventi narrati è molto limitata: l'intera narrazione si svolge infatti nell'arco di circa una giornata, su una piccola porzione del pianeta Damien. Tale pianeta, situato ai margini della galassia, è abitato da una specie senziente autoctona, i Dameii, curiosi esseri alati dai tratti umanoidi. Per anni il pianeta è stato occupato da organizzazioni criminali umane che hanno torturato i Dameii per ottenere una specie di droga nota come Lacrime di Stella. Il disgustoso traffico è durato fintanto che la Federazione non ha scoperto l'ubicazione del pianeta e, dopo aspre battaglie, è riuscita a debellare i criminali. Damien è ora severamente controllato e matenuto in quarantena; una nave spaziale dell'esercito è tenuta costantemente nelle vicinanze pronta a intervenire nel caso i tre custodi che sono ora stanziati sul pianeta abbiano necessità del suo aiuto. Damien è ora anche testimone di un evento eccezionale; è il primo pianeta, infatti, che sta per essere raggiunto dagli stati più interni dell'esplosione di Vlyracocha, una supernova, nota anche col nome di Stella Assassinata, la cui storia è legata all'ultima guerra combattuta dall'uomo, una guerra su cui grava il peso di un pesante fardello di colpa e infamia... Per assistere all'evento, una dozzina di spettatori è arrivata sul pianeta, dove vengono ospitati presso la stazione e l'ostello gestiti dai tre custodi. Si tratta di un gruppo particolarmente eterogeneo: vi troviamo un un manager e regista proveniente da Telemondo (una specie di Hollywood interstellare) con quattro giovanissimi attori della sua serie tv soft-porno, un giovane principe ereditario, un artista, una nobildonna che spera nelle radiazioni della supernova per guarire sua sorella da anni in stato vegetativo, due studiosi e, infine, un Aquaman (una specie di esseri umani modificati geneticamente per vivere in ambienti acquatici). Ma, dietro alcune di queste identità, si celano ben altri scopi rispetto alla semplice visita turistica... Lo spazio-tempo condensato degli accadimenti rende il ritmo della narrazione molto elevato e quella che sembra essere inizialmente una tranquilla storia di planetary romance si trasforma in una serie di sorprese e capovolgimenti di prospettiva che si succedono uno dopo l'altro, in maniera quasi parossistica. Non uno, ma ben due complotti risulteranno alla fine sventati dagli eroi di turno nel corso di questa terribile notte di eventi. L'autore fa largo uso del dialogo, limitando le descrizioni introduttive al minimo indispensabile mentre i personaggi sono presentati al lettore uno dopo l'altro, in una successione di mini-racconti, intermezzi, inseriti nell'alveo nella narrazione principale, secondo uno schema che alla fine risulta però abbastanza monotono. L'intera costruzione del romanzo ha un qualcosa di eccentrico, di eccessivo, quasi fosse una commedia. L'autore dà l'idea infatti di aver quasi appositamente voluto esagerare nel creare una carrellata di personaggi e storie al limite dell'inverosimile. Questa atmosfera di irrealtà mitiga la portata emotiva delle terribili efferatazze narrate (la terrificante storia dei Dameii) e ridimensiona anche certi riferimenti al presente (come la tratta di ragazzini schiavi descritta nel mondo della produzione porno di Telemondo). Il lieto fine che l'autore costruisce meticolosamente, in maniera piuttosto forzata dobbiamo dire, per quasi tutti i personaggi chiude il cerchio della narrazione, i cui toni estremi sembrano aver voluto simboleggiare le luci abbaglianti e le ombre più cupe che la vita di ogni uomo e dell'umanità nel suo complesso possono raggiungere. Certamente il finale riservato ai Dameii lascia più di una perplessità: gli alieni, fino al giorno prima sospettosi dell'uomo, sono improvvisamente desiderosi di abbracciare cultura e tecnologia umana, con l'intento addirittura di realizzare profitto dal medesimo oggetto dei loro peggiori incubi... Concludendo, il romanzo è una lettura complessivamente più che discreta ma, particolare, anomala diremmo, e valida forse più dal punto di vista dell'impatto emotivo che dei contenuti veri e propri dato che qualche spunto di originalità, seppur di natura piuttosto macabra, non compensa un intreccio che, in taluni momenti, dimostra diverse debolezze e lacune logiche.

