domenica 18 luglio 2021

LA TRILOGIA EVERNESS di Ian McDonald

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Il ciclo è basato su un tema classico della fantascienza, l'esistenza di un un certo numero (in taluni casi infinito) di realtà parallele, piani alternativi dell'esistenza, che possono differire dal nostro soltanto per minuziosi dettagli o essere totalmente estranei. L'opera riprende il concetto di Multiverso, proposto anche in forma rigorosa dalla fisica moderna nella cosiddetta "interpretazione a molti mondi" della meccanica quantistica, dando possibilità ai suoi personaggi di viaggiare al suo interno, muovendosi da un universo all'altro; ma, in realtà, il viaggio si compie sempre sul pianeta, ovvero tra versioni differenti della Terra. Alcune di queste terre parallele sono popolate dall'uomo e differiscono in alcuni ma sensibili dettagli: un mondo dove l'isola della Gran Bretagna è posta al largo dello stretto di Gibilterra ed è oggi un paese musulmano, un'altra Terra che è stata visitata e raggiunta da emissari di una civiltà aliena, un'altra ancora dove la tecnologia non si basa sullo sfruttamento degli idrocarburi ma sul carbone e l'elettricità. Altri mondi invece non conoscono neanche l'uomo, con gli eredi dei dinosauri che hanno colonizzato l'intero pianeta solare e raggiunto un livello tecnologico avanzatissimo; in altri ancora invece l'umanità sta morendo, come su T1, dove una forma aggressiva di nanotecnologia ha finito per impadronirsi di ogni cosa. T1 sta per Terra 1, il pianeta fondatore del Plenum dei Mondi Conosciuti, una organizzazione che assicura, o dovrebbe assicurare, la comunicazione e la collobarazione tra le diverse Terre parallele popolate dall'uomo.
La "nostra" Terra è T10, la decima, ed è da essa che proviene il protagonista principale dell'opera, Everett Singh, figlio di Tejendra Singh, il grande fisico, dalle evidenti origine indiane, che è il principale contributore allo sviluppo dei portali di Heisenberg (così sono chiamate le porte che connettono i mondi paralleli) nel nostro mondo. Tejendra Singh non si è però limitato a questo, egli ha infatti realizzato qualcosa in cui nessun altro è riuscito prima nel Plenum, e questo attira l'attenzione di strani personaggi, appartenenti a quello che pare una sorta di maligno consesso segreto dagli obiettivi poco chiari al di là della immediata sete di potere e assenza di qualsiasi ombra di scrupolo morale. Tejendra viene rapito e sarà Everett a ricevere il suo segreto, un segreto che gli permette di spostarsi all'interno degli universi paralleli alla ricerca di suo padre, anche grazie all'aiuto di nuovi amici, conosciuti su quello strano mondo senza petrolio, solcato da grandi aeronavi come nel nostro non siamo abituati a vedere dai primi decenni del secolo scorso.
Occorre precisare subito che siamo di fronte ad un'opera di sostanziale pura Fantascienza Avventurosa, in possesso di una trama semplice, lineare, un intreccio condito da inseguimenti, battaglie, lotte. I concetti "scientifici" legati alla natura del Multiverso sono usati soltanto come contorno ma non hanno la benchè minima influenza sul corso degli eventi, la tecnologia che permette il salto tra i mondi paralleli è descritta in maniera oscura se non confusa e alla fine dà l'impressione di una sorta di artefatto magico invocato dal protagonista nel momento di necessità. I personaggi sono manichei. Il protagonista principale Everett, permetteteci il paragone, è un piccolo Harry Potter: solo quattordicenne, già in grado di comprendere la fisica quantistica e i suoi sviluppi più avanzati, un nerd capace di scrivere interi sofisticatissimi programmi informatici in pochi minuti e in condizioni ambientali avverse, ma allo stesso tempo un grande portiere di calcio dai riflessi sovrumani e, tanto per non farci mancare nulla, anche un eccellente cuoco. Ovviamente, tra un'impresa e l'altra, riesce pure a far innamorare di sè Sen, la figlia adottiva della capitana dell'aeronave di T3, l'Everness, che lo accoglierà nell'equipaggio, anche grazie alle sue già citate qualità di cuoco. A bordo dell'aeronave troviamo altri personaggi particolari, tra i quali spicca la figura di un esule Confederato (sì, su T3 gli Stati Confederati d'America esistono ancora) che ad ogni occasione cita un versetto della Bibbia.
In conclusione, riteniamo il ciclo non più (ma non di meno) che un sano esempio di Fantascienza Avventurosa, in grado sicuramente di intrattenere e divertire il lettore, ma senza idee veramente originali o particulari spunti creativi. Una particolare avvertenza però dobbiamo darla: la trilogia non è conclusiva, il terzo volume infatti termina senza dare un vero e proprio finale al ciclo, con Everett ancora in piena lotta con i suoi nemici.

