scheda completa: http://fantabiblioteca.altervista.org/romanzi/gladiatore_in_legge.html
Il romanzo è ambientato in uno scenario distopico sulla scia dell'altro capolavoro della coppia di autori, I Mercanti dello Spazio, con tinte, ad ogni modo, decisamente meno cupe. L'America ritratta in quest'opera è dominata dagli ufficiali legali delle grande corporations, il più potente dei quali, celato dietro la sigla "Green, Charlesworth" nasconde un segreto inimmaginabile.
Sullo sfondo di uno stato inesistente o corrotto, la società è spaccata in due. Da un lato gli abitanti delle moderne e ultra confortevoli case a bolla, affittate loro dalle società in cui hanno l'ambito posto di lavoro; dall'altro gli abitanti di enormi slums, distese di case fatiscenti e territorio di guerra di bande di ragazzini, il cui unico divertimento e distrazione è assistere a dei moderni giochi gladiatori.
I protagonisti del romanzo sono un avvocato penalista agli esordi e un diseredato appena privato del proprio posto di lavoro che si ritrovano in un pericoloso e gigantesco gioco di potere coinvolgente la mitica GML, la società che detiene l'esclusiva della costruzione e della manutenzione delle case a bolla.
L'opera possiede un intreccio intrigante e ben costruito, la cui trama fluisce in maniera fluida senza punti morti o pause narrative. Immedesimandosi nei personaggi, il lettore poco a poco si immerge nello scenario, potendolo ricostruire in maniera coerente col succedersi degli eventi. Indimenticabili alcuni passi, come la descrizione di una Wall Street degenerata in una specie di casinò in cui fiumane di annoiati ogni giorno si recano a scommettere sui "metalli" o su altri titoli... Lo stile di scrittura sempre vivo, ironico, sorprendente, mai banale, concorre nel fare del romanzo una lettura caldamente consigliata!
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domenica 25 dicembre 2011
domenica 18 dicembre 2011
OCCHIO NEL CIELO
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http://fantabiblioteca.altervista.org/romanzi/occhio_nel_cielo.html
Nel corso di una visita ad una centrale nucleare, otto persone vengono coinvolte in un incidente e, feriti in maniera più o meno grave, giacciono in stato di semi incoscienza su una rete metallica. Nei pochi minuti che separano l'evento dall'arrivo dei primi soccorsi, gli otto personaggi sperimentano interi giornate di vita in quattro differenti mondi allucinatori, soggettivi, creati e regolati dalla psiche di quattro degli otto del gruppo medesimo.
Ciascuna di queste realtà allucinatorie è governata da una logica propria che arriva a sconvolgerne perfino le leggi fisiche o, addirittura, la cosmologia e che è a sua volta basata sulle ossessioni, sulle nevrosi, sulle paranoie del subconscio che in quel momento sta manipolando l'illusione. Ognuno dei quattro mondi esplorati è meno completo, meno articolato o convincente del precedente, riflettendo un progresso verso il risveglio collettivo degli otto nel mondo reale e questo si riflette nel numero di pagine, decrescente, dedicate a ogni singolo episodio.
Dick dipinge ironicamente l'America degli anni '50 con i suoi sentimenti razzisti ancora ben presenti e radicati nella società, il clima di caccia alle streghe della crociata maccartista, il fanatismo religioso, il perbenismo borghese ipocrita e bigotto, il tutto inserito all'interno della grande cornice tematica che caratterizza la produzione fantascientifica dell'autore, ovvero la natura e al tempo stesso il carettere illusorio della realtà.
In conclusione il romanzo è una lettura consigliata sia per i temi trattati che per l'intreccio, quasi sempre coinvolgente, che per le numerose scene surreali, grottesche o quasi comiche, che resteranno sicuramente per sempre impresse nella mente del lettore.
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Nel corso di una visita ad una centrale nucleare, otto persone vengono coinvolte in un incidente e, feriti in maniera più o meno grave, giacciono in stato di semi incoscienza su una rete metallica. Nei pochi minuti che separano l'evento dall'arrivo dei primi soccorsi, gli otto personaggi sperimentano interi giornate di vita in quattro differenti mondi allucinatori, soggettivi, creati e regolati dalla psiche di quattro degli otto del gruppo medesimo.
Ciascuna di queste realtà allucinatorie è governata da una logica propria che arriva a sconvolgerne perfino le leggi fisiche o, addirittura, la cosmologia e che è a sua volta basata sulle ossessioni, sulle nevrosi, sulle paranoie del subconscio che in quel momento sta manipolando l'illusione. Ognuno dei quattro mondi esplorati è meno completo, meno articolato o convincente del precedente, riflettendo un progresso verso il risveglio collettivo degli otto nel mondo reale e questo si riflette nel numero di pagine, decrescente, dedicate a ogni singolo episodio.
