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Ryland Grace è un biologo che ha sostenuto la possibile esistenza di forme di vita non basate sull'acqua; per questo motivo, una volta che è stato sostanzialmente escluso dalla comunità scientifica, ha deciso di dedicarsi all'insegnamento. Un'astronoma di nome Irina Petrova scopre l'esistenza di un fascio d'onda che sembra trasferire energia dal Sole a Venere: se mantenuto, tale flusso porterebbe a una diminuzione dell'energia emessa dalla stella con conseguente raffreddamento del clima terrestre, dagli effetti potenzialmente apocalittici per la vita umana. Per rispondere all'emergenza viene creata una task force internazionale guidata da Eva Stratt. Quando i campioni del fascio vengono riportati sulla Terra da una sonda, la loro analisi viene affidata proprio a Ryland Grace, a causa delle sue teorie non conformi.
Grace scopre nei campioni una forma di vita microscopica e questi esseri vengono denominati "astrofagi". In parte contrariamente alle sue teorie, gli astrofagi si rivelano composti a base di acqua; Grace però insiste con Eva Stratt per proseguire le ricerche e riesce a scoprirne il ciclo riproduttivo. Gli astrofagi si nutrono di energia solare, viaggiando quasi alla velocità della luce verso un pianeta ricco di anidride carbonica dove si riproducono per mitosi, per poi fare ritorno verso il Sole. In parallelo, si scopre che numerosi altri sistemi solari mostrano lo stesso comportamento; l'unico tra quelli vicini a non accusare alcun calo di energia emessa è il sistema di Tau Ceti. Viene così organizzato il progetto "Hail Mary", con l'obiettivo di costruire un'astronave che trasporti un equipaggio scientifico verso Tau Ceti per investigare il fenomeno, trovare la causa dell'apparente immunità della stella e poterla poi applicare al nostro Sole.
Grace si ritroverà a essere l'unico superstite dell'equipaggio a bordo della Hail Mary all'arrivo su Tau Ceti. Ma soprattutto, scoprirà che la missione umana non è l'unica alla ricerca di una soluzione contro gli astrofagi: un'altra razza aliena, gli Eridiani dal nome della stella del sistema in cui abitano, si trova nella medesima situazione. Gli Eridiani sono creature più piccole dell'uomo, a simmetria pentagonale, con un esoscheletro di pietra, l'equivalente del nostro sangue a base di mercurio e un sistema di percezione basato sull'ecolocazione, evolutosi sotto un'atmosfera densissima e bollente di ammoniaca. Grace e Rocky (così viene battezzato l'alieno con cui lo scienziato entra in contatto) imparano a comunicare tra loro, scambiandosi informazioni sulle rispettive specie e culture. Ha così inizio una collaborazione scientifica per la ricerca di una salvezza comune che, alla fine, genererà una vera e propria amicizia fraterna.
La premessa scientifica del romanzo non convince del tutto. Rimane per esempio misteriosa la migrazione degli astrofagi da un sistema solare all'altro, con ipotesi di panspermia un po' nebulose. Ben orchestrati sono invece i numerosi flashback che permettono di ricostruire il coinvolgimento di Grace nello studio degli astrofagi e nella missione Hail Mary. Le sfide ingegneristiche e tecnologiche della vita a bordo dell'astronave, prima e dopo il contatto con Rocky, costituiscono il fulcro della narrazione. La parte che abbiamo apprezzato maggiormente è però il racconto del primo contatto con l'alieno, caratterizzato dalla progressiva scoperta e descrizione di una specie completamente differente dall'uomo. Forse la facilità con cui i due riescono a comunicare pecca un po' di ingenuità, ma l'autore è abile nel descrivere la profondità del rapporto che si instaura a livello personale ed emozionale. Il finale, inatteso e ben congegnato, va nella medesima direzione, donando un senso di compiutezza all'opera che spesso è difficile da realizzare.
Nel complesso si tratta di una buona opera di space opera, consigliata a chi apprezza le tematiche ingegneristiche connesse al viaggio nello spazio e agli amanti di storie di esplorazione extraterrestre.
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