venerdì 2 luglio 2021

CICLO DI ILIUM di Dan Simmons

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Thomas Hockenberry è un professore americano del '900 che ha passato la sua vita a studiare ed insegnare letteratura, in particolare l'Iliade. Egli vive ora una seconda esistenza, assistendo allo svolgimento della guerra di Troia: è infatti uno degl scoliasti, studiosi che devono monitorare l'andamento del conflitto assicurandosi che segua esattamente quanto descritto da Omero, facendo rapporto agli dei, in particolare alla Musa. Così si apre uno dei cicli fantascientifici recenti più originali, ricchi di immaginazione e spunti davvero geniali. Il lettore è inizialmente spaesato, incapace di capire cosa stia realmente accadendo: E' la vera guerra di Troia quella cui sta assistendo, forse visitata da viaggiatori nel tempo? Chi sono questi Dei che, come quelli ritratti da Omero, intervengono nelle battaglie, giocano con gli umani come bambini con le loro bambole e sono dotati di poteri tanto straordinari quanto infantile è l'utilizzo che ne fanno?
La risposta a queste come a molte altre domande che sorgeranno in seguito tarda ad arrivare, obbligando il lettore ad accumulare pazientemente indizio su indizio e collegando a poco a poco i fatti, i riferimenti incrociati, i misteri di questa storia futura che l'autore semina nel percorso. Come si capisce in realtà abbastanza velocemente, infatti, Hockenberry non sta assistendo ad uno spettacolo del passato; anzi, la narrazione è ambientata diversi secoli, circa due millenni, nel futuro. Un futuro che vede la Terra popolata da poche migliaia di individui, gli umani vecchio stile, che vivono una esistenza all'insegna del puro edonismo, ignoranti del passato come di ogni dettaglio di funzionamento della tecnologia avanzatissima che permette il loro sostentamento come di teletrasportarsi in una frazione di secondo da un capo all'altro del pianeta, grazie al fax. Strani macchinari, i Voynix, sono loro servitori e li difendono dalle feroci creature che popolano il pianeta: dinousari, uccelli terrore e altre amenità partorite dagli esperimenti folli del passato dell'uomo. La durata della vita di ognuno è fissata, pari a 100 anni, divise in 5 ventine, al termina di ciascuna delle quali l'uomo, o la donna, vengono faxati allo Spedale, posto in anelli orbitanti che circondano il pianeta, dove ogni segno di malattia o vecchiaia viene rimediato. E' credenza comune, dopo la quinta ventina, di essere ammessi finalmente alla presenza dei Post-Umani, esseri più o meno mitologici che dovrebbero abitare sempre negli anelli orbitali, in quella che suona come una nuova vita eterna.
Nei protagonisti principali tra gli umani vecchio stile c'è Harman, ormai già novantanovenne ma unico al mondo ad aver riscoperto la lettura, uno dei pochissimi ad avere una mente curiosa che si ostina cercare di capire il perchè delle cose. Sua amica è Hannah, una giovane artista che, dopo millenni, ripete per la prima volta una grezza procedura di fusione dei metalli. Assieme alla giovane e bellissima Ada e al suo spasimante e cugino (inutile dire come in questo mondo futuro ogni vecchio tabù è ormai pressochè estinto), Daeman, formeranno un gruppetto che rintraccia Savi, la mitica "Ebrea Errante" (senza avere il minimo indizio di cosa sia un "Ebreo"), l'unica sopravvissuta al fax finale avvenuto 1400 anni prima, col quale le coscienze di tutti gli esseri umani allora viventi furono trasferite all'interno di raggi di neutrini che da quel momento orbitano perennemente intorno al pianeta. Ma questo ritrovamento è soltanto l'inizio di una infinita catena di eventi che li vedrà protagonisti e che cambierà per sempre la vita loro e di tutti gli altri esseri umani ancora presenti sulla Terra (e non solo...).