Dick dipinge ironicamente l'America degli anni '50 con i suoi sentimenti razzisti ancora ben presenti e radicati nella società, il clima di caccia alle streghe della crociata maccartista, il fanatismo religioso, il perbenismo borghese ipocrita e bigotto, il tutto inserito all'interno della grande cornice tematica che caratterizza la produzione fantascientifica dell'autore, ovvero la natura e al tempo stesso il carettere illusorio della realtà.
In conclusione il romanzo è una lettura consigliata sia per i temi trattati che per l'intreccio, quasi sempre coinvolgente, che per le numerose scene surreali, grottesche o quasi comiche, che resteranno sicuramente per sempre impresse nella mente del lettore.
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sabato 10 dicembre 2011
PRIGIONIERO POLITICO
L'opera è ambientata su Jerusalem, un pianeta di scarsa importanza, colonizzato nel XX secolo da un gruppo di fondamentalisti religiosi di ispirazione cristiana, ostili all'utilizzo della tecnologia. Successivamente un colpo di stato ha tolto il potere ai leader religiosi per consegnarlo ad un gruppo di burocrati e militari che ricorda molto da vicino la vecchia nomenklatura sovietica per le continue lotte intestine, le purghe, l'utilizzo esteso dello spionaggio. Gli ideali religiosi iniziali sono però rimasti intatti per quanto riguarda l'obiettivo finale, la terraformazione di Jerusalem, e il disprezzo verso gli abitanti di un pianeta vicino, gli Adariani, esseri umani che hanno manipolato il proprio dna modificando il proprio corpo (possono per esempio utilizzare luce solare per ottenere energia come dei vegetali).
Il protagonista del romanzo è Max Nikomedes, militare e spia, che si ritrova dalla parte sbagliata allo scoppio dell'ennesimo conflitto interno di potere. Catturato come prigioniero politico, si ritrova così dalla parte opposta a quella dove è abituato ad stare, costretto a subire quei metodi di violenza fisica e psicologica che conosce cosi bene, cercando di sopravvivere in uno dei campi di lavoro del pianeta che rimandano in maniera chiara ai gulag e ai lager di triste "reale" memoria. Caduto nell'inferno, Nikomedes troverà conforto e solidarietà proprio da coloro che non godono del minimo rispetto, gli Adariani, nuovi undermensh di questo futuro in cui nulla è cambiato nella natura dell'uomo.
Opera dalle tinte cupe, in cui domina una visione pessimista dell'uomo, che dimostra di non saper liberarsi dal proprio lato violento, crudele, sadico indipendentemente dal livello tecnologico raggiunto. Nonostante questo, l'autore è riuscito a imbastire un solido intreccio avventuroso, soprattutto nella prima parte del romanzo, una trama vivace dall'ottimo ritmo narrativo che permette al lettore di entrare in empatia con il protagonista e percepire il dramma che sta vivendo.
In conclusione, una lettura dai toni forti e talvolta impressionanti, con un impatto emotivo raro nell'ambito del genere fantascientifico, il tutto coniugato con un ottimo stile narrativo e una solida ambientazione: opera quindi assolutamente consigliata.
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Il protagonista del romanzo è Max Nikomedes, militare e spia, che si ritrova dalla parte sbagliata allo scoppio dell'ennesimo conflitto interno di potere. Catturato come prigioniero politico, si ritrova così dalla parte opposta a quella dove è abituato ad stare, costretto a subire quei metodi di violenza fisica e psicologica che conosce cosi bene, cercando di sopravvivere in uno dei campi di lavoro del pianeta che rimandano in maniera chiara ai gulag e ai lager di triste "reale" memoria. Caduto nell'inferno, Nikomedes troverà conforto e solidarietà proprio da coloro che non godono del minimo rispetto, gli Adariani, nuovi undermensh di questo futuro in cui nulla è cambiato nella natura dell'uomo.
Opera dalle tinte cupe, in cui domina una visione pessimista dell'uomo, che dimostra di non saper liberarsi dal proprio lato violento, crudele, sadico indipendentemente dal livello tecnologico raggiunto. Nonostante questo, l'autore è riuscito a imbastire un solido intreccio avventuroso, soprattutto nella prima parte del romanzo, una trama vivace dall'ottimo ritmo narrativo che permette al lettore di entrare in empatia con il protagonista e percepire il dramma che sta vivendo.
