domenica 11 gennaio 2026
LA BELLA BUROCRATE
vai alla scheda completa
Josephine e Joseph sono una coppia di sposi che si trasferisce dall'hinterland nel cuore di una città senza nome in cerca di lavoro. Del lavoro di Joseph non si sa nulla fin quasi alla fine dell'opera mentre seguiamo Josephine passare un breve e sinistro colloquio per conquistare quello che agli inizi sembra un banale e noioso lavoro di data-entry. La Persona con l'alito cattivo che le ha fatto il colloquio è anche il suo nuovo capo e l'ufficio di Josephine è una piccola stanza senza finestre all'interno di un anonimo labirinto.
La tristezza dell'ambiente lavorativo si riflette anche nella vita privata degli sposi. Questi vivono in appartementi in sub-affitto, sporchi, pieni dei mobili e degli oggetti di qualcun altro, costretti a dormire anche sul pavimento. La relazione stessa tra Joseph e Josephine è a tratti inquietante; qualche intermezzo di calore affettivo e pochi brevi, quasi sudici, contatti sessuali riempiono quello che altrimenti sembra un rapporto falso, artificiale, quasi come quello di un matrimonio forzato.
Il lavoro di Josephin consiste nell'inserire all'interno di un certo misterioso Database dei codici alfanumerici letti da documenti cartacei, depositati continuamente all'interno del suo piccolo ufficio. Ad un certo punto, stanca della routine del suo impiego e agitata da alcuni comportamenti misteriosi del marito, Josephine inizia ad indagare cercando di capire il significato dei dati che manipola quotidianamente e il funzionamento dell'azienda in cui è impiegata fino ad arrivare ad una rivelazione sconvolgente...
Il romanzo inizia con un intreccio abbastanza lineare seppur l'iniziale colloquio di lavoro di Josephine già introduce alcuni elementi spiazzanti come il totale anonimato dell'uomo, senza volto, caratterizzato soltanto dalla persistente alitosi, e le domande, al confine tra l'assurdo e la violenza psicologica, che vengono poste durante l'intervista. Il deterioramento della psiche di Josephine è parallelo ad una narrazione sempre più allucinata, con uno svolgimento dei fatti via via più difficile da seguire per il lettore. La rivelazione finale che dovrebbe sconvolgere la percezione dell'intera opera, la vera natura e il significato del Database, è abbozzata e rischia di passare quasi sotto traccia, non identificata dal lettore, magari ancora disorientato dall'ennesima drammatica elucubrazione di Josephine.
Complessivamente quindi rimaniamo dubbiosi circa il risultato finale del romanzo che, se può piacere a chi apprezza scenari al confine tra la distopia e l'allucinatorio, rischia di deludere profondamente lettori più avvezzi a forme più tradizionali di narrazione, o semplicemente di non essere compreso del tutto.
mercoledì 31 dicembre 2025
LA TRILOGIA DI DURDANE
vai alla scheda completa
La trilogia è ambientata sul pianeta di Durdane, colonizzato dagli umani diversi migliaia di anni prima, ma ormai senza più contatti con la Terra e le altre colonie. Le vicende sono ambientate, nel primo volume, interamente in una delle grandi regioni che compogono il pianeta, lo stato di Shant. Esso è in realtà composto da decine di cantoni sostanzialmente autonomi e incredibilmente variegati in termini di usanze, costumi, organizzazione sociale e politica. Tutti però sono soggetti al governo dell'Uomo senza Volto o Anome, un autocrate anonimo, a cui ogni abitante di Shant deve obbedienza sotto la minaccia dell'esplosione del torc, il collare affibiato in gioventù ad ogni abitante e controllato in remoto dall'Anome stesso, che può quindi in ogni momento ordinare l'uccisione di qualsiasi uomo o donna di Shant. Il governo dell'Anome si avvale dell'aiuto di alcuni inviati speciali, le Benevolenze e i Discriminatori.
Il protagonista di tutti i tre volumi è Gastel Etzwane, nato nel cantone di Bastern, dominato dalla setta dei Chiliti, dove la donna è vista sostanzialmente come un essere malvagio e ogni contatto con esse fonte di impurità. Gastel è figlio di una prostituta rituale e di un musico errante e decide di fuggire dai Chiliti, con l'obiettivo finale di tornare e liberare la madre dalla schiavitù. La vita riserva a Gastel però ben altre sorprese; il suo destino si intreccia con Ifness, un inviato dell'Istituto Storico terrestre, portandolo a divenire lui stesso l'Anome. Gastel si incaricherà di combattere la piaga dei Roguskhois, enormi e feroci creatore umanoidi, che minacciano l'intero Shant, per poi scontrarsi addirittura contro alieni che mirano ad impossessarsi dell'intero Durdane, non esitando ad imbarcarsi su una astronave e ad abbandonare per la prima volta il pianeta natale verso un pianeta alieno e sconosciuto.