Nei pianeti esterni del Sistema Solare vivono infine i Moravec, macchine coscienti creati dall'uomo per arrivare là dove non era concesso alla natura umana. Mahnmut, ad esempio, vive da anni a bordo del suo fidato sommergibile esplorando gli oceani di Europa mentre il suo amico Orphu è abituato agli strati esterni dell'atmosfera di Io. I Moravec furono creati con una predisposta curiosità verso gli umani e la loro cultura. Mahnmut è così un appassionato di Shakespeare, in particolare dei suoi Sonetti e discorre amabilmente con il suo amico Orphu, agguerrito "tifoso", invece, di Proust e della sua Ricerca. I due faranno parte di un piccolo gruppo inviato in missione verso Marte per indagare su misteriose ma pericolosissime perturbazioni quantistiche che sembrano sconvolgere continuamente il continuum nei pressi del pianeta Marte.
Le azioni di Thomas Hochkenberry faranno divergere gli eventi di questa replica dell'Iliade dall'originale, portando Achille ed Ettore addirittura a combattere fianco a fianco verso un nuovo ed impensabile nemico. La commistione di un'immortale opera classica, come quella rappresentata dal poema Omerico, e di un intreccio fantascientifico è un azzardo che rischiava di risultare pacchiano ma che, invece, dosato e realizzato con saggezza come in questo caso conferisce all'opera un tratto di originalità eccezionale. L'autore dà nuova vita a tutti gli eroi e gli dei di Omero, mescolandone le carte all'interno di un nuovo intreccio in una maniera che può risultare magari dissacrante ma sicuramente geniale; infiniti sono i combattenti che vengono citati, spesse volte i versi esatti dell'Iliade vengono riportati o parafrasati creando una magnifica alternanza nella mente del lettore tra il romantico passato eroico dell'umanità e un mirabolante futuro dove pazzesche tecnologie la fanno da padrone. Ma, come già accennato in precedenza, non è con l'Iliade che si esaurisce la vena di riferimenti letterari presenti nell'opera. Le creature di Shakespeare, Setebo, Prospero, Calibano, Sicorace prendono vita come se la mente umana medesima fosse in grado di creare e plasmare nuove e affascinanti realtà. Le peregrinazioni di Odisseo che già conosciamo quasi impallidiscono di fronte alle avventure nello spazio e nel tempo che egli deve sperimentare in questo lontano futuro, un futuro che troverà però ad attenderlo sempre ancora un'altra Circe...
Non tutti i misteri vengono infine risolti dall'autore, talune questioni rimango aperte a più di una interpretazione, se non irrisolte. Certamente non si è di fronte ad un'opera di hard science fiction. Non viene fornita, infatti, alcuna spiegazione più o meno rigorosa della natura degli universi e delle realtà parallele che nella seconda metà dell'opera emergono chiaramente; le meraviglie delle tecnologie basate sulle nuove frontiere raggiunte dalla fisica quantistica recitano, in fondo, il ruolo di una magia alternativa e sembrano proprio tali ai Greci e ai Troiani quando sono usate dagli "Dei" e, del resto, come diceva qualcuno, "Qualunque tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia". L'intreccio si mantiene costantemente vivo, il ritmo narrativo elevato, davvero pochissime sono le pause narrative, principalmente concentrate nei passaggi più densi di riferimenti letterari, come gli imperdibili dialoghi tra i già citati Moravec fan di Shakespeare e Proust. Se vogliamo trovare una pecca, forse nelle fasi finali abbiamo quasi una esagerazione di personaggi, futuri e storici, nuovi di zecca e richiami letterari, con taluni sviluppi di trama che sembrano creati ad arte per ritagliare il giusto posto ad ognuno di loro. Ma questo non deve e non può intaccare il giudizio complessivo che non può che essere estremamente positivo; un'opera che raccomandiamo a qualsiasi amante della Fantascienza e che pensiamo possa essere apprezzata da un pubblico davvero ampio, data la grande varietà di temi, stili, approcci che il ciclo propone.