In conclusione, una lettura dai toni forti e talvolta impressionanti, con un impatto emotivo raro nell'ambito del genere fantascientifico, il tutto coniugato con un ottimo stile narrativo e una solida ambientazione: opera quindi assolutamente consigliata.
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domenica 4 dicembre 2011
LE MOSCHE
Il romanzo breve ritrae in maniera ironica e surreale la battaglia per la sopravvivenza che l'uomo si ritrova costretto a combattere contro un insospettabile nemico: le mosche. Grazie probabilmente ad una misteriosa quanto improvvisa mutazione, è nata una nuova specie di mosca, dotata di intelligenza, tanto da essere identificata col nome di musca sapiens. Orde di questi insetti invadono in breve tempo l'est asiatico dilagando poi in tutto il mondo, vanificando ogni tentativo umano di resistenza e uccidendo milioni e milioni di persone grazie alle epidemie che diffondono consapevolmente.
L'autore dipinge in maniera satirica le operazioni di guerra che, con tanto di invocazioni alla patria e altri classici proclami bellici, ogni stato europeo conduce per proprio conto, siano i fascisti italiani, i boriosi inglesi, i nazisti o l'orso sovietico: incapaci fino all'ultimo di unire gli sforzi per il bene comune, convinti della propria superiorità. Una lettura nel complesso divertente ma che fa riflettere sul ruolo e sul destino dell'uomo, soggetto, nonostante le sue smanie di grandezza, ai capricci della natura; peccato per una trama con troppe pause ed eccessi didascalici.
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L'autore dipinge in maniera satirica le operazioni di guerra che, con tanto di invocazioni alla patria e altri classici proclami bellici, ogni stato europeo conduce per proprio conto, siano i fascisti italiani, i boriosi inglesi, i nazisti o l'orso sovietico: incapaci fino all'ultimo di unire gli sforzi per il bene comune, convinti della propria superiorità. Una lettura nel complesso divertente ma che fa riflettere sul ruolo e sul destino dell'uomo, soggetto, nonostante le sue smanie di grandezza, ai capricci della natura; peccato per una trama con troppe pause ed eccessi didascalici.
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domenica 27 novembre 2011
L'OCCHIO DEL PURGATORIO
Il romanzo ha per protagonista una tra le figure più classiche che esistano: il pittore scapestrato, convinto del proprio genio e del proprio talento, che vivacchia con fortuna alterna e poco denaro. Un incontro casuale con uno strano personaggio, un geniale scienziato dai tratti malefici di nome Dagerloff, strappa però il nostro artista, Jean Poldonsky, alla routine della vita quotidiana per portarlo ove nessun uomo è mai stato prima. Dagerloff ha infatti scoperto un modo per letteralmente "vedere il futuro" e decide di utilizzare il povero pittore come cavia. Jean si ritroverà proiettato giorni, anni, millenni avanti nel futuro: dapprima soltanto uomini e cose gli appariranno come cadaveri, scheletri, oggetti in via di disfacimento... poi saranno l'intera Terra, anzi, l'intero universo a inscenare la propria morte di fronte agli occhi del pittore.
Romanzo che cattura per l'originalità e la genialità dell'idea di fondo; le tinte fosche e pessimiste sono a tratti schiarite dalla vena ironica dell'autore. Restano impresse le scene quasi splatter, da horror puro, in cui Poldonsky descrive un mondo abitato da cadaveri ambulanti, zombie in decomposizione... il tutto a ricordare il destino ineluttabile che attende ciascuno di noi e verso il quale ogni divisione di razza, genere, classe sociale viene meno nello stesso modo in cui i ricchi vestiti, gli ori, i trucchi sono ormai invisibili agli occhi del pittore.
L'opera, interamente interamente narrata dal punto di vista del protagonista, procede a ritmo serrato, trascinando il lettore nell'abisso interiore di Jean che si ingigantisce divorando l'intera coscienza del pittore mano a mano che l'universo di fronte ai suoi occhi si sgretola. In conclusione una lettura sicuramente interessante e che rimarrà impressa per sempre.
Romanzo che cattura per l'originalità e la genialità dell'idea di fondo; le tinte fosche e pessimiste sono a tratti schiarite dalla vena ironica dell'autore. Restano impresse le scene quasi splatter, da horror puro, in cui Poldonsky descrive un mondo abitato da cadaveri ambulanti, zombie in decomposizione... il tutto a ricordare il destino ineluttabile che attende ciascuno di noi e verso il quale ogni divisione di razza, genere, classe sociale viene meno nello stesso modo in cui i ricchi vestiti, gli ori, i trucchi sono ormai invisibili agli occhi del pittore.