L'intreccio dell'intero ciclo ha una matrice prettamente avventurosa, arricchita dalle descrizioni di variegati, forse fino all'eccesso, sistemi sociali, religioni, costumi, storie, com'è tipico dell'autore. La trama è lineare con un raggio di azione che si allarga episodio dopo episodio: dal cantone originario di Gastel, passando per l'intero Shant, fino agli altri continenti di Durdane per approdare infine addirittura su un pianeta alieno. Il ritmo sempre elevato, senza pause, nasconde forse una semplificazione e una superficialità a volte eccessive nella costruzione della trama, privilegiando sorprese, colpi di scena improvvisi a danno della pur minima verosimiglianza logica degli eventi. Basti pensare a come Gastel si prende gioco dell'Anome, colui che dovrebbe essere in grado di controllare ogni cosa che accade nello Shant, fino a prenderne il posto...
Nel complesso, ci troviamo di fronte ad un'opera principalmente di sana e divertente ricreazione, arricchita dai soliti virtuosismi di Vance, abilissimo nell'immaginare e nel ritrarre interi popoli con i propri costumi, usanze, storie, tradizioni. Il primo volume è in particolare il più meritevole in tal senso e può venire letto anche indipendentemente, senza dover per forza proseguire con gli altri due seguiti.
Il protagonista di tutti i tre volumi è Gastel Etzwane, nato nel cantone di Bastern, dominato dalla setta dei Chiliti, dove la donna è vista sostanzialmente come un essere malvagio e ogni contatto con esse fonte di impurità. Gastel è figlio di una prostituta rituale e di un musico errante e decide di fuggire dai Chiliti, con l'obiettivo finale di tornare e liberare la madre dalla schiavitù. La vita riserva a Gastel però ben altre sorprese; il suo destino si intreccia con Ifness, un inviato dell'Istituto Storico terrestre, portandolo a divenire lui stesso l'Anome. Gastel si incaricherà di combattere la piaga dei Roguskhois, enormi e feroci creatore umanoidi, che minacciano l'intero Shant, per poi scontrarsi addirittura contro alieni che mirano ad impossessarsi dell'intero Durdane, non esitando ad imbarcarsi su una astronave e ad abbandonare per la prima volta il pianeta natale verso un pianeta alieno e sconosciuto.
L'intreccio dell'intero ciclo ha una matrice prettamente avventurosa, arricchita dalle descrizioni di variegati, forse fino all'eccesso, sistemi sociali, religioni, costumi, storie, com'è tipico dell'autore. La trama è lineare con un raggio di azione che si allarga episodio dopo episodio: dal cantone originario di Gastel, passando per l'intero Shant, fino agli altri continenti di Durdane per approdare infine addirittura su un pianeta alieno. Il ritmo sempre elevato, senza pause, nasconde forse una semplificazione e una superficialità a volte eccessive nella costruzione della trama, privilegiando sorprese, colpi di scena improvvisi a danno della pur minima verosimiglianza logica degli eventi. Basti pensare a come Gastel si prende gioco dell'Anome, colui che dovrebbe essere in grado di controllare ogni cosa che accade nello Shant, fino a prenderne il posto...
Nel complesso, ci troviamo di fronte ad un'opera principalmente di sana e divertente ricreazione, arricchita dai soliti virtuosismi di Vance, abilissimo nell'immaginare e nel ritrarre interi popoli con i propri costumi, usanze, storie, tradizioni. Il primo volume è in particolare il più meritevole in tal senso e può venire letto anche indipendentemente, senza dover per forza proseguire con gli altri due seguiti.
sabato 27 dicembre 2025
Antologia ALTRE STORIE, ALTRI MONDI
vai alla scheda completa
Traduzione dell'antologia Year’s Best Science Fiction Vol. 2: The Saga Anthology of SF 2021 con i migliori racconti del 2020. Il livello generale delle opere presenti è discreto, nonostante continui la tendenza di una insufficiente attenzione, a nostro giudizio, alla costruzione di un intreccio in grado di realmente appassionare il lettore; spesso l'idea di base, magari anche interessante, viene sprecata con una trama quasi solo abbozzata.