martedì 29 giugno 2021

IL TRENO DEGLI DEI di China Mieville

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Il romanzo è il terzo episodio della serie del Bas-Lag, seguito di Perdido Street Station e La Città delle Navi; come il precedente, è però una storia autonoma che può essere letta indipendentemente anche senza per forza conoscere i due volumi che lo precedono. La parte iniziale del romanzo ci riporta nella città-stato di New Cobruzon, la più potente del mondo del Bas-Lag. La città è in guerra contro i misteriosi nemici di Tesh, una guerra che nonostante le premesse sembra star svoltando verso un esito infausto. In realtà nessuna notizia certa viene fornita sul confronto bellico, le uniche informazioni sono le terribili esperienze (non si sa quanto reali) dei reduci tornati in città che alimentano l'idea di un nemico subdolo che fa ricorso alle arte magiche più orrifiche e misteriose.
I problemi del conflitto si ripercuotono sull'economia della città, che vive principalmente sul commercio, innescando una spirale di disordine sociale, malcontento verso l'elite governante che, combinati con le tensioni razziali già esistenti, porteranno infine alla rivolta armata. Il protagonista di questa fase del romanzo è un ragazzo di nome Ori; frequentatore delle riunioni di un movimento di protesta, Ori finirà per stancarsi dell'approccio apparentemente solo teorico del gruppo per entrare nella banda del Toro, non intimidito ma bensì imbaldanzito dai metodi chiaramenti violenti se non criminali in toto della gang, desideroso di poter finalmente agire nel concreto per combattere le ingiustizie e il malaffare che dominano New Cobruzon. Ad aiutarlo nei suoi intenti è Spiral Jack, quello che sembra un vecchietto innocuo anzi un po' fuori di testa, seguace di un vecchio eroe della ribellione, il Rifatto Jack Mezzapreghiera.
Il secondo grande filone del romanzo è costituito dal lungo flashback che racconta la storia del Concilio di Ferro. Anni prima, il colossale progetto di una ferrovia che unisse New Cobruzon alle città di Cobsea e Myrshock, alcuni dei suoi principali partner commerciali, era naufragato in una aperta rivolta di operai e schiavi Rifatti che, impossessatisi del treno, hanno poi resistito ad ogni attacco delle truppe di New Cobruzon, fuggendo verso terre sconosciute, con la strada ferrata perennemente costruita e rimossa come unica garanzia della libertà. Ha partecipato a questa impresa Judah Low, un grande golemista (l'arte di creare essere animati a partire da materia inanimata) poi tornato a New Cobruzon e ora deciso a ritrovare i ribelli del Concilio di Ferro, sicuro che un loro rientro in città permetterebbe di dare la spallata finale al regime vacillante.
Il pensiero politico dell'autore permea l'intero romanzo. Le dinamiche di riunione e lotta sindacale di New Cobruzon, il lessico e il linguaggio stesso dei leader dei movimenti di protesta, riportano istantaneamente alla lotta operaia del XIX secolo e all'organizzazione dei movimenti socialisti. La seconda grande protagonista, la ferrovia che esplora lande sconosciute e desolate, richiama anch'essa immediatamente l'epopea della conquista dell'Ovest vissuta nel medesimo secolo nel Nord America, quella frontiera soggetta al libero arbitrio dei potenti, in cui i magnati della strada ferrata accumulavano immense fortune.
Tale caratterizzazione politica così palese ed evidente può risultare a tratti eccessiva, forzata; stessa sensazione di malcelata propaganda viene generata da una certa esasperata attenzione descrittiva ai rapporti omosessuali vissuti da alcuni dei protagonisti. Dal punto di vista narrativo, rispetto ai volumi precedenti, più numerose sono le scene di pura azione come le descrizione delle battaglie combattute in città o dal Concilio di Ferro durante il suo viaggio di ritorno; passaggi narrativi che non sono evidentemente il punto forte dell'autore, peccando a volte di ripetitivà o monotonia.
Nel complesso, il romanzo risulta inferiore ai due precedenti volumi del Bas-Lag. Per questo motivo, seppur il romanzo rappresenti comunque una lettura molto interessante e non manchino idee geniali anche in questo episodio, consigliamo a chiunque approcci questo autore il volume iniziale della serie Perdido Street Station o il suo seguito La Città delle Navi.