martedì 5 novembre 2013

MR. SMITH VA IN VACANZA di Dario Giansanti

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Il romanzo ha come protagonista Mr. Smith, un alieno proveniente da un pianeta anello di Beta Crucis, in vacanza sulla Terra. Assunta l'identità di un banale e noioso ragioniere (ma ci sono identità di riserva pronte a subentrare...), Mr. Smith fa esperienza delle più disparate azioni di un tipico abitante di New York: l'attesa del bus, il soggiorno nell'hotel, la consumazione dell'hot dog. In realtà gli alieni in vacanza nella città sembrano essere una infinità e la forma umana non appare neanche tra le più in voga, giacchè dalla comunità galattica i veri abitanti intelligenti della Terra sembrano essere ritenuti cani, topi, calamari, parameci e via dicendo, insomma tutto tranne l'uomo (e in particolare l'uomo occidentale!), che da tempo immemore fanno già parte della Lega Esseri Senzienti. Armato di un ottimo Surrogato d'Ignoranza, Mr. Smith, un Impulso Illogico alla volta, si abbandona all' Indefinibile Inevitabilità del Divenire, ovvero alla volontà dell'Io Narrante Universale, il vero e proprio costruttore del mondo. Mr. Smith, provando una volta a seguire il Libero Arbitrio, finisce nel cantiere ancora non terminato di una scena successiva, dove viene subito rimproverato dall'Io Narrante Universale. Quest'ultimo si inserisce anche altre volte nella trama, assieme ad un strampalato Assistente Turistico costituito da un eterogeneo grupposcolo di sei bertucce, due cespugli e un'aringa affumicata che finirà male... L'opera non ha un vero e proprio intreccio, ma è piuttosto una successione di battute, episodi fulminanti, situazioni paradossali che l'autore riesce con successo ad amalgamare e collegare tra loro. Alcune trovate sono davvero ben riuscite, basti pensare all'Ufficio per le Mancanze di Scopi o all'interazione del meta-personaggio dell'autore all'interno dell'opera stessa; humor e risate da semplice sketch comico si alternano con una satira di maggior spessore che di volta in volta ha come vittime i più disparati settori del pensiero e dell'esistenza umana, dalla vita famigliare a quella lavorativa. Un'opera sui generis (sulla scia, come l'autore indica, di Robert Sheckley, sia nei contenuti che nello stile), divertente e assolutamente godibile seppur il continuo ricorso alla sorpresa, all'inverosimile, al paradossale possa risultare, alla lunga, un po' forzato o comunque soffrire, com'è ovvio, di un progressivo ridimensionamento a livello di impatto innovativo sul lettore.

lunedì 28 ottobre 2013

DOPO LA CADUTA di Nancy Kress


Scheda completa de Dopo la Caduta di Nancy Kress
La novella è costruita su due trame parallele che si incontrano definitivamente soltanto al termine dell'opera. Il primo filone è ambientato nel 2035: un tipico scenario post apocalittico che vede la Terra distrutta, devastata da una serie di cataclismi ad opera, forse, dei Tesslie, degli alieni della cui natura, organica o artificiale, non si sa alcunchè. Non si conoscono neanche i motivi per i quali questi invasori o presunti tali abbiano salvato 26 esemplari, uomini e donne, ponendoli al riparo (la superficie terrestre non è più abitabile) di una struttura artificiale, il Guscio. Quando i Tesslie si sono resi conto dell'incapacità dei sopravvissuti di generare una prole fertile in grado di far sopravvivere l'umanità, hanno loro donato la Macchina del Prelievo, un macchinario in grado di aprire quelli che sembrano cunicoli spazio temporali, attraverso i quali i pochi nati della seconda generazione di sopravvissuti possono rapire bambini e rubare cose dal passato. Il secondo filone inizia invece nel 2013. La protagonista è una matematica, Julie Khan, che collabora con l'FBI sul caso di alcuni misteriosi rapimenti di bambini (quelli che il lettore capisce subito essere dovuti ai viaggiatori del tempo) cercando algoritmi in grado di prevederli. L'apparente fallimento del suo tentativo fa decadere la collaborazione ma, l'anno seguente, mentre i primi segni di una catastrofe ecologica incombono sul futuro del pianeta, Julie ritorna sulla pista fino a incontrare uno dei viaggiatori dal futuro, al quale affida la bambina appena nata e affida un messaggio da riportare nel Guscio. L'opera si legge tutta d'un fiato, scritta in maniera scorrevole e dotata di un intreccio avvincente e originale sia nella caratterizzazione dei personaggi, che nella costruzione del contesto e dei temi affrontati. Classici argomenti come la sopravvivenza post apocalisse e il viaggio nel tempo vengono abilmente amalgamati all'interno di un disegno che mantiene infatta fino alla fine la suspence nel lettore utilizzando sapientemente pause narrative dedicate ai personaggi di entrambi i due filoni narrativi. A deludere è il finale, che non dà praticamente alcuna risposta ai punti di domanda che albergano dall'inizio nella mente del lettore ovvero cosa è successo davvero alla Terra? Chi sono i Tesslie? Nelle pagine finali l'autrice rovescia completamente la prospettiva, introducendo una possibile interpretazione della vicenda che appare però improvvisata, calata dall'alto del narratore onnisciente in maniera troppo repentina e priva di una reale consistenza logica, sfociando in un certo misticismo che mal si concilia col resto dell'opera. E' davvero un peccato che la conclusione non sia stata all'altezza perchè, in caso contrario, Dopo la Caduta poteva entrare di diritto tra le migliori opere di fantascienza degli ultimi anni. Nonostante questo, la novella rimane comunque una lettura interessante e consigliata a tutti.