Tra tutti i racconti presenti, ci sentiamo di citare in particolare un'opera di fantascienza sociologica che illustra in un certo senso la polarizzazione della società americana, una tendenza che come ben sappiamo non andrà che a esacerbarsi col tempo: Non Badare a Me di Suzanne Parler, una inquietante visione degli estremi a cui, a giudizio dell'autrice, le famiglie conservatrici possono arrivare nell'educazione dei propri figli.
Tra tutti i racconti presenti, ci sentiamo di citare in particolare un'opera di fantascienza sociologica che illustra in un certo senso la polarizzazione della società americana, una tendenza che come ben sappiamo non andrà che a esacerbarsi col tempo: Non Badare a Me di Suzanne Parler, una inquietante visione degli estremi a cui, a giudizio dell'autrice, le famiglie conservatrici possono arrivare nell'educazione dei propri figli.
martedì 23 dicembre 2025
Antologia DOLORAMA E ALTRE DELUSIONI
vai alla scheda completa
Breve antologia, ma di alto livello, del grande Harlan Ellison. Quattro dei cinque racconti inseriti rientrano nel filone Sociologico, seppur con toni e modalità del tutto singolari, con menzione per i due stupendi "Pentiti, Arlecchino!" Disse l'Uomo del Tic-Tac e Gli Svitati, a cui si aggiunge il visionario Dolorama.
Breve antologia, ma di alto livello, del grande Harlan Ellison. Quattro dei cinque racconti inseriti rientrano nel filone Sociologico, seppur con toni e modalità del tutto singolari, con menzione per i due stupendi "Pentiti, Arlecchino!" Disse l'Uomo del Tic-Tac e Gli Svitati, a cui si aggiunge il visionario Dolorama.
domenica 28 settembre 2025
ROMA ETERNA di Robert Silverberg
vai alla scheda completa
L'opera è un fix-up composto da una decina di racconti ambientati durante quindici secoli di storia alternativa, dal V al XX secolo, in una ucronia che vede l'Impero Romano sopravvivere ad ogni crisi per tutto questo periodo. Riprendendo un certo filone storiografico che ha avuto molto successo, l'autore collega la sopravvivenza della parte occidentale dell'Impero (anche nella nostra linea temporale, come sappiamo, Bisanzio è comunque andata avanti per secoli) con la mancata affermazione del Cristianesimo. Come accennato nel Prologo, il primo dei racconti, gli Ebrei non hanno mai conosciuto l'Esodo e sono rimasti (e rimarranno, come si apprende nel racconto finale) in Egitto, interrompendo quindi tutta la catena di eventi che ben conosciamo nella storia reale.
Le due metà dell'Impero avranno relazioni altelenanti nel corso dei secoli fino a che, negli anni che corrispondono al nostro Medioevo inoltrato, una crisi cambierà il corso degli eventi. Roma dovrà anche relazionarsi con il resto del mondo: Catai e Cipangu da un lato, l'America dall'altro; se dei primi due sono sparsi soltanto vaghi riferimenti qua e là, la scoperta dell'America da parte di Roma avrà un seguito molto diverso da quello che ha rappresentato per la nostra Spagna del XV secolo. Il racconto finale, chiudendo un cerchio ideale (e se vogliamo facendo rientrare quasi la deviazione nel corso principale della storia), riporta sulla scena un'oscura piccola setta orientale stanziata in Egitto ancora nel XX secolo, gli Ebrei, preannunciando eventi epocali che forse, adesso sì, metteranno a rischio l'Impero.
Ogni racconto è indipendente ma la lettura in ordine cronologico di tutti gli episodi permette chiaramente al lettore di immergersi molto più efficacemente in questo universo parallelo. L'autore inserisce diversi parallelismi tra le due linee storiche, la reale e l'immaginaria, che possono essere apprezzati dal lettore attento. I singoli racconti hanno sempre come personaggi dei membri della famiglia Imperiale o persone collegate a questa, permettendo quindi all'autore, tramite di essi, di spiegare ed illustrare i cambiamenti politici e gli eventi più importanti della storia dell'Impero, almeno dal loro punto di vista.
Probabilmente maggior attenzione e maggior spazio poteva essere dato alla descrizione di aspetti più legati alla vita quotidiana o all'evoluzione dei costumi sociali o della tecnologia, ambiti invece piuttosto ignorati. Ignorando le date e qualche altro raro elemento, ogni racconto può benissimo essere immaginato come ambientato nell'epoca classica dei Cesari con tutti i protagonisti vestiti di toghe e viaggiare in portantine, senza che la trama ne risenta in alcun modo.
Nel complesso, nonostante queste limitazioni, l'opera rimane sicuramente piacevole ed originale. Ovviamente, non può mancare a chi apprezza l'Ucronia e la storia alternativa ma suggeriamo la lettura anche a tutti gli altri appassionati.