lunedì 21 giugno 2021

LA CITTA' DELLE NAVI di China Mieville

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Il romanzo è il secondo episodio della serie del Bas-Lag, il seguito di Perdido Street Station; ambientato nello stesso mondo, non è però necessario aver letto il primo episodio, dato che costituisce una lettura completamente autonoma e indipendente. Se l'episodio precedente era ambientato nella tentacolare metropoli di New Cobruzon, in questo romanzo il lettore viene a contatto con le lande più misteriose e distanti del Bas-Lag, insieme con i loro strani abitanti; quello del Bas-Lag è, infatti, un mondo popolato da una schiera di specie intelligenti che convivono con l'uomo.
Ai margini delle terre conosciute agli abitanti di New Cobruzon, ai confini con le leggende e la mitologia, si situa l'Alto Cromlech, un misterioso paese di non-morti, dominato dalla casta dei Tanati, cadaveri con la bocca cucita che parlano una lingua di silenzi e mugugni, il Silentico; loro sudditi sono zombie e vampiri, mentre pochi vivi sono tenuti liberi per svolgere i lavori che solo loro sono in grado di fare.
All'altro capo del mondo, a Gnurr Ket, vivono gli Anofeli, delle specie di uomini-zanzara, le cui femmine si nutrono di sangue tramite una enorme proboscide; costantemente afflitte da una fame che le rende animali feroci e pericolosi, soltanto quando sono sazie possono agire come essere razionali. I maschi della medesima specie sono invece essere miti, intellettuali interessati soltanto all'apprendimento, alla speculazione filosofia e scientifica. Essi conoscono una sola lingua scritta, il complicato Alto Kettai; non sono in grado infatti di parlare dato che al posto della bocca hanno solo un piccolo sfintere che usano per succhiare il nettare dei fiori, il loro unico cibo.
La maggior parte del romanzo è ambientata ad Armada, una città di navi pirata che si sposta per gli oceani e i mari del Bas-Lag, in cui altre strane creature si possono incontrare, come le Khepri, già conosciute in New Cobruzon. Abbiamo poi i Crostaggiosi, umanoidi dal sangue che si coagula immediatamente al contatto con l'aria e che sfruttano questa caratteristica infliggendosi ferite in modo da formarsi delle spesse corazze protettive. Le Cactacee sono invece degli uomini-cactus, muscolosi essere vegetali dalla pelle irta di spine e dalla forza nerboruta. I Grindylow infine una pericolosa razza di uomini-pesce che controllano il Gengris, l'istmo di terra che separa l'Oceano ingrossato dal mare interno di Mar Chela Fredda.
L'opera è un perfetto esempio di science-fantasy, un ibrido tra fantascienza e fantasy. Il variegato mondo del Bas-Lag conosce infatti la magia, la taumaturgia, ma l'approccio con cui è descritta è scientifico; i personaggi la considerano una forza della natura da imbrigliare e usare ai loro scopi. Gli dei sono entità cui taluni rivolgono preghiere, esistono templi e culti ma nulla di questo ha effetti concreti nella trama; potremmo quasi definire il Bas-Lag un mondo fantastico "ateo". La trama stessa del romanzo si basa su un complicato intreccio politico-commerciale, il cui primo motore è una specie di agente segreto di New Cobruzon, in possesso di conoscenze inestimabili che aprirebbero alla città orizzonti commerciali finora impossibili. Nessuna epica, nessun eroe; gli stessi personaggi sono persone che defineremmo normali, che perseguono i loro obiettivi, senza votarsi ad alcuna missione.
Si tratta quindi di un mondo fantastico ma interpretato in'ottica di fantascienza sociologica, in cui l'autore eccelle nella creazione e nella descrizione di una complessa rete di città, nazioni, luoghi, popoli, usi e costumi. L'orizzonte più ampio rispetto al capitolo precedente, consente di ampliare la conoscenza del Bas-Lag, non soltanto in termini geografici ma anche, diremmo, storici; numerosi sono gli accenni alla storia del mondo, a partire da una quasi mitologia invasione di esseri da un'altra dimensione, i fondatori dell'impero Testafantasma, che hanno lasciato un solco interdimensionale nel mezzo dell'Oceano, una Cicatrice dove l'univocità del reale viene meno.
Rispetto a Perdido Street Station troviamo un intreccio più lineare; l'autore divaga in minor misura in sotto-trame che possono compromettere la scorrevolezza del testo, permettendo al lettore di apprezzare interamente i complicati passaggi di un intreccio che, ambientato nel reale, definiremmo forse da "spy-story". Unica pecca, a nostro avviso, un finale un po' affrettato, brusco, nel complesso non all'altezza del resto dell'opera dato che sostanzialmente cancella l'evento cui tutto il resto del romanzo sembrava preparare il lettore...
Nel complesso, non possiamo comunque che dare un giudizio estremamente positivo per un'opera che rappresenta sicuramente una vetta raggiunta nel suo genere e che consigliamo caldamente in particolare agli amanti della commistione dei generi e a chi è alla ricerca di nuovi mondi da esplorare.

sabato 12 giugno 2021

Antologia MONDI SENZA FINE

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Traduzione dell'antologia Year's Best Science Fiction Thirty-Fourth Annual Collection con i migliori racconti del 2016. Le opere spaziano su una gran varietà di sotto generi e tematiche, con un'attenzione particolare al tema del cambiamento climatico con numerosi racconti ambientati in futuri più o meno vicini dove il mutamento del clima ha radicalmente modificato il pianeta e la vita su di esso. Il livello generale delle opere presenti è abbastanza buono, anche se nessun racconto inserito è davvero imperdibile.
Tra tutti i racconti presenti, ci sentiamo di raccomandare in particolare Innumerevoli Luci Scintillanti di Rich Larson, che ricorda i capolavori De Profundis di Murray Leinster e Tensione Superficiale di James Blish.

lunedì 19 ottobre 2020

L'UOMO CHE CADDE SULLA TERRA di Walter S. Tevis

vai alla scheda completa Il romanzo ha come protagonista un alieno, un umanoide proveniente da Anthea, un pianeta ai margini del Sistema Solare in posizione non ben precisata. Un indizio nell'opera lascia intuire che gli Antheani, forse in esplorazione sulla Terra, sono stati in contatto per breve tempo con gli umani quando questi erano agli albori della loro evoluzione. Quel che più conta è che Anthea, nonostante le avanzatissime conoscenze scientifiche raggiunte dai suoi abitanti, sta ora morendo; il pianeta è ormai prosciugato d'acqua, ha esaurito le risorse vitali e la popolazione conta ormai poche centinaia di individui. La missione di Thomas Jerome Newton, questo il nome che prende una volta arrivato sulla Terra, è quella di salvare il suo popolo, trovargli una nuova casa sulla Terra prima che l'umanità si autodistrugga, prima che la Terra sia condannata allo stesso triste destino di Anthea.
La realizzazione del piano di Newton passa attraverso la sua mimetizzazione tra gli umani. Il compito non è proibitivo. Gli Antheani sono fisicamente molto simili agli uomini, le differenze biologiche sono abbastanza marginali: gli alieni sono più esili, privi di unghie, con differenze a livello degli organi interni, non riscontrabili ad un esame superficiale. Più difficile è sopportare la gravità maggiore, la temperatura e la luminosità più elevate della Terra ma Newton è stato addestrato per anni e scelto proprio per la sua capacità di sopportazione del dolore e di adattamento.
Appare evidente fin da subito che i temi più propriamente fantascientifici sono assolutamente secondari rispetto al cuore della narrazione. Anthea non è che il triste futuro della Terra, Newton non è che un uomo, alieno nel senso più vero del termine, ovvero in esilio, diverso, isolato, ma che deve per forza entrare a far parte della società. Un uomo che troverà il suo unico rapporto di amicizia e di affetto lontano dal mondo dei grandi magnati o dei grandi scienziati con cui deve venire a contatto per realizzare il suo piano, bensì nella figura di una donna modesta, di una bellezza ormai spenta, che vive con i sussidi statali una vita banale scandita dai ritmi dell'alcolismo.
Coerentemente con le tematiche introspettive, il ritmo narrativo è piuttosto lento, cadenzato; l'autore riesce in pieno a immergere il lettore nella solitudine dalle tonalità sempre più cupe che Newton sperimenta, nel suo isolamento in un mondo a lui nemico, ostile, con cui il suo fragile corpo deve lottare costantemente. Il romanzo non è molto lungo; forse il finale poteva avere uno svolgimento un po' più articolato. Nel complesso una lettura molto valida, che consigliamo soprattutto a chi apprezza particolarmente l'aspetto stilistico della narrazione e i temi introspettivi; gli amanti della fantascienza più tradizionale o trame complesse, articolare, ricche di colpi di scena, potrebbero invece rimanerne delusi.