L'opera, interamente interamente narrata dal punto di vista del protagonista, procede a ritmo serrato, trascinando il lettore nell'abisso interiore di Jean che si ingigantisce divorando l'intera coscienza del pittore mano a mano che l'universo di fronte ai suoi occhi si sgretola. In conclusione una lettura sicuramente interessante e che rimarrà impressa per sempre.
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martedì 22 novembre 2011
CUORE DI CANE
Il romanzo è ambientato nell'URSS degli anni venti del secolo passato. Il protagonista è un cane randagio che, utilizzato come cavia da un famoso medico, si ritrova trasformato in essere umano. La prima parte del romanzo, narrata in prima persona dal punto di vista di Pallino, il randagio, è la più riuscita: da una prospettiva insolita viene ritratta, con ironia e divertimento, la società sovietica dell'"uguaglianza". La satira continua nella seconda parte del romanzo, in cui viene presa di mira in particolare l'eccesso burocratico e la pignoleria di certi funzionari di partito, che, però, nella forma di diario tenuto da uno dei medici che hanno in cura Pallino, perde di freschezza e di smalto. Un altro elemento di riflessione portato avanti nel romanzo riguarda i limiti che deve avere la sperimentazione scientifica, alla quale l'autore raccomanda di seguire "una via parellela e conforme alla natura".
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domenica 13 novembre 2011
IL CICLO DI VITA DEGLI OGGETTI SOFTWARE
Il tema di questa nuova novella di Chiang è la vita artificiale. L'opera è ambientata in un futuro non molto distante, quindici o vent'anni da oggi al massimo, come suggeriscono, ad esempio, l'utilizzo della tecnologia remota per i colloqui di lavoro e l'esplosione del fenomeno dei mondi virtuali alla "Second Life".
I veri protagonisti del romanzo breve sono i digienti, forme di vita autocosciente create nel mondo virtuale, esperimenti di simulazione e mutazione a partire da un genoma base, e istruite come cuccioli virtuali da addestrare. L'idea di base consiste proprio nella necessità da parte delle intelligenze artificiali di essere cresciute, istruite, di avere esperienze proprio come un uomo o un qualsiasi animale del mondo reale. Col passare del tempo, il fenomeno dei digienti e di altre creature ad essi ispirati, cresce oltre ogni aspettativa parimenti all'interazione e ai legami che si creano tra essi ed alcuni tra i loro creatori.
Si ripropone così il classico interrogativo circa la natura della vita, della coscienza e le differenze potenziali tra quella artificiale e quella naturale. Allo stesso tempo Chiang si e ci interroga sull'illusorietà della percezione del mondo in cui viviamo nella mirabile scena in cui, per la prima volta, un digiente assume il controllo di una periferica robotica che agisce nella nostra realtà.
In conclusione, un'ottima opera, ricca di contenuto e con una trama che appassiona e a tratti commuove anche il lettore il quale non può non affezionarsi a queste misteriose, piccole, ingenue creature col loro linguaggio fatto di frasi troncate e parole dolci. Peccato soltanto per il finale, in realtà mancante: il romanzo termina infatti senza un vero epilogo, lasciando la storia in sospeso.
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I veri protagonisti del romanzo breve sono i digienti, forme di vita autocosciente create nel mondo virtuale, esperimenti di simulazione e mutazione a partire da un genoma base, e istruite come cuccioli virtuali da addestrare. L'idea di base consiste proprio nella necessità da parte delle intelligenze artificiali di essere cresciute, istruite, di avere esperienze proprio come un uomo o un qualsiasi animale del mondo reale. Col passare del tempo, il fenomeno dei digienti e di altre creature ad essi ispirati, cresce oltre ogni aspettativa parimenti all'interazione e ai legami che si creano tra essi ed alcuni tra i loro creatori.
Si ripropone così il classico interrogativo circa la natura della vita, della coscienza e le differenze potenziali tra quella artificiale e quella naturale. Allo stesso tempo Chiang si e ci interroga sull'illusorietà della percezione del mondo in cui viviamo nella mirabile scena in cui, per la prima volta, un digiente assume il controllo di una periferica robotica che agisce nella nostra realtà.
In conclusione, un'ottima opera, ricca di contenuto e con una trama che appassiona e a tratti commuove anche il lettore il quale non può non affezionarsi a queste misteriose, piccole, ingenue creature col loro linguaggio fatto di frasi troncate e parole dolci. Peccato soltanto per il finale, in realtà mancante: il romanzo termina infatti senza un vero epilogo, lasciando la storia in sospeso.
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