L'opera è un fix-up composto da una decina di racconti ambientati durante quindici secoli di storia alternativa, dal V al XX secolo, in una ucronia che vede l'Impero Romano sopravvivere ad ogni crisi per tutto questo periodo. Riprendendo un certo filone storiografico che ha avuto molto successo, l'autore collega la sopravvivenza della parte occidentale dell'Impero (anche nella nostra linea temporale, come sappiamo, Bisanzio è comunque andata avanti per secoli) con la mancata affermazione del Cristianesimo. Come accennato nel Prologo, il primo dei racconti, gli Ebrei non hanno mai conosciuto l'Esodo e sono rimasti (e rimarranno, come si apprende nel racconto finale) in Egitto, interrompendo quindi tutta la catena di eventi che ben conosciamo nella storia reale.
Le due metà dell'Impero avranno relazioni altelenanti nel corso dei secoli fino a che, negli anni che corrispondono al nostro Medioevo inoltrato, una crisi cambierà il corso degli eventi. Roma dovrà anche relazionarsi con il resto del mondo: Catai e Cipangu da un lato, l'America dall'altro; se dei primi due sono sparsi soltanto vaghi riferimenti qua e là, la scoperta dell'America da parte di Roma avrà un seguito molto diverso da quello che ha rappresentato per la nostra Spagna del XV secolo. Il racconto finale, chiudendo un cerchio ideale (e se vogliamo facendo rientrare quasi la deviazione nel corso principale della storia), riporta sulla scena un'oscura piccola setta orientale stanziata in Egitto ancora nel XX secolo, gli Ebrei, preannunciando eventi epocali che forse, adesso sì, metteranno a rischio l'Impero.
Ogni racconto è indipendente ma la lettura in ordine cronologico di tutti gli episodi permette chiaramente al lettore di immergersi molto più efficacemente in questo universo parallelo. L'autore inserisce diversi parallelismi tra le due linee storiche, la reale e l'immaginaria, che possono essere apprezzati dal lettore attento. I singoli racconti hanno sempre come personaggi dei membri della famiglia Imperiale o persone collegate a questa, permettendo quindi all'autore, tramite di essi, di spiegare ed illustrare i cambiamenti politici e gli eventi più importanti della storia dell'Impero, almeno dal loro punto di vista.
Probabilmente maggior attenzione e maggior spazio poteva essere dato alla descrizione di aspetti più legati alla vita quotidiana o all'evoluzione dei costumi sociali o della tecnologia, ambiti invece piuttosto ignorati. Ignorando le date e qualche altro raro elemento, ogni racconto può benissimo essere immaginato come ambientato nell'epoca classica dei Cesari con tutti i protagonisti vestiti di toghe e viaggiare in portantine, senza che la trama ne risenta in alcun modo.
Nel complesso, nonostante queste limitazioni, l'opera rimane sicuramente piacevole ed originale. Ovviamente, non può mancare a chi apprezza l'Ucronia e la storia alternativa ma suggeriamo la lettura anche a tutti gli altri appassionati.
lunedì 11 agosto 2025
Antologia MILLEMONDI ESTATE 1991
vai alla scheda completa
Antologia non imperdibile che contiene racconti in larga misura trascurabili. Segnaliamo soltanto il romanzo breve di Vittorio Catani, omaggio al grande Isaac Asimov, L'Uomo Centenario e due racconti: Cyberella di Sheila Finch, un bell'affresco post apocalittico, e Ibrido di Keith Laumer, l'interessante ritratto di una specie aliena sull'orlo dell'estinzione.
Antologia non imperdibile che contiene racconti in larga misura trascurabili. Segnaliamo soltanto il romanzo breve di Vittorio Catani, omaggio al grande Isaac Asimov, L'Uomo Centenario e due racconti: Cyberella di Sheila Finch, un bell'affresco post apocalittico, e Ibrido di Keith Laumer, l'interessante ritratto di una specie aliena sull'orlo dell'estinzione.
sabato 12 luglio 2025
LIBERI TUTTI di Rudy Rucker
vai alla scheda completa
Il romanzo è ambientato negli Stati Uniti in un futuro vicino ma imprecisato. Il presidente in carica, Ross Treadle, è un pupazzo idiota manovrato dai potenti super-ricchi del Citadel Club, i finanziatori del "Top Party", ovviamente qualificati come "estrema destra". Immediato è ovviamente il parallelo con le vicende reali d'oltreoceano. Treadle e i suoi scagnozzi vogliono assicurarsi il terzo mandato presidenziale e lo fanno diffondendo una specie di virus che rende una persona totalmente succube agli slogan e alle idee Treadliane. A questo piano diabolico si oppongono i freal che prima sconfiggono il virus e sono poi costretti a misure ancora più estreme per portare al potere l'avversaria di Treadle, una donna carismatica di nome Sudah Mareek.