domenica 13 settembre 2020

ARRESTO DI SISTEMA di Charles Stross

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Il romanzo è ambientato nel 2017, prevalentemente in una Scozia ora indipendente da Londra, stato sovrano facente parte dell'Unione Europea e con l'euro come moneta. Il luogo fisico ha comunque un'importanza secondaria sulla trama; la vicenda si svolge, infatti, soprattutto negli spazi "virtuali". Il futuro prossimo immaginato dall'autore è dominato dalle reti, dalla realtà aumentata, dalla commistione tra reale e virtuale. La polizia, ad esempio, lavora quotidianamente con la rete CopSpace dove ogni tipo di informazione viene caricata per essere condivisa tra tutti gli agenti mentre gli occhiali di ordinanza di ogni poliziotto danno accesso ad un'enorme quantità di dati in tempo reale.
L'evento che innesca la trama dell'opera avviene anch'esso in rete, più precisamente nel mondo alternativo dei cosiddetti MMORPG, i videogiochi di ruolo di massa, e consiste in quello che sarebbe normalmente etichettato come un piccolo crimine informatico, ovvero il furto di "oggetti" dalla cassaforte della "banca centrale" del gioco da parte di misteriosi ladri che usano le sembianze di orchi. Il lettore che non ha mai giocato online o non è comunque avvezzo al funzionamento di questo tipo di videogame rischia qui di avere i primi problemi di comprensione della trama. Il punto è il seguente: in questo tipo di giochi, il giocatore interpreta e manovra un personaggio che può portare con sè durante le avventure e i combattimenti solo un certo quantitativo di oggetti; il resto deve essere lasciato da qualche parte. In questo videogame, l'autore immagina che queste ricchezze virtuali si possano lasciare in custodia ad una sorta di banca.
Detto questo, l'affare però si complica subito: in poche pagine, infatti, emerge come questa "banca" sia gestita da una società reale, la Hayek Associates; talmente reale che è in ballo la sua quotazione in borsa con un annesso giro di milioni di euro, tanto reale che, avvenuto il furto, uno dei suoi dipendenti in preda al panico ha chiamato la polizia. Ma non saranno solo i poliziotti ad investigare: visto l'impatto sulle finanze della Hayek anche una società di revisione sguinzaglia i suoi esperti tra i quali riveste un ruolo di primo piano Elaine Barnaby, perchè nota in ufficio per avere qualche esperienza di "gioco online". L'autore ritrae molto bene, con il giusto tono ironico, le dinamiche aziendali scatenate: Elaine intuisce il pericolo di fungere da capro espiatorio in una vicenda tutt'altro che limpida e insiste per avere un'assistenza tecnica. Entra così in gioco Jack Reed, un programmatore free-lance molto esperto di giochi di ruolo e videogames.
Saranno Elaine e Jack, affiancati in alcune fasi da Sue Smith, la prima agente di polizia che ha risposto alla chiamata dalla Hayek ed è rimasta quindi incollata al caso, ad andare in fondo alla vicenda che si rivela essere un mix di frode finanziaria, spionaggio e guerra cibernetica a cavallo tra il reale e il "virtuale". I colpevoli del furto, infatti, non sono dei normali hacker ma si relazionano direttamente con la Cina e se questi si ritrovano a possedere le chiavi crittografiche che regolano l'accesso alle reti di ogni servizio pubblico indispensabile, si capisce come in ballo ci sia la sicurezza dell'intero stato e forse anche qualcosa di più.
Ogni capitolo del romanzo è narrato dal punto di vista di uno dei tre personaggi principali citati; l'autore utilizza la seconda e la prima persona: il narratore onnisciente è abbandonato perchè di volta in volta il lettore si deve immergere nel personaggio, interpretando i fatti della vicenda dal suo punto di osservazione, in base alle informazioni e al background in quel momento in suo possesso. Allo stesso tempo, poco alla volta, si viene a conoscenza della vita dei protagonisti. Ne emerge così per Jack la classica figura del nerd sfigato ma non troppo visto che alla fine entra in una relazione sentimentale con Elaine, classica donna rampante in carriera con annesse insicurezze e insoddisfazioni represse.
Il ritmo della narrazione è elevato; questo, abbinato all'abbondare di passaggi descrittivi e all'immersione nei punti di vista dei personaggi, rischia talvolta di far perdere al lettore il filo narrativo complessivo della vicenda. L'autore non si preoccupa di usare termini o richiamare in continuazione concetti che sono chiari solo a chi è pratico di giochi online, o quantomeno abbia una buona esperienza "virtuale".
Come accennato, la caratteristica costante è la sovrapponibilità tra reale e virtuale; geniale ad esempio è la trovata di Spook, quello che appare un semplice passatempo in cui il giocatore gioca a fare la spia, eseguendo però ordini veri nel mondo reale, è in realtà un vero e proprio network utilizzato dai servizi segreti che si avvalgono così delle competenze e della collaborazione (gratuita) di migliaia di cittadini, che possono poi all'occorrenza essere integrati nei ranghi ufficiali, così come capita ad Elaine e a Jack.
Nonostante una escalation di complessità nella seconda parte del romanzo (entra in gioco perfino una specie di task force dei servizi segreti europei), alla fine l'intreccio regge abbastanza bene, seppur con alcuni passaggi che rimangono un po' criptici e che l'autore vuole chiarire facendo pronunciare a un pezzo grosso dei servizi quello che è a conti fatti un riassunto esplicativo di tutta la vicenda.
In conclusione, una lettura sicuramente originale per contenuto e soprattutto approccio narrativo, che ovviamente consigliamo a tutti gli amanti del gioco online e più in generale agli appassionati di commistione tra reale e virtuale.