Il mondo dipinto nell'opera è drasticamente modificato dall'introduzione di tecnologie che alterano il rapporto tra mente, corpo e coscienza. E' possibile infatti "salvare" la propria personalità in una lifebox dove la propria coscienza prenderebbe di nuovo vita all'interno del mondo virtuale di un server ma può anche essere connessa ad un nuovo corpo, magari un clone del precedente. L'ingegneria biogenetica permette di arrivare a qualunque risulato desiderato, ne sono un esempio i kritters, incredibili creature modellate a partire da animali esistenti ma arricchite di intelligenza e caratteri a volte quasi comici.
L'opera è la fusione di diversi racconti, ciascuno dei quali narra sostanzialmente le stesse vicende ma dal punto di vista di un diverso personaggio. La trama procede per la maggior parte dell'opera a passo serrato, quasi allucinatorio in certe fasi, con sequenze imbevute di concetti e terminologie iper-tech o pseudotali, hacking, battaglie di droni e via dicendo ad un ritmo forse anche troppo sostenuto. Il finale è aperto a possibili seguiti e alla fine il lettore realizza come il vero elemento chiave della vicenda, la liberazione delle lifebox, le nuove anime di questo universo tecnologico, è quasi lasciato furbescamente in secondo piano, come se l'autore avesse usato Treadle e il siparietto politico come un espediente, divertente magari, ma che ha solo il compito di attirare l'interesse immediato nascondendo la vera posta in gioco.
A prescindere dai connotati o riferimenti politici che possono essere apprezzati o meno, il romanzo è sicuramente consigliato a chi apprezza lo stile e le tematiche tipici del Cyberpunk. Chi non è avvezzo al genere potrebbe invece trovarsi un po' spaesato fin dopo poche pagine.
Il romanzo è ambientato negli Stati Uniti in un futuro vicino ma imprecisato. Il presidente in carica, Ross Treadle, è un pupazzo idiota manovrato dai potenti super-ricchi del Citadel Club, i finanziatori del "Top Party", ovviamente qualificati come "estrema destra". Immediato è ovviamente il parallelo con le vicende reali d'oltreoceano. Treadle e i suoi scagnozzi vogliono assicurarsi il terzo mandato presidenziale e lo fanno diffondendo una specie di virus che rende una persona totalmente succube agli slogan e alle idee Treadliane. A questo piano diabolico si oppongono i freal che prima sconfiggono il virus e sono poi costretti a misure ancora più estreme per portare al potere l'avversaria di Treadle, una donna carismatica di nome Sudah Mareek.
Il mondo dipinto nell'opera è drasticamente modificato dall'introduzione di tecnologie che alterano il rapporto tra mente, corpo e coscienza. E' possibile infatti "salvare" la propria personalità in una lifebox dove la propria coscienza prenderebbe di nuovo vita all'interno del mondo virtuale di un server ma può anche essere connessa ad un nuovo corpo, magari un clone del precedente. L'ingegneria biogenetica permette di arrivare a qualunque risulato desiderato, ne sono un esempio i kritters, incredibili creature modellate a partire da animali esistenti ma arricchite di intelligenza e caratteri a volte quasi comici.
L'opera è la fusione di diversi racconti, ciascuno dei quali narra sostanzialmente le stesse vicende ma dal punto di vista di un diverso personaggio. La trama procede per la maggior parte dell'opera a passo serrato, quasi allucinatorio in certe fasi, con sequenze imbevute di concetti e terminologie iper-tech o pseudotali, hacking, battaglie di droni e via dicendo ad un ritmo forse anche troppo sostenuto. Il finale è aperto a possibili seguiti e alla fine il lettore realizza come il vero elemento chiave della vicenda, la liberazione delle lifebox, le nuove anime di questo universo tecnologico, è quasi lasciato furbescamente in secondo piano, come se l'autore avesse usato Treadle e il siparietto politico come un espediente, divertente magari, ma che ha solo il compito di attirare l'interesse immediato nascondendo la vera posta in gioco.
A prescindere dai connotati o riferimenti politici che possono essere apprezzati o meno, il romanzo è sicuramente consigliato a chi apprezza lo stile e le tematiche tipici del Cyberpunk. Chi non è avvezzo al genere potrebbe invece trovarsi un po' spaesato fin dopo poche pagine